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Alimenti fortificati con acido folico: cosa sapere

di Simona Bianchi - 19.09.2023 - Scrivici

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Gli alimenti fortificati con acido folico sono obbligatori in alcuni Paesi. Quali sono i cibi fortificati più diffusi in Italia

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Alimenti fortificati con acido folico

Gli alimenti fortificati con acido folico sono dei cibi a cui viene aggiunta la vitamina M, anche detta folacina. La fortificazione è infatti il processo attraverso il quale un nutriente e più generalmente un micronutriente, come una vitamina, un minerale o altri composti che hanno un effetto benefico sulla salute, vengono aggiunti a un prodotto alimentare per migliorarne la qualità nutrizionale e per aumentarne i livelli di assunzione nella popolazione. Inizialmente il processo era utilizzato dalle aziende del settore alimentare per ripristinare le eventuali perdite avvenute nei processi produttivi, o nell'intento di rendere "più nutrienti" alcuni prodotti dedicati a gruppi specifici di popolazione per favorire l'apporto vitaminico e/o di sali minerali. Il caso più frequente sono appunto le formulazioni per l'infanzia. Negli ultimi anni si è promossa la produzione di alimenti arricchiti e, in alcuni Paesi, è prevista la fortificazione obbligatori di alcuni prodotti.

La fortificazione obbligatoria con acido folico

Nel 1998 gli Stati Uniti hanno introdotto la fortificazione obbligatoria con acido folico delle farine di cereali. L'obiettivo è stato prevenire dei difetti del tubo neurale (Dtn). In questo senso, la fortificazione obbligatoria con acido folico è stata ritenuta una strategia in grado di ridurre i costi rispetto alla supplementazione vitaminica. Come riporta l'ISS, vari studi avrebbero dimostrato che questo obbligo ha portato a un significativo aumento dell'assunzione giornaliera in folati, al miglioramento dello stato di nutrizione per i folati con una riduzione del 20% dei difetti del tubo neurale nei nati vivi e tra il 50-78% nelle gravidanze a termine. A oggi sono circa 86 i Paesi nel mondo che hanno adottato la fortificazione obbligatoria con acido folico. In Europa solo Irlanda e Gran Bretagna hanno iniziato l'iter per la valutazione della fortificazione obbligatoria poi sospesa a causa di alcune evidenze scientifiche.

Il dibattito sulla fortificazione obbligatori con acido folico

Negli ultimi anni, vari studi scientifici hanno analizzato i possibili rischi correlati all'eccesso di assunzione di acido folico sintetico, opponendosi quindi alla pratica della fortificazione obbligatoria.

Tra le conseguenze negative individuate ci sono:

  • il possibile mascheramento della vitamina B12, negli Usa è stata riscontrata una percentuale non trascurabile di over 65 con alti livelli di folatemia, iperomocisteinemia e con bassi livelli di vitamina B12, nonché ad elevato rischio di anemia e di deficit cognitivo
  • presenza di acido folico non metabolizzato nel plasma
  • aumento del rischio di recidive dei tumori del colon-retto.

Quali sono gli alimenti fortificati con acido folico in Italia?

In Italia, segue la regolamentazione europea, è ammessa solo la fortificazione volontaria con acido folico. Per fortificazione volontaria s'intende la libera scelta da parte di un'azienda alimentare di aggiungere a un prodotto o a una linea di prodotti un nutriente. Gli alimenti fortificati con acido folico più diffusi in Italia sono: i cereali da prima colazione, alcuni snack, barrette, fette biscottate, alcuni succhi di frutta multivitaminici, pasta dietetica, pasti sostitutivi, biscotti, prodotti surgelati pronti, yogurt e molti prodotti per la prima infanzia.

A cosa servono i folati e in quali alimenti si trovano

I folati giocano un ruolo fondamentale:

  • nella salute delle cellule, come i globuli rossi, le cellule di pelle e capelli, le cellule della mucosa gastrointestinale e, soprattutto, le cellule dell'embrione e del feto in via di sviluppo
  • nel funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico
  • nella regolazione dei livelli di omocisteina, un amminoacido il cui aumento è associato a malattie di varia natura.

Tra gli alimenti più ricchi in folati rientrano:

  • le verdure, in particolare asparagi, cime di rapa, rape rosse, bieta, indivia, broccoli e spinaci
  • i legumi, in particolare lenticchie, soia, fagioli e ceci
    la frutta, soprattutto agrumi, kiwi, fragole e alcuni frutti tropicali (avocado, papaya)
  • i cereali, in particolare farro e avena, che presentano contenuti in folati mediamente più elevati rispetto ai cereali raffinati di pane, pasta e riso
  • gli pseudocereali, come amaranto e quinoa
  • la frutta secca (noci, mandorle, nocciole), i semi di girasole e il germe di grano, il cui consumo giornaliero va tuttavia limitato in ragione dell'elevato contenuto calorico.

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