Salute gravidanza

Corso preparto, come scegliere quello giusto

ginnasticagravidanza
21 Maggio 2009
Sei per il classico corso preparto oppure per qualcosa di più innovativo come la danza del ventre? Oppure sei indecisa se iscriverti in piscina o se fare yoga? Scopri i vantaggi dei diversi tipi di corsi
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Ce n’è davvero di tutti i tipi e per tutti i gusti: da quello ‘classico’, organizzato da consultori e ospedali, a quelli di acquaticità, alle forme orientali come lo yoga o la danza del ventre. I corsi organizzati dai consultori familiari sono gratuiti, quelli tenuti dagli ospedali prevedono spesso il pagamento di un ticket. I corsi privati invece sono a pagamento.

Indecisa su quale scegliere? Scegli quello che fa per te. 

 

Il corso classico

Quasi tutti gli ospedali organizzano dei corsi di preparazione al parto, che sono tenuti in genere dalle ostetriche e dalle puericultrici. 


- È utile frequentarli perché si ricevono informazioni sui servizi forniti dall’ospedale, su quel che occorre mettere in valigia, sul corredino da portare per il bebè, ma anche sull’accudimento del neonato e sull’allattamento al seno. 


- Si ricevono inoltre informazioni sui disturbi tipici della gravidanza, sulle dinamiche del travaglio, sulle posizioni per favorire la discesa del bebè ed alleviare il dolore, più indicazioni pratiche alla futura mamma su quando andare in ospedale, come riconoscere i segnali del travaglio, come si svolge il travaglio ed il parto. 


- Incontrarsi con altre future mamme offre l’occasione per confrontarsi con chi sta vivendo la stessa esperienza, scambiarsi opinioni, chiarire dubbi (opportunità che però è comune un po’ a tutti i corsi preparto). 


- Altro vantaggio, si entra in contatto con la struttura dove si intende partorire, si prende confidenza con la sala travaglio, la sala parto, il nido, si conoscono ostetriche e puericultrici, così quando arriverà il momento di andare in ospedale, sarà confortante trovare dei volti già noti. 


- Ad alcuni incontri spesso è prevista la partecipazione di altri esperti, come ginecologo, psicologo, anestesista, che spiegano i vari tipi di parto, le implicazioni psicologiche della gravidanza e del parto, i cambiamenti nel rapporto di coppia. Ad alcuni incontri è prevista anche la presenza dei futuri papà.

 

Il training autogeno

Dopo il corso classico, è sicuramente uno dei più diffusi e frequentati, dal momento che è una tecnica ottima per placare le proprie ansie e rilassarsi. 
Sotto la guida dell’istruttore (di solito un’ostetrica o una psicologa specializzate in tale pratica), si visualizzano uno per uno i vari distretti muscolari del proprio corpo e si impara a decontrarli, complice anche una respirazione lenta e profonda, che induce il relax. 
Sapersi rilassare si rivela utilissimo al momento del travaglio, quando la paura del dolore e l’ansia per quel che sta succedendo rischiano di prendere il sopravvento, portando spesso la mamma ad irrigidire i muscoli, anche quelli del perineo, che invece dovrebbero rilassarsi per favorire la dilatazione.  

 

Yoga

Come dice il termine yoga, che significa ‘unire’, lo scopo di questa disciplina è favorire l’equilibrio fra corpo e spirito, attraverso esercizi che aiutano a prendere consapevolezza delle modificazioni del corpo nei nove mesi e consentono di raggiungere uno stato di benessere. 
Le posture e i movimenti dello yoga, inoltre, aiutano a mobilizzare la colonna, sciogliere eventuali contratture soprattutto nella zona lombare (che facilmente negli ultimi mesi tende ad inarcarsi), rilassare e rendere più elastici i muscoli pelvici. 
Fondamentale anche l’insegnamento della respirazione, parte importante di qualunque corso yoga, che aiuta la futura mamma a rilassarsi e ossigenare meglio se stessa e il bebè.  

 

Acquagym

Muoversi nell’acqua è un’attività molto piacevole per la futura mamma: l’assenza di gravità infatti l’aiuta a sentirsi più libera, sciolta, leggera e le consente di alleviare, almeno per un po’, il super-lavoro di schiena e gambe, continuamente sollecitate dal peso del pancione. 
In più, l’acquagym è ottima per rassodare i vari muscoli del corpo: l’acqua rende più faticosi ed efficaci i movimenti, dal momento che offre una resistenza decisamente superiore rispetto a quella dell’aria. Il beneficio è anche di tipo psicologico: stare in acqua permette di entrare in contatto con lo stesso elemento nel quale vive il bebè, e questo permette alla gestante di sentirsi maggiormente in contatto col suo piccolo. Ma anche per lei costituisce l’occasione per ritornare un po’ bambina e di lasciarsi andare.

 

Stretching

È un tipo di ginnastica dolce, che consente di ‘stirare’ (da qui il termine), ossia distendere ed allungare vari muscoli del corpo. Non serve al potenziamento muscolare, bensì a sciogliere eventuali contratture, aumentare la mobilità delle articolazioni, migliorare l’elasticità e l’agilità. 
In più, è un’attività molto rilassante, dal momento che tutti i movimenti si eseguono lentamente e senza mai forzare eccessivamente. Proprio per questo dà grande benessere ed aiuta a combattere lo stress e l’ansia, anche perché gli esercizi sono sempre abbinati ad una respirazione adeguata. 
Al momento della nascita del bebè, aver fatto stretching aiuterà la mamma a muovere con più scioltezza proprio quei muscoli che saranno maggiormente coinvolti durante il travaglio, che così risulterà meno faticoso.  

 

Danza del ventre

È uno dei corsi più ‘di moda’, anche se ha origini antichissime (le antiche civiltà del mediterraneo la praticavano per propiziare la fecondità!). I movimenti della danza del ventre sono particolarmente utili per allenare i muscoli del bacino, dell’addome e del pavimento pelvico, che sono quelli maggiormente coinvolti proprio durante travaglio e parto, ma consentono di alleviare anche alcuni dei disturbi tipici dei nove mesi, come il mal di schiena. 
Muoversi in scioltezza abbandonandosi ai ritmi coinvolgenti delle danze orientali, infine, aiuta a sentirsi più sensuali e affascinanti, ugualmente femminili e desiderabili, anche con le nuove rotondità della gravidanza.