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Rottura prematura delle membrane (pPROM)

di Sara Sirtori - 15.06.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
La rottura prematura delle membrane si verifica in circa l'8-10% di tutte le gravidanze e richiede il ricovero per l'osservazione del benessere materno-fetale. Vediamo cosa fare e quali accorgimenti osservare quando ciò avviene.

Rottura prematura delle membrane

La rottura prematura spontanea delle membrane amniocoriali che contengono il feto si verifica in genere durante il travaglio di parto o poco prima del suo inizio. Se le membrane si rompono prima del termine, cioè prima delle 37 settimane, si parla di rottura pretermine delle membrane (pPROM). Circa 2 donne du 100 durante la gravidanza vanno incontro alla rottura delle acque pretermine.

Come intervenire in caso di rottura pretermine delle membrane?

In questo articolo

Come si riconosce la rottura delle acque?

Durante la rottura delle membrane, si verifica una perdita di fluido con una sensazione di bagnato a livello genitale. Il fluido (noto come liquido amniotico) è di colore chiaro oppure rosato e potrebbe anche essere lievemente macchiato di sangue. La quantità di liquido che si può vedere può variare da un modesto gocciolamento a un importante flusso.

Cosa fare in caso di rottura delle acque?

E' consigliabile indossare un assorbente esterno e monitorare il colore e l'odore del fluido, così come l'entità della perdita. A volte il liquido perso è in realtà urina e durante la gravidanza può essere normale. La perdita di liquido amniotico ha un odore diverso rispetto a quello di urina. Nel caso di rottura delle membrane, comunque, è consigliabile recarsi all'ospedale più vicino.

Cosa succederà in ospedale?

In ospedale, sarai sottoposta a un attento check-up che includerà:

  • Un colloquio con un ginecologo che indagherà se nelle precedenti gravidanze si era verificata una pPROM (se ciò è accaduto, è probabile che si verifichi anche in gravidanze successive)
  • Una visita ostetrico-ginecologica: il ginecologo userà uno speculum per valutare la cervice uterina e verificare se il fluido perso sia effettivamente liquido aminiotico. Il ginecologo valuterà anche se la cervice sta subendo modificazioni in preparazione al travaglio.
  • Un test specifico eseguito sul fluido perso per confermare la rottura delle membrane.
  •  Un'ecografia transaddominale per verificare l'entità di liquido aminiotico in utero e controllare il battito cardiaco del feto.

Se è andata persa solo una piccola quantità di liquido amniotico, non è facile confermare l'avvenuta rottura delle membrane. Se la rottura non venisse confermata potrai tornare a casa. Qualora continuassi a perdere fluido, dovrai tornare in ospedale.

Se i controlli eseguiti confermassero la rottura delle acque, ti potrebbe essere prospettato quanto segue:

  • Ricovero in ospedale per uno stretto monitoraggio del benessere fetale e della gravidanza, nonché dellla comparsa di eventuali sintomi e segni del parto
  • Test regolari e monitoraggio delle infezioni, incluso il controllo della temperatura corporea e della frequenza cardiaca
  • Esami ematochimici
  • Esecuzione di tamponi vaginali

Che cosa ha causato la rottura delle acque?

Per la maggior parte delle donne, la causa della rottura delle acque non è nota.
Il feto è circondato da un fluido sterile contenuto all'interno del sacco amniotico. La vagina invece non è un ambiente sterile e contiene della flora batterica saprofita riscontrabile in tutte le donne. C'è un collegamento tra la rottura delle acque e la crescita di una certa tipologia di batteri in vagina: infatti questi batteri producono enzimi che possono indebolire le membrane che formano il sacco amniotico e causarne appunto la rottura permettendo al liquido amniotico di uscire.

E' fatto certo che:

  • Qualsiasi cosa tu abbia fatto non ha causato la rottura delle acque
  • Non si poteva fare nulla per la prevenzione della rottura delle acque

Cosa succede a me e al bambino?

  • Parto vaginale spontaneo pretermine
    Una discreta quota di donne entra in travaglio tra le 24 e 48 ore dalla rottura delle acque. Il rischio che questo accada è maggiore quando è presente un'infezione genitale.


  • Infezione
    Le membrane che formano il sacco amniotico costituiscono una barriera protettiva intorno al bambino e dopo la loro rottura c'è un rischio maggiore che batteri ed infezioni risalgano a livello uterino. Quando l'infezione raggiunge l'interno dell'utero può essere un innesco per l'instaurarsi del travaglio di parto pretermine.


    I sintomi di una infezione possono includere:

    -rialzo della temperatura corporea
    -perdita vaginale con un odore sgradevole
    -aumento della frequenza cardiaca materna
    -dolore addominale di origine uterina
    -battito cardiaco del bambino più veloce del normale
  • Sviluppo polmonare
    Il liquido aminotico che circonda il bambino è necessario ai polmoni fetali per il loro sviluppo. Se le acque si rompono molto prematuramente, potrebbe non esserci liquido sufficiente affinché i polmoni del bambino si sviluppino normalmente. Questo accade soprattutto in caso di rottura molto precoce, prima delle 24 settimane.


  • Prematurità 
    I bambini prematuri hanno un rischio maggiore di problemi di salute, in particolare di tipo respiratorio, alimentare e infettivo. I bambini nati prima di 34 settimane tendono ad avere un maggior rischio di problematicehe severe, anche tali per cui sia necessario il ricovero in terapia intensiva neonatale. I problemi sono ancora maggiori quando un bambino è nato prima delle 28 settimane di gravidanza. Questi bambini prematuri saranno trattenuti per e cure necessarie in ospedale.

Quali cure posso ricevere?

Non c'è alcun trattamento che possa ripristinare il liquido amniotico o che possa riparare il buco nelle membrane del sacco amniotico: i reni del bambino continueranno a produrre liquido amniotico anche se le membrane sono rotte. Infatti, potresti perdere liquido aminotico per tutta la gravidanza. Attualmente è possibile ricorrere alla procedura di amnioinfusione, ovvero aumentare il volume di liquido amniotico tramite amniocentesi e trasferimento di liquido in utero. Questa pratica però va discussa con il ginecologo e viene proposta solo in caso di pPROM precoce (<26 settimane) poiché attualmente le evidenze di beneficio non sono state ancora ben determinate.

Il monitoraggio è necessario per identificare la presenza di segni di infezione e per preparare il feto alla nascita pretermine.

Ti potrebbe essere offerto:

  • Una cura antibiotica per trattare o abbassare il rischi odi infezioni
  • Somministrazione di tocolitici al fine di fermare le contrazioni uterine e quindi ridurre il rischio di un parto pretermine

Quando posso andare a casa?

Se si sono rotte le membrane, potrebbe essere necessario rimanere in ospedale fino alla nascita del bambino in modo da monitorare i segni di infezione e il benessere del feto.

Cosa posso e devo fare a casa?

Il ginecologo ti informerà di quali sono i segni di infezione al fine di identificarli. E' importante:

  • Controllare due volte al giorno che la temperatura ascellare sia normale (37 gradi)
  • Controllare che il fluido amniotico che perdi non cambi colore o aumenti
  • Evitare rapporti vaginali

T sarà inoltre richiesto di venire ciclicamente in ospedale per eseguire controlli quali:

  • un prelievo di sangue per il conteggio dei leucociti (sono le cellule che combattono le infezioni e che aumentano in corso di infezioni)
  • un tampone vaginale al fine di identificare una flora vaginale nociva per la gravidanza
  • controllo del battito cardiaco fetale
  • controllo ecografico per visualizzare la quantità di liquido amniotico presente nel sacco

Quando devo allarmarmi?

Ritorna in osepdale immediatamente in caso di comparsa di segni di infezione o travaglio quali:

  • rialzo della temperatura
  • calo dei movimenti fetali
  • sintomi influenzali
  • perdite ematiche vaginali
  • dolore addominale
  • contrazioni uterine

Cosa mi attende dopo una pPROM?

I ginecologi che ti seguono duranete la gravidanza in ospedale ti spiegheranno ampiamente quali scelte hai di fronte in caso di diagnosi di rottura prematura delle membrane.

Infatti, continuando la gravidanza aumenta il rischio di infezione ma ridurrebbe comunque i problemi di prematurità fetale.

In base alla situazione clinica le scelte sono:

  • controllo continuo della tua salute e di quella del feto
  • induzione del travaglio e del parto tra 34 e 37 settimane di gravidanza

Domande e risposte

Come riconoscere la rottura delle acque?

La rottura delle acque è accompagnata dalla fuoruscita del liquido amniotico precedentemente contenuto nell'omonimo sacco. Il liquido che fuoriesce nel momento in cui si ha la rottura delle acque è un liquido incolore, inodore e caldo.

Dopo quanto tempo dalla rottura delle acque inizia il travaglio?  

In genere il parto comincia dopo 12-24 ore dalla rottura delle acque. In generale, se le acque che si rompono sono trasparenti, si può aspettare un po' di più e fare con più calma. Se invece le acque sono venate di sangue, è meglio muoversi subito.

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