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Alimentazione

Dieta Dukan in gravidanza, gli esperti dicono no

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26 Luglio 2011
Spopola tra i vip (vedi la principessa Kate) e anche tra i non vip perché elimina velocemente i chili di troppo. Il programma alimentare proposto dal francese Pierre Dukan però non convince i nutrizionisti italiani soprattutto durante i nove mesi di gestazione. Ecco il perché spiegato da due esperte del settore

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L’ultima tendenza in fatto di diete iperproteiche arriva dalla Francia ma sta facendo il giro del mondo, riscuotendo successo anche tra vip del calibro della principessa Kate: la dieta Dukan, ideata dal nutrizionista Pierre Dukan, propone un programma alimentare in quattro fasi che promette di far perdere numerosi chili e di mantenere il peso forma per tutta la vita.

In cosa consiste il metodo? Si può seguire anche durante la gravidanza? Lo abbiamo chiesto a due esperte di nutrizione.

La dieta Dukan è suddivisa in quattro fasi:

1 - fase di Attacco (durata 3-7gg). Si consumano solo proteine presenti in 72 alimenti - senza vincoli di quantità o di orario - mentre come condimenti sono ammessi solo spezie, limone e aceto.

2-fase di Crociera. Il menù si arricchisce di proteine alternate a qualche tipo di verdura (si arriva a circa 100 alimenti) e sono previsti 30 min. di camminata al giorno. La durata non è ben definita, pare fino al raggiungimento del peso forma, quindi può durare anche alcune settimane, alternandosi con la fase d’attacco.

3 - fase di Consolidamento Si reintroducono progressivamente certi alimenti, come frutta (1 porzione al giorno), pane (2 fette al giorno), quantità limitate di legumi e formaggio stagionato, più 2 pasti “di festa” alla settimana. Dura 10gg per ogni kg perso (ad es. se i kg persi sono 5, dura 50 giorni: può protrarsi per mesi, insomma...).

4 - fase di Stabilizzazione: si torna a mangiare quasi normalmente (la quantità di carboidrati e frutta rimane sempre limitata), ma una volta alla settimana si segue la fase 1, che comunque deve essere ripresa per almeno 3 giorni se si ricomincia ad ingrassare.

Diana Scatozza, medico specialista in Scienza dell'Alimentazione a indirizzo dietologico-dietoterapico

“La dieta Dukan parte dal presupposto che un consumo di elevate quantità di proteine produce tre effetti principali:

1. Un innalzamento della glicemia più lento e quindi una più bassa produzione di insulina. L’insulina ha tra le sue funzioni quella di favorire il trasporto dei trigliceridi dal sangue al tessuto adiposo: si capisce che una maggior quantità di insulina in circolo comporta un maggior accumulo di grassi nei tessuti, viceversa se si consumano alimenti che non fanno innalzare l’insulina, diminuisce di conseguenza la quantità di grassi che si vanno a depositare nel tessuto adiposo.

2. Eliminando l’assunzione di zuccheri, come succede soprattutto nella fase 1, l’organismo, per mantenere costante nel sangue i livelli di glucosio, va ad attingere agli zuccheri depositati nel fegato: siccome gli zuccheri di deposito trattengono acqua, si perde acqua e di riflesso si perde peso.

3. Le proteine fanno aumentare il metabolismo basale, quindi di fatto si ‘brucia’ di più.Per questi motivi, le diete iperproteiche, almeno nei primi tempi, funzionano, il calo di peso iniziale è forte ed il livello di soddisfazione del paziente è alto, ma nel lungo periodo, specie se le condizioni di salute non sono ottimali, possono provocare numerosi effetti collaterali, come un sovraccarico dei reni, un abbassamento del pH che provoca acidosi (cioè un aumento della quantità di acidi nel sangue) e stitichezza, visto che nella fase 1 si eliminano completamente le verdure ed anche dopo la loro quantità non è quella auspicabile in una dieta equilibrata.

"In gravidanza e allattamento la sconsiglio vivamente, perché sottopone il feto a un sovraccarico di scorie che non è in grado di eliminare. Ma c’è anche un altro rischio: gli aminoacidi di cui sono costituite le proteine intervengono nella regolazione della funzionalità dell’ipofisi, che si può dire sovrintende a tutto il sistema ormonale del nostro organismo: un elevato introito di aminoacidi può ‘sballare’ il delicato equilibrio degli ormoni che regolano gravidanza e allattamento, con il rischio di alterare il corretto sviluppo del feto e la produzione del latte materno.

Ancor meno raccomandabile nell’allattamento, quando l’acidosi potrebbe modificare il sapore del latte e renderlo meno accetto al bambino. In gravidanza e allattamento bisogna mangiare un po’ di tutto, rispettando, come raccomandato dai LARN (Livelli di Assunzione Raccomandati di Nutrienti), il giusto equilibrio tra i vari nutrienti: i carboidrati devono costituire il 55-60% dell’introito calorico giornaliero, le proteine il 12-15%, e la restante parte deve essere costituita di grassi, con 3 porzioni di verdura e 2 di frutta al giorno”.

Valentina Chiozzi, Biologa Nutrizionista e Dottore in Scienze Fisiologiche e Neuroscienze

“L’importante e rapido calo ponderale che promette questo regime dietetico è purtroppo di grande fascino per coloro che vogliono “tutto e subito” ma gli effetti sulla salute a breve e lungo termine sono sottovalutati. Una prima critica riguarda la poca scientificità delle affermazioni del Dottor Dukan: nel suo libro non riporta né alcun dato scientifico sui risultati ottenuti dai suoi pazienti e mantenuti nel tempo, né studi di altri ricercatori che supportino le sue teorie!

Analizzando le varie fasi, particolarmente squilibrata è la fase 1, soprattutto se protratta per 7 giorni. Infatti, venendo a mancare completamente i carboidrati, che sono la fonte energetica principale per l’organismo (ogni giorno servono almeno 120 grammi di glucosio solo per garantire il funzionamento del sistema nervoso centrale), il corpo, dopo aver esaurito gli zuccheri di scorta, cerca di ottenere energia producendo i corpi chetonici.

I corpi chetonci sono molecole prodotte dal fegato in condizioni di digiuno prolungato o situazioni che lo simulino, come le diete prive di carboidrati. Normalmente, vengono prodotti in quantità minime, facilmente smaltibili dall'organismo attraverso reni e polmoni. Se la produzione dei corpi chetonici diviene molto elevata, il loro accumulo nel sangue abbassa il pH ematico con conseguente acidosi metabolica.

Gli effetti collaterali più evidenti sono alitosi, stitichezza, nausea, stanchezza, affaticamento epatico, renale e squilibri elettrolitici. E’ una fase che può essere sopportata da persone in buona salute, ma è molto pericolosa per coloro che non lo sono (e la maggior parte delle persone in forte sovrappeso o obese non lo è!).

Rischiosa per la salute di chiunque è anche la fase 2, che nonostante l’inserimento delle verdure, può provocare ipoglicemia, sonnolenza e disturbi intestinali, e nel lungo termine gravi carenze nutrizionali, eccesso di acidi urici, ipocalcemia (con rischi per le ossa), aumento delle transaminasi e calcolosi renale. Anche la fase 3, non so quante persone siano in grado di sostenerla a lungo senza effetti collaterali e senza sviluppare disturbi del comportamento alimentare!

In gravidanza e allattamento. Il Dottor Dukan propone delle variazioni e degli adattamenti della dieta per alcuni stati fisiologici particolari, come la gravidanza e l’allattamento, indirizzandosi verso regimi alimentari apparentemente più equilibrati in cui è concesso reinserire qualche alimento in più, ma che rimangono comunque inadeguati perché provocano carenze di nutrienti ed eccesso di acidi urici, che possono dare luogo a problemi seri, senza considerare che la limitazione nella varietà dei cibi è deleteria per il sistema immunitario sia della mamma che del bambino.

Un elemento positivo, ma in ogni caso discutibile per il contesto in cui viene inserito, è l’attenzione rivolta all’attività fisica: 30 minuti al giorno di camminata sono, secondo l’autore, l’unico metodo per poter dimagrire… e con questa dieta non si hanno certo le energie per attività più intense!”

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