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Candida in gravidanza: cosa fare e come riconoscerla

di Angela Bisceglia - 16.08.2022 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Prurito, arrossamento ma soprattutto secrezioni dense simili a ricotta: sono questi i segni inconfondibili dell’infezione da Candida in gravidanza

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Candida in gravidanza

La Candida è un fungo presente normalmente a livello vaginale, che, entro certe quantità, convive in equilibrio con la flora batterica presente fisiologicamente nell'ambiente vaginale, così come succede per altre cavità che confinano con l'esterno, come il cavoorale e anale, normalmente popolati da una ricca microflora. Quando intervengono fattori che sbilanciano questo equilibrio, le proporzioni si alterano, e allora la Candida aumenta notevolmente ed ecco comparire l'infezione. Vediamo cosa fare in caso di candida in gravidanza.

Candida in gravidanza: sintomi

Come riconoscere la candida in gravidanza? I sintomi sono quelli noti:

  • prurito,
  • secrezioni biancastre e simili a ricotta,
  • mucosa molto arrossata ed eritematosa.

Si tratta di secrezioni ben diverse dalle secrezioni trasparenti e fluide che normalmente aumentano in gravidanza, che sono del tutto fisiologiche.

Candida o un'altra infezione?

La Candidosi è di gran lunga la più frequente ma non l'unica delle infezioni che possono coinvolgere l'ambiente vaginale. Numerose sono le infezioni di origine batterica, dovute a batteri come l'Escherichia Coli, lo Streptococco, la Chlamydia, la Gardnerella, il Micoplasma, il Trichomonas. I disturbi sono diversi a seconda del germe responsabile, ma in genere bruciore e prurito sono sintomi comuni, anche se mancano le secrezioni 'ricottose'.

"Le infezioni batteriche vanno curate con maggior tempestività, poiché potrebbero risalire lungo il canale vaginale e favorire un'infezione delle membrane amniotiche, aumentando il rischio di un parto prematuro" sottolinea la prof. Cetin.

Candida in gravidanza, come si prende

I fattori che possono alterare l'equilibrio della flora vaginale sono molteplici: il caso più tipico è quando si segue una terapia antibiotica, che distrugge i cosiddetti batteri 'buoni', come i lattobacilli.

"Ma ad alterare l'equilibrio possono essere anche le modificazioni ormonali che si verificano durante la gravidanza" aggiunge Irene Cetin, Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso l'Università degli Studi di Milano, "poiché gli estrogeni modificano il pH che influisce sulla composizione della flora. Per lo stesso motivo un fattore scatenante può essere l'assunzione della pillola anticoncezionale, che crea una situazione ormonale simile alla gravidanza. Infine, anche lo stress può influire".

Come si fa la diagnosi

La Candida si diagnostica molto facilmente, addirittura anche senza bisogno di visita, se la paziente riferisce i sintomi tipici sopra descritti. Se invece i sintomi sono più sfumati, è necessaria una visita dal ginecologo più un eventuale tampone vaginale, che individua con certezza il fungo.

Rischi in gravidanza

Contrarre un'infezione da Candida non comporta rischi particolari durante i nove mesi, né per la mamma né per il nascituro.

Solo al momento del parto il bambino, al passaggio per via vaginale, potrebbe esserne infettato. In ogni caso la Candida va curata, perché i sintomi possono diventare molto fastidiosi.

Candida in gravidanza: rimedi

Con antimicotici locali, in ovuli o in crema vaginale. Solo raramente sono necessarie terapie orali, da prescrivere però con molta cautela durante la gravidanza. "Ultimamente si stanno rivelando efficaci le terapie locali a base di probiotici, che contengono microrganismi vivi in grado di riequilibrare la microflora vaginale e ripristinare le giuste proporzioni" evidenzia Irene Cetin.

Come prevenire ricadute

Per evitare che la Candida si ripresenti non basta effettuare la terapia, ma occorre anche eliminare i fattori di rischio:

  • non assumere antibiotici se non strettamente necessari;
  • non abusare di detergenti intimi, che possono asportare il film lipidico che protegge le mucose: per una corretta igiene basta lavarsi una sola volta al giorno con un detergente a pH neutro; se si avverte l'esigenza di rinfrescarsi durante la giornata, basta la sola acqua;
  • evitare l'uso di salvaslip e di biancheria sintetica, che impediscono la traspirazione e creano un ambiente umido in cui i funghi proliferano più facilmente;
  • in caso di infezioni ricorrenti, si può valutare con il ginecologo una terapia preventiva a base di probiotici sotto forma di ovuli vaginali.

Zuccheri e lieviti colpevoli?

Si è sempre detto che un'alimentazione ricca di lieviti e di zuccheri può facilitare l'insorgenza di Candidosi, in realtà al momento non vi sono evidenze scientifiche che lo dimostrino.

Revisionato da Francesca Capriati

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