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Antibiotici in gravidanza: si possono usare?

di Penelope Greco - 10.08.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Gli antibiotici in gravidanza sono permessi solo dietro indicazione del ginecologo. Non tutti i principi attivi, però, sono indicati nei nove mesi

Una brutta bronchite, un ascesso dentale, una cistite: sicuramente vi sarà capitato in più di un'occasione di seguire una cura a base di antibiotici. Si tratta, infatti, di farmaci essenziali in presenza di infezioni di origine batterica perché sono in grado di agire sui microrganismi responsabili, promuovendo la guarigione. È necessario, però, usarli con prudenza, a maggior ragione in gravidanza, un'epoca molto delicata, durante la quale l'esposizione a determinate sostanze può essere controindicata.

Dovete sapere, infatti, che quasi tutti i principi attivi contenuti nei medicinali sono in grado di attraversare la placenta e di arrivare al feto. Questo non significa, però, che siano tutti pericolosi: solo una minoranza è in grado di impattare sulla gravidanza, influire sul normale sviluppo del feto e/o causare malformazioni.

Tuttavia, anche il mancato trattamento delle infezioni può determinare rischi per la mamma e il bebè. Come dovete comportarvi allora? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Rossella Nappi, specialista in ginecologia, responsabile del Centro della Procreazione Medicalmente Assistita, di endocrinologia ginecologica e della Menopausa ad alta complessità dell'IRCCS Policlinico S. Matteo, Università di Pavia. Ecco le principali regole da seguire per non correre alcun rischio quando si tratta di antibiotici in gravidanza.

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In che modo agiscono

Gli antibiotici sono farmaci con un meccanismo d'azione particolare: limitano o impediscono ai batteri di svilupparsi all'interno dell'organismo e li contrastano. Sono utilizzati nelle malattie di origine batterica, come otiti, polmoniti, infezioni cutanee, ascessi. Possono essere consigliati in via preventiva anche in caso di interventi chirurgici e odontoiatrici, per evitare complicazioni post operatorie.

In tutti i casi, questi farmaci vanno usati in maniera corretta - nei tempi, nelle modalità e nelle dosi indicate dal medico - altrimenti si può sviluppare una resistenza nei loro confronti, che di fatto li rende inefficaci e complica la cura di molte malattie.

Gli antibiotici in gravidanza sono permessi? Sì, ma con le dovute precauzioni. Vanno impiegati solo laddove realmente necessario e su prescrizione del ginecologo o del medico di famiglia. Per esempio, possono essere utilizzati nelle cistiti, nelle vaginiti, nelle infezioni dell'apparato respiratorio (tutte problematiche abbastanza comuni nelle gravide), purché naturalmente di origine batterica. Sono impiegati anche nel caso di rottura prematura delle membrane.

Antibiotici in gravidanza, un principio attivo non vale l'altro

Per quanto si tratti di una regola fondamentale, usare gli antibiotici in gravidanza solo quando necessario non è una precauzione sufficiente. Occorre sapere anche quali sono i principi attivi da preferire e quali da evitare (ricordando che affidarsi al ginecologo è sempre la scelta migliore). Come indicato dall'Aifa, l'Agenzia italiano del farmaco, gli antibiotici di prima scelta durante i nove mesi sono l'amoxicillina e l'ampicillina, due tipi di penicilline.

In linea di massima sono permesse anche le cefalosporine, preferibilmente di 1ª e 2ª generazione, che insieme alle penicilline e ai macrolidi sono anche le classi usate più comunemente.

Per quanto riguarda i macrolidi, considerati sicuri fino a qualche anno fa, ora ci sono delle perplessità. Infatti, recenti studi hanno sollevato dubbi sulla loro effettiva sicurezza. Secondo gli esperti, saranno necessarie nuove indagini per capire meglio il loro impatto sulla salute del feto. Allo stato attuale delle cose, andrebbero usati con cautela e solo se i benefici superano i possibili rischi.Anche la clindamicina è da impiegare solo in seconda battuta, qualora la somministrazione di penicilline e cefalosporine non sia stata efficace.


Vietati invece gli antibiotici a base di aminoglicosidi, cotrimossazolo, rifamicine e tetracicline poiché potrebbero essere dannosi per il bebè.

Un numero verde per ogni dubbio

Per avere informazioni sui farmaci che potete prendere e che, al contrario, dovete assolutamente evitare durante i nove mesi, oltre che al vostro ginecologo e al medico curante, potete rivolgervi anche all'Istituto Mario Negri e all'U.O. Tossicologia Clinica-Centro Anti Veleni Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che hanno messo a disposizione il numero verde 800 883 300 per rispondere alle domande sulla compatibilità fra medicinali e gravidanza/allattamento.

Le fonti per questo articolo:

-Documento Sigo: https://www.sigo.it/wp-content/uploads/2020/11/Osmed_uso_farmaci_in_gravidanza.pdf
-Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco:https://www.aifa.gov.it/-/antibiotici-in-gravidanza-si-se-necessario-aggiornate-le-schede-sul-sito-aifa-dedicato
-Pubblicazione Ministero della Salute: https://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1436_allegato.pdf
-Istituto Farmacologico Mario Negri: https://www.marionegri.it/magazine/farmaci-e-gravidanza

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