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Raschiamento

di Niccolò De Rosa - 30.10.2020 - Scrivici

raschiamento
Fonte: Shutterstock
Il raschiamento è un intervento chirurgico post-aborto che prevede l'asportazione del prodotto del concepimento presente all'interno dell'utero

In questo articolo

Cos'è il raschiamento?

Il raschiamento, intervento chirurgico che prevede lo svuotamento della cavità uterina con l'asportazione del materiale in essa contenuto, è una procedura che normalmente viene effettuata in anestesia generale.

Tale operazione di solito viene praticata ad un aborto spontaneo, in seguito alla ritenzione di materiale placentare dopo il parto, o come strumento diagnostico-terapeutico nel caso di sanguinamenti uterini anomali, polipi, piccoli fibromi o per ottenere una biopsia dell'endometrio. Il materiale asportato viene poi inviato in laboratorio per essere analizzato.

Come si esegue

L'intervento richiede normalmente circa 10-15 minuti e viene effettuato in regime di day-hospital, con la paziente che viene dimessa in giornata.

La prima fase dell'operazione prevede la dilatazione del canale cervicale, di solito indotta normalmente qualche ora prima del raschiamento vero e proprio. La cervice può essere diltata mediante un'apposito strumento chirurgico (il dilatatore graduato di Hegar) o con la somministrazione di farmaci specifici.

Giunti al momento del raschiamento, s'inserisce all'interno dell'utero una curetta - uno strumento tagliente dalla forma simile a quella di un cucchiaio - che permette di "raschiare" delicatamente il rivestimento uterino per rimuovere il campione, la massa anomala o, in caso di aborto, il prodotto del concepimento.

Conseguenze del raschiamento

Il risveglio al termine dell'intervento non comporta particolari disturbi, ma le pazienti possono subire perdite ematiche localizzate anche per tutta la settimana successiva all'operazione.

Le conseguenze dovute al raschiamento non sono particolarmente frequenti. Tra queste, oltre alle già citate emorragie nella cavità addominale, vanno però citate lesioni alla cervice, reazioni allergiche, infezioni e la formazione di materiale cicatriziale all'interno dell'utero (Sindrome di Asherman), una condizione che però è trattabile con una cura ormonale.

Il rischio più grande cui può comportare il raschiamento è la perforazione dell'utero, che però presenta una casistica davvero molto rara (circa l'1% dei casi).

L'operazione non preclude la possibilità di rimanere incinta. Di solito si consiglia di aspettare qualche ciclo mestruale per permettere all'utero di ricostruire il proprio strato interno.

FONTI: Mayo Clinic; WebMD

Domande e risposte

Il raschiamento è doloroso?

Il raschiamento viene effettuato in regime di anestesia totale o locale (più raro). Quindi la paziente non prova alcun dolore fisica, solo un po' di stordimento.

Quali sono le conseguenze del raschiamento?

Sono rare le conseguenze gravi dovute ad un raschiamento. tra queste infezioni, Sindorme di Asherman e perforazione dell'utero.

Quando si fa il raschiamento?

In seguito ad un aborto spontaneo, per rimuovere una massa anomala dall'utero o per ricavare materiale organico da analizzare in laboratorio.

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