Reportage

Fotoreportage: con la nascita di Celeste, ho fatto pace con il cesareo di Ambrosia

Di Luisa Perego, foto di Anna Catalano
partosancamillo10di12
30 Settembre 2019 | Aggiornato il 17 Ottobre 2019
Morena, 39 anni, il 15 settembre è diventata mamma per la seconda volta. Ha avuto un vbac, un parto vaginale dopo un cesareo. "Quando è nata Celeste sono rinata io. Perché non avevo mai rielaborato quel parto cesareo". Siamo stati in sala parto a immortalare la nascita della bimba.
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"Me lo chiedevo. Quanto sarà doloroso un parto di un utero che non ha mai avuto un travaglio, ma che è già stato tagliato per un cesareo? Quanti timori e paure. A posteriori, posso dire che non erano infondati. Per me è stata un'esperienza molto dolorosa. In questo tipo di parto, bisogna sbrigarsi e l'epidurale ha avuto effetto solo per un paio di ore.  Noi ci siamo sbrigati in 7 ore e con poca anestesia. Il dolore c'è stato ed è stato molto. Ma come ho detto al mio ginecologo:

'Mi ha fatto nascere 39 anni fa e il 15 settembre, con la nascita di Celeste, mi ha fatto rinascere'". 

Queste parole racchiudono nel profondo la nascita di Celeste e il parto di mamma Morena, 39 anni e giornalista di professione.

Guarda il video con il racconto di Morena sul suo parto

 

Celeste è nata il 15 settembre alle 21.20 all'ospedale San Camillo Forlanini di Roma. Un frugoletto di 3 chili e 50 grammi per 50 cm. A immortalare l'emozione della sua nascita la nostra fotoreporter Anna Catalano, specializzata in reportage di parto.

I nostri fotoreportage di parto in Italia
Il parto di Morena è il settimo fotoreportage dedicato al parto che pubblichiamo. A luglio avevano conosciuto i gemellini Anna Laura e Fabio, a maggio avevamo assistito alla nascita dell'"anguilletta" Marta, nata in casa maternità a Roma. Lo scorso marzo avevamo raccontato la storia di Andrea e Chiara e la loro scelta di gestire il dolore del travaglio senza epidurale. A gennaio invece avevamo testimoniato il parto di Chiara e la sua scelta per l'epidurale. A dicembre Elena aveva dato alla luce due gemellini e noi eravamo lì, pronti a fotografarli. A novembre invece abbiamo assistito al parto di Pamela e alla sua gravidanza con un linfoma.

 

 

Cinque anni fa Morena aveva "subito" un cesareo per la nascita della sua prima figlia, Ambrosia. Un cesareo per motivi di salute, ma che la mamma non ha mai davvero accettato e metabolizzato. 

 

Morena non si era rassegnata e quel cesareo. "Volevo essere mamma a 360° e ancora portavo la ferita di quel parto". Così quando Ambrosia è cresciuta e ha iniziato diventare pressante con i genitori per poter giocare con un fratellino, Morena e il marito Francesco si sono convinti. 

 

Il test di gravidanza positivo 

"Quando ho scoperto di essere incinta sono andata dal mio ginecologo in pensione, il dottor Massimo Testi e gli ho detto: 'Sono incinta di nuovo'. Lui ha fatto nascere me, mia figlia Ambrosia e da 40 anni tutti i componenti della mia famiglia. Era importante che ci fosse. Che fosse presente con me in sala parto".

 

A quel punto, si prospetta la possibilità per Morena di un vbac, (Vaginal Birth After Cesarean) un parto vaginale dopo aver avuto un cesareo.

 

Che cosa è un vbac
VBAC è un acronimo inglese che sta per Vaginal Birth After Cesarean, ovvero parto vaginale dopo un cesareo. Le Linee guida sul taglio cesareo dell'Istituto superiore di sanità sono molto chiare e dicono che, in assenza di controindicazioni specifiche, la possibilità di un VBAC deve essere offerta a tutte le donne. Questo non significa che tutte quelle che ci provano riusciranno ad averlo, ma deve essere data la possibilità del cosiddetto travaglio di prova (TOL, acronimo inglese di trial of labor).

 

Nonostante ci fossero ancora i problemi di salute del primo parto e marito e famiglia all'inizio fossero scettici, ci avrebbero provato. "Chiaramente la salute mia e della bambina venivano prima, ma quando io e mio marito ci siamo informati sul vbac abbiamo scoperto un mondo".

 

"Nel nostro ospedale abbiamo tutte le professionalità per poter fare un vbac, un parto vaginale dopo aver fatto un cesareo - ci spiega Maria Giovanna Salerno, primaria di Ostetricia e Ginecologia all'Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma -, ma non solo. Abbiamo anche la logistica per poterlo fare. In queste pazienti è presente il rischio di una possibile rottura dell'utero e siamo nelle condizioni di portare la futura mamma in sala operatoria in pochissimi minuti.
Il vbac è una procedura che ormai si fa sempre più in tutto il mondo, ma è importante farla in sicurezza".

 

La data presunta del parto era il 14 settembre. Celeste non si è fatta desiderare troppo: il 15 alle 3 di notte Morena ha perso il tappo mucoso.

Alle 8 le si sono rotte le acque ed è andata in ospedale.

Il travaglio vero e proprio è iniziato alle 14 circa. "Ho urlato come una matta per arrivare a 5 cm di dilatazione. Non avendo fatto un travaglio con Ambrosia, per me era come avere un primo figlio. Ho fatto di tutto: morsi, sputi, calci. Sono arrivata a urlare 'se non mi fate l'epidurale mi butto dalla finestra' - ricorda sorridendo Morena. - Non ne potevo proprio più".

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Morena durante il travaglio. | © Anna Catalano

 

A un certo punto è entrata in gioco una figura che ha cambiato tutto. "Un'ostetrica mi ha preso in carico, una donna meravigliosa che mi ha portata alla meta, Paola Marchetti".

 

Morena ha raggiunto da sola i 5 centimetri di dilatazione, poi, finalmente è arrivata l'epidurale tanto desiderata.

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La somministrazione dell'epidurale | © Anna Catalano

 

"Sono state due ore di pace e relax in cui ho potuto seguire le tecniche di rilassamento che già conosco, dato che pratico yoga. Sono arrivata in due ore a 10 centimetri".

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Travaglio. Francesco e Morena. | © Anna Catalano

 

La fase espulsiva

Dopo tutto il dolore provato, Morena ha paura. "Comincio a spingere, preoccupata. Mi ricordo le spinte, ma anche che non succedeva nulla. Dopo due ore e venti di spinte non ce la facevo più. A un certo punto vedo l'ostetrica parlare con il ginecologo: ho intuito che qualcosa non andasse, ma per fortuna non mi hanno detto che cosa. L'ho scoperto dopo: mia figlia aveva il cordone ombelicale corto. Io spingevo, però lei tornava su dopo ogni spinta. La testa era lì, si vedeva, la toccavo, sentivo i capelli. Ma lei non usciva". 

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La fase espulsiva. | © Anna Catalano

 

Celeste, la più grande alleata di Morena

"Ora devo aggiungere una cosa: ho sempre parlato tanto a Celeste nel pancione. Le avevo raccontato tutto, del mio desiderio di parto naturale, dei miei motivi. Abbiamo avuto una connessione profonda. Celeste si era messa tardi in posizione per nascere e non capivamo perché non si girasse. Dentro di me avevo pensato potesse avere il cordone corto e ne avevo parlato con lei. E lei ha fatto di tutto per agevolare questo parto.  E' stata la mia più grande alleata. Non è neanche mai andata in sofferenza fetale. Questa nostra connessione ha evitato a me e a lei un cesareo".

 

A un certo punto l'ostetrica ha abbassato le luci, ha preso dell'acqua calda e dell'olio e ha detto a Morena: "Questa deve essere la spinta della tua vita. La devi fare. Non ci devi provare, ci devi riuscire".

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Manca poco alla nascita di Celeste. | © Anna Catalano

E con una bella spinta, Celeste è uscita fino al naso. Venti secondi dopo, con la contrazione successiva, è nata.  

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Alle 21.20 è nata Celeste. | © Anna Catalano

 

"Il parto è un'alchimia e quell'alchimia si è creata. Se è andato tutto bene è anche grazie al mio ginecologo che mi ha resa tranquilla, a questa ostetrica, ma anche a mio marito" confessa Morena.

 

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Morena e Celeste. | © Anna Catalano

"Quando Celeste è nata e me l'hanno messa sulla pancia, non ho capito più niente. Ho iniziato a piangere e ho detto: 'Ce l'ho fatta, sono riuscita a farla nascere'".

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Francesco taglia il cordone. | © Anna Catalano

 

Francesco, nato per essere papà di figlie femmine

"Quando mio marito ha preso in braccio la figlia, ha iniziato a raccontarle un po' tutto. Lui è nato per essere papà di figlie femmine. Dopo il primo cesareo di Ambrosia sono stata un mese a letto ed è stato lui a insegnarmi a cambiare il pannolino, a trattare la crosta lattea, a portarmi la bambina per allattarla. 

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Francesco e Celeste. | © Anna Catalano

 

"La nascita di Celeste è stata la mia rinascita"

"Nonostante i dolori e il trauma del travaglio per me è stata una rinascita. Ho fatto pace anche con il cesareo di Ambrosia - spiega Morena. - Ora sapevo che cosa dovevo fare e il mio problema non era una controindicazione assoluta al parto vaginale, ma una complicazione. Mi sono convinta. Ho sempre sentito che ce l'avrei fatta anche grazie alle persone che avevo vicino.

Vorrei che passasse questo messaggio: 

anche le persone che hanno problemi di salute ce la possono fare.

 

E come dice una mia amica: 'dopo i marines ci sono le mamme!' Siamo fortissime".

Sulla fotografa Anna Catalano

Anna Catalano
Anna Catalano |
Anna Catalano, 37 anni, è una fotografa professionista.
Scatta da più di 15 anni, ha studiato fotografia e ancora oggi continua ad aggiornarsi.
Nel 2013 diventa mamma di Giulia. Da allora la sua attenzione si è focalizzata sulla maternità e sull'infanzia, raccontandola in modo autentico, cercando di fare emergere ed esorcizzare i più comuni cliché culturali e sociali legati a questo universo, in ambiti e contesti disparati e spesso difficili.
Collabora con magazine italiani, ospedali, aziende e privati.
Noi di nostrofiglio abbiamo scelto Anna per sviluppare fotoreportage di parto, a cui si dedica con professionalità, passione e grande rispetto per le persone coinvolte.
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