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Salute in gravidanza

Diabete gestazionale: sintomi, rischi e cure

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26 Febbraio 2015 | Aggiornato il 24 Maggio 2018
Il diabete gestazionale consiste in un'alterazione del metabolismo del glucosio e si verifica solo in gravidanza. Si tiene sotto controllo con la dieta e in casi limitati con il ricorso all'insulina.

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Da non confondere con il diabete di tipo I, il diabete gestazionale è una patologia legata unicamente alla gravidanza, che può essere tenuta sotto controllo efficacemente con la dieta e, solo in un numero esiguo di casi, con il ricorso all’insulina.

 

Diabete gestazionale: che cos'è

“Il diabete gestazionale consiste in un’alterazione del metabolismo del glucosio che viene diagnosticata per la prima volta durante la gravidanza” spiega Gabriele Rossi, Dirigente medico della Patologia della Gravidanza presso la Clinica Mangiagalli di Milano.

 

Non ha quindi nulla a che fare con il diabete che è preesistente alla gravidanza e che nel corso dei nove mesi può complicarsi, dando origine a patologie anche complesse. Colpisce circa il 4-5% delle donne gravide ma, se si seguono tutti gli accorgimenti necessari, consente di portare avanti la gravidanza in tutta serenità e senza rischi né per la mamma né per il nascituro.

 

Diabete gestazionale: le cause 

“Anche se la gravidanza procede in modo fisiologico, durante i nove mesi alcuni ormoni prodotti dalla placenta ostacolano l’azione dell’insulina, una sostanza sintetizzata dal pancreas che ha il compito di regolare la concentrazione di glucosio nel sangue” prosegue il ginecologo. “Ne è dimostrazione il fatto che, verso la fine della gestazione, a parità di calorie introdotte con il cibo, una donna produce una quantità di insulina 3 volte superiore alla quantità prodotta da una donna della stessa età ma non gravida.

È un processo del tutto naturale, al quale l’organismo in genere fa fronte senza alcun problema.

 

A volte però succede che in alcune donne con caratteristiche genetiche particolari, il pancreas non riesce a far fronte a questa necessità di produrre più insulina, ed ecco che i valori di glicemia risultano più alti della norma: siamo in presenza del diabete gestazionale”.

 

Quali rischi si corrono se il diabete gestazionale non viene curato? 

Per quanto riguarda la mamma, se il diabete gestazionale non è controllato, il bambino potrebbe crescere più del dovuto e questo può causare problemi al momento della nascita, con il rischio di un parto difficile e di emorragie materne post partum.

 

“Per il bambino, il diabete gestazionale può provocare sofferenza fetale e problemi alla nascita legati sia al parto stesso (ad esempio distocia di spalla), sia ad un mal adattamento metabolico con gravi rischi di ipoglicemia, perché il neonato viene all’improvviso privato di certi livelli di zuccheri” dice Paola Pileri, ginecologa, specialista in patologia della gravidanza presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano. Inoltre il bambino, crescendo, ha un maggior rischio di soffrire di diabete, obesità e ipertensione.

 

Se si ha il diabete gestazionale, è necessario partorire con il cesareo? Non è un’indicazione assoluta. Il cesareo si valuta in genere solo per bambini con un peso stimato superiore a 4 chili e mezzo.

 

Con il diabete gestazionale è necessario anticipare il parto? “No, anzi, si cerca nei limiti del possibile di arrivare fino al termine della gravidanza” risponde Paola Pileri. “Questo perché il diabete gestazionale può provocare difficoltà respiratorie alla nascita, quindi, finché possibile, è opportuno attendere la piena maturazione polmonare.

 

A partire dalla 38 settimana, la gravidanza viene seguita con ecografie e monitoraggi della frequenza fetale per riconoscere eventuali problemi e procedere all’espletamento del parto. In linea di massima, se il diabete è tenuto bene sotto controllo, si aspetta che il travaglio si avvii spontaneamente. Se però il bambino è macrosomico o c’è un eccesso di liquido amniotico, segnali di un mal compenso metabolico, si valuta caso per caso, decidendo se e quando programmare l’induzione o il cesareo”.

 

Una donna che ha avuto il diabete gestazionale è predisposta a sviluppare diabete? Una donna che in gravidanza ha avuto il diabete gestazionale è predisposta a sviluppare il diabete di tipo II, che colpisce prevalentemente gli adulti. Tuttavia il diabete si può prevenire efficacemente con una moderata ma regolare attività fisica e con una corretta educazione alimentare” risponde Gabriele Rossi.

 

Il bambino è predisposto ad avere il diabete? Il bambino nasce da una mamma geneticamente predisposta, perciò potrebbe essere predisposto anche lui ad avere il diabete da adulto.

 

Come si cura il diabete gestazionale? Il primo approccio è la dieta, naturalmente ideata appositamente per la condizione di gravidanza. Il tipo di dieta viene deciso dal medico in base al BMI materno e alla crescita fetale.

 

“In generale si seguono le regole dieta mediterranea, privilegiando i carboidrati integrali (pane, pasta, riso), che hanno un basso indice glicemico” spiega Pileri. “Si consiglia inoltre alla futura mamma di consumare i carboidrati complessi soprattutto nelle ore serali, poiché richiedono una digestione più lunga che evita sbalzi eccessivi dei livelli di glicemia.

 

Per lo stesso motivo, si suggerisce di fare uno sputino prima di andare a letto, ad esempio uno yogurt, due cracker integrali, un frutto, e anche durante la giornata si consiglia di mangiare poco e spesso, per evitare prolungati periodi di digiuno”.

 

Per monitorare la glicemia, si fornisce alla futura mamma uno strumento portatile detto reflettometro, con il quale si misura la glicemia capillare direttamente da casa, basta prelevare una goccia di sangue dal dito 2-3 volte al giorno, secondo uno schema ben preciso. La glicemia così misurata deve essere inferiore a 90 prima dei pasti, inferiore a 120 a due ore di distanza dal pranzo.

 

Quando è necessaria l'insulina? Nella maggioranza dei casi, il diabete si riesce a mantenere sotto controllo con la dieta e il movimento. “Solo in un 10% dei casi, è necessario il ricorso alla terapia con l’insulina se la glicemia materna continua a risultare molto elevata, in base ad un complesso calcolo che tiene conto non solo dei valori glicemici ma anche dell’epoca di gravidanza e della crescita fetale” dice la ginecologa.  

 

Quali sono i controlli da fare? Quando c’è diabete gestazionale, in media ogni 15 giorni viene effettuato un controllo ecografico, per misurare la circonferenza addominale del feto (dove si accumula il tessuto adiposo) e valutare se il bebè sta diventando troppo grosso.

 

In più, si calcola la quantità di liquido amniotico: “tale liquido infatti è prodotto dall’urina del bambino, se però il bambino riceve troppo glucosio dalla mamma, deve eliminarlo attraverso le urine e per questo deve aumentarne la produzione” sottolinea Rossi. È questo il motivo per cui in alcuni casi, anche se i valori glicemia si mantengono nella norma, se l’ecografia rileva un eccesso di liquido amniotico si rende necessario ugualmente somministrare insulina.

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