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Amoxicillina in gravidanza: cos'è, quando si prende e quali sono i rischi

di Francesca Capriati - 04.11.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Amoxicillina in gravidanza: Che cosa è l'amoxicillina e quando si prende in gravidanza? Dosaggio e rischi nel primo, secondo e terzo trimestre

Amoxicillina in gravidanza

Durante la gravidanza all'organismo della mamma e quello del bimbo in crescita sono strettamente interconnessi: le sostanze nutritive presenti nel cibo, i farmaci, la nicotina e anche i virus o i batteri possono attraversare la placenta per arrivare fino al feto. Il medico ci dirà quali sono i farmaci che possiamo assumere in tutta sicurezza durante la gravidanza e quali evitare e ciò vale anche per gli antibiotici, necessari per curare eventuali infezioni contratte nel corso dei nove mesi. Vediamo, quindi, se si può prendere l'amoxicillina in gravidanza e con quali precauzioni.

In questo articolo

Che cosa è l'amoxicillina e quando si prende in gravidanza?

L'amoxicillina è un farmaco vendibile con prescrizione medica usato per trattare alcuni tipi di infezioni batteriche. Si tratta, quindi, di un antibiotico appartenente alla famiglia delle penicilline che va assunto solo dietro prescrizione del medico e con dosi e tempi molto precisi.

L'amoxicillina viene prescritta in caso di infezioni batteriche come:

  • polmonite,
  • bronchite,
  • infezioni del tratto urinario (UTI),
  • infezioni sessualmente trasmissibili,
  • sepsi,
  • infezioni dentali,
  • infezioni della pelle, della gola e dell'orecchio.

Spesso viene prescritto alle future mamme per trattare la cistite, un'infezione alle vie urinarie piuttosto frequente proprio in gravidanza.

Amoxicillina nel primo trimestre

L'amoxicillina è considerata un farmaco sicuro per la gravidanza: negli studi sugli animali non ci sono state segnalazioni di danni ai feti in via di sviluppo da amoxicillina. Questo farmaco è, quindi, considerato a basso rischio e può essere assunto in qualsiasi trimestre di gravidanza. Tuttavia è bene ricordare che il primo trimestre è molto delicato: gli organi si stanno formando e bisogna essere molto caute nell'assunzione di farmaci inappropriati.

Amoxicillina nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre il bambino è quasi completamente formato e in genere il rischio di malformazione e morte di abbassa. L'amoxicillina può essere assunta in sicurezza a patto che ve ne sia davvero ragione e seguendo tutte le indicazioni del proprio medico.

Dosaggio

L'amoxicillina viene assunta per via orale in compresse. Esistono anche delle formulazioni liquide, ad esempio sciroppo, che vengono prescritte ai bambini.

La dose di antibiotico da assumere va stabilita dal medico in base all'infezione da trattare: il medico indicherà anche le modalità con cui prendere il farmaco, generalmente due volte al giorno, mattina e sera, e la durata del trattamento.

Il dosaggio dipende non solo dal tipo di infezione ma anche dal peso e dall'età del paziente. In linea generale la dose raccomandata per i pazienti adulti e per bambini e adolescenti con peso corporeo pari o superiore a 40 kg è di 875 mg - 1 g di amoxicillina ogni 8 o 12 ore.

Ma attenzione: l'antibiotico va preso solo dietro consiglio del medico e seguendo con accuratezza le sue prescrizioni.

Ci sono i rischi per il feto?

Come abbiamo detto l'amoxicillina è un antibiotico abbastanza sicuro e si può usare in gravidanza, sempre solo dopo aver sentito il parere del proprio medico. E le nuove valutazioni dell'AIFA confermano il profilo di sicurezza: dalle evidenze più recenti non emergono nuove segnalazioni di eventuali anomalie riscontrate, rispetto all'atteso, e viene quindi confermata la possibilità del loro impiego, dietro consulto del proprio medico, anche nei nove mesi di gestazione e in allattamento.

Quali sono gli antibiotici di prima scelta in gravidanza?

Sono state recentemente aggiornate le schede dell'AIFA, l'Agenzia italiana del farmaco, su alcune classi di antibiotici: nel documento si legge che "L'amoxicillina e l'ampicillina sono considerati gli antibiotici di prima scelta in gravidanza, mentre la Clindamicina, indicata ad esempio per il trattamento della Coriamniosite, è da utilizzare qualora la somministrazione di Penicilline, Cefalosporine e Macrolidi non sia efficace, quindi in seconda battuta."

Quali farmaci evitare in gravidanza?

Da un'indagine condotta dall'AIFA emerge che sono ancora molti i farmaci che vengono prescritti in gravidanza. I principi attivi più prescritti sono:

  • l'acido folico (34,6%)
  • il progesterone (19%)
  • il solfato ferroso (18,8%)
  • l'amoxicillina/acido clavulanico (11,5%).

Si tratta per lo più di farmaci sicuri che vengono prescritti con delle motivazioni ben precise. Ma non bisogna abusarne perché qualsiasi principio attivo può arrivare al feto.

Tra i farmaci da evitare in gravidanza, perché teratogeni, quindi in grado di aumentare il rischio di malformazioni fetali, ricordiamo:

  • Isotretinoina: un derivato della vitamina A presente in molti prodotti e farmaci per il trattamento dell'acne grave;
  • Antiepilettici (acido valproico): un farmaco usato per l'epilessia;
  • Anticoagulanti dicumarinici (Warfarin e derivati): se usati nella prima parte della gravidanza potrebbero provocare malformazioni del viso e ritardo mentale, mentre se assunti verso la fine della gestazione possono aumentare il rischio di emorragie.
  • Tetracicline: antibiotici poco utilizzati che possono compromettere la crescita dei tessuti che dipendono dal calcio, come i denti.

Domande e risposte

Cosa succede se si prendono gli antibiotici in gravidanza?

Alcuni antibiotici, come l'amoxicillina, possono essere usati in gravidanza senza correre particolari rischi. Tuttavia, per evitare un ritorno dell'infezione o lo sviluppo di una farmaco resistenza, non bisogna abusarne, bisogna seguire accuratamente le prescrizioni del medico in materia di dosaggio e durata della terapia.

Quando agisce l'antibiotico?

Dipende dal tipo di infezione e da come risponde il sistema immunitario del paziente, quel che è certo è che non basta una sola compressa, ma bisogna completare l'intero trattamento: mai sospendere la terapia solo perché si comincia a stare meglio.

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