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Segnali che il bambino sta per nascere

di Penelope Greco - 13.08.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Contrazioni dell'addome, dolori alla schiena, diarrea, bisogno frequente di urinare: sono alcuni dei segnali che il bambino sta per nascere

Segnali che il bambino sta per nascere

Il momento che avete atteso per nove mesi sta per arrivare e voi temete di non saper riconoscere i segnali che il bambino sta per nascere? Non allarmatevi: non siete certo le sole. Quasi tutte le future mamme, specialmente quelle alla prima gravidanza, si chiedono se capiranno quando la gestazione è davvero a termine e quando è il momento di andare in ospedale. In realtà, è tutto molto semplice e naturale. Ci sono, infatti, alcuni cambiamenti e "campanelli" che annunciano che il piccolo sta per arrivare. Dovete solo imparare ad ascoltare il vostro corpo e a fidarvi delle sensazioni che provate.

Ricordate, però, che ogni caso e ogni donna sono a sé: non sempre si presentano tutti i segnali o non sempre lo fanno in maniera eclatante e standardizzata. Per questo, in caso di dubbio, è meglio che facciate un controllo o una telefonata in più, cercando tuttavia di non farvi prendere dall'ansia e di non correre in ospedale a ogni minimo sospetto per non vivere con troppa agitazione i giorni che precedono il parto e non accumulare uno stress eccessivo.

Le contrazioni

Le contrazioni rappresentano uno dei principali segnali che il bambino sta per nascere. È possibile, però, che voi abbiate iniziato ad avvertirle già da tempo. Alcune donne, infatti, ne sono soggette fin dal sesto-settimo mese. Sempre che non si sia in presenza di un parto pretermine, si tratta delle contrazioni di "Braxton-Hicks", conosciute anche come "false contrazioni": un indurimento, talvolta appena percettibile, della pancia, che in genere comincia in alto e si diffonde poi verso il basso prima di sparire del tutto, dura da pochi secondi a un paio di minuti e serve per preparare gradualmente l'utero al travaglio. Potreste sentire anche una leggera tensione alla schiena.

Tuttavia, con l'avvicinarsi del parto, queste manifestazioni si fanno spesso più frequenti e regolari fino a trasformarsi nelle contrazioni che danno avvio al travaglio vero e proprio. Come capire quali sono quelle "vere"? Se non aumentano di intensità, vanno e vengono, manifestandosi a ritmi irregolari, e non sono ravvicinate si tratta quasi sicuramente di un falso allarme. Al contrario, quando le contrazioni compaiono in maniera ravvicinata (ogni tre-quattro minuti), durano circa un minuto e mantengono la stessa intensità, accompagnandosi a un dolore più forte, è arrivato il momento di andare in ospedale.

I dolori e la stanchezza

Nei giorni che precedono il parto, oltre alle contrazioni, potreste anche avvertire dei dolorini, degli indolenzimenti e degli spasmi al basso addome e ai lombi, nella parte bassa della schiena. In genere, questi fastidi durano qualche istante, ma possono anche perdurare più a lungo. In alcuni momenti sono frequenti, in altri più radi. Significa che il vostro corpo si sta preparando al momento che state attendendo con tanta trepidazione.

Inoltre, in questa fase potreste sentirvi più stanche del solito e avere la necessità di fermarvi a riposare più volte nel corso della giornata.

La diarrea

La diarrea è un altro dei segnali che il bambino sta per nascere. Se, dunque, siete quasi a termine e iniziate ad avere episodi di dissenteria è probabile che entro pochi giorni conoscerete finalmente il vostro piccolo.

Questo sintomo, che può accompagnarsi anche a nausea e/o vomito, è legato alle trasformazioni che il vostro corpo ha avviato per prepararsi al parto e, in particolare, al rilassamento muscolare: a distendersi però non è solo l'utero, ma anche il retto. Inoltre, può essere il segno che il bambino si sta incanalando e/o sta scendendo, premendo contro il vostro intestino, e che il vostro apparato gastrointestinale ha avviato una pulizia spontanea prima del grande sforzo del parto.

Nei giorni che precedono il lieto evento potreste avvertire anche un bisogno più frequente del solito di fare pipì: è una conseguenza della pressione esercitata sulla vescica dalla testa del bambino quando scende lungo il canale del parto e si prepara a venire alla luce.

La perdita del tappo mucoso

Fra i segnali che il bambino sta per nascere c'è anche la perdita del tappo mucoso: una formazione gelatinosa che, come un vero e proprio tappo, nel corso della gravidanza ha chiuso il canale cervicale, per proteggere il piccolo dai batteri presenti nella zona vaginale.

Tuttavia, dovete sapere che la fuoriuscita del tappo spesso passa inosservata. Innanzitutto, perché è indolore e poi perché il tappo è bianco-opaco o addirittura trasparente: potreste, dunque, scambiarlo per delle perdite.

In alcuni casi potrebbero esserci anche delle tracce di sangue: sono quasi sempre dovute alla rottura dei piccoli vasi sanguigni del collo dell'utero che può verificarsi durante la fase preparatoria al parto. Se, invece, c'è una grossa quantità di sangue rosso vivo o rosso scuro meglio andare in ospedale.

La pancia più bassa

Negli ultimi giorni di gravidanza, la pancia tende a "scendere", assumendo un aspetto a pera, più bassa e con una punta accentuata. Significa che il bambino si sta avviando verso l'uscita. Ecco perché potreste sentire che il fondo dell'utero si abbassa.

In conseguenza di questo "scivolamento", è probabile che riusciate finalmente a respirare più liberamente e ampiamente e a digerire meglio: la pressione su stomaco e diaframma, infatti, si alleggerisce.

 

La rottura delle acque

Nelle ore che precedono il parto potreste andare incontro alla rottura del sacco amniotico, l'involucro che contiene e protegge il bebè. In alcuni casi, la futura mamma avverte un rumore sordo, come un "toc", e poi si trova improvvisamente bagnata (come se avesse fatto la pipì), in altri la rottura è più impercettibile. Se il liquido è chiaro e inodore non c'è la necessità di correre subito in ospedale. Se, invece, il liquido è scuro (o tinto, color verdastro) o c'è del sangue rosso vivo bisogna recarsi con urgenza in ospedale perché il bimbo potrebbe essere in sofferenza.

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