Salute

Alcol in gravidanza. Perché è meglio astenersi del tutto?

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19 Dicembre 2014
E' dimostrato che il feto riceve l'alcol nella stessa misura della madre e non esiste una dose che possa essere ritenuta sicura e quindi raccomandabile. Inoltre non si sa quanto alcol ci voglia per arrecare danni all'embrione o al feto. Quindi per prudenza è meglio rinunciare del tutto. Non soltanto a super alcolici ma anche a vino, birra o drink leggeri
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Poiché a oggi non si conosce la quantità di alcol che si può consumare in gravidanza senza alcun rischio per il nascituro, il consiglio per le donne incinte e per quelle che cercano di avere un bambino è di non bere alcol.

 

E' questo il principio di precauzione a cui si ispira la comunità medica internazionale e a cui si attengono anche le campagne di informazione del ministero della sanità e dell'Istituto superiore di sanità sul consumo di alcol in gravidanza. 

 

Dunque nessuna distinzione tra alcolici (vino e birra) e super alcolici (whisky e altro). E' un no assoluto.

 

Come mai questo divieto? "E' ormai dimostrato che il feto riceve l'alcol nella stessa misura in cui lo assume la madre e quindi può essere pericoloso per lui, in qualunque epoca gestazionale ci si trovi", ha spiegato Stefano Bianchi, primario di ginecologia dell'Ospedale San Giuseppe di Milano e professore alla Statale di Milano. 

 

All'inizio della gravidanza può interferire con la moltiplicazione cellulare attiva dell'embrione e poiché è in questa fase che si formano gli organi, un eccesso di alcol potrebbe provocare malformazioni.

 

Ma gli effetti nocivi si protraggono anche negli ultimi mesi che coincidono con la massima crescita del feto: in questa fase il volume del cervello aumenta notevolmente e si creano i legami tra le diverse cellule; un processo delicato che potrebbe essere alterato dall'assunzione di alcol. 

 

Una ricerca dell'università di Portland negli Usa, presentata a luglio 2014, ha bocciato anche il vino rosso durante la gravidanza. La ricerca, svolta in laboratorio su scimmie gravide, ha mostrato che negli animali che assumevano resveratrolo - sostanza alla quale  sono state attribuite numerose azioni protettive (antitumorale, antiinfiammatoria e di fluidificazione del sangue)  - i feti risultavano avere dei danni al pancreas.