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Salute

Farmaci in gravidanza: quali ammessi e quali vietati

Di Angela Bisceglia Valentina Murelli
farmaciingravidanza

20 Novembre 2009 | Aggiornato il 29 Giugno 2017
Curarsi in gravidanza si può. Anzi, secondo l'Agenzia italiana del farmaco si deve, perché non farlo può essere ancora più pericoloso per la salute di mamma e bambino. Molti farmaci non si devono assumere, ma altri sono sicuri.

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Sull'uso dei farmaci in gravidanza pesa un forte pregiudizio: spesso si pensa che tutti possano causare danni al bambino e che sia meglio evitarli. In realtà, le cose non stanno esattamente così: ci sono medicinali che non comportano rischi, e altri che comportano rischi inferiori a quelli provocati dal fatto di non assumere niente.

 

Già, perché anche non curarsi può portare a problemi per la salute del piccolo (oltre che per quella della mamma). Per esempio, un’infezione batterica può essere controllata in modo adeguato solo con l’antibiotico e ben più pericolosa sarebbe la malattia non tenuta a bada dal farmaco rispetto all’assunzione del farmaco stesso.

 

Secondo la campagna istituzionale dell'Agenzia italiana del farmaco (AIFA) sui farmaci in gravidanza, durante i nove mesi d'attesa possono essere assunti tranquillamente i medicinali necessari e prescritti dal medico. Ovviamente, sono da evitare sia il fai da te, anche rispetto a farmaci da banco (quelli venduti senza ricetta) e fitofarmaci, sia il ricorso a farmaci inutili, come l'antipiretico per una febbre a 37,5° C.

 

 

Nella sua prescrizione, comunque, il medico si attiene ad alcuni criteri generali di precauzione, come:

  • scegliere medicine che, a parità di efficacia terapeutica, siano sul mercato da più tempo (gli eventuali effetti indesiderati sono più noti);
  • somministrare le medicine nelle dosi minime possibili, che garantiscano cioè la loro azione curativa, limitando al massimo il rischio di effetti indesiderati.

In caso di malattie croniche che richiedono cure farmacologiche costanti, come epilessia o fibrosi cistica, queste non sono necessariamente incompatibili con la gravidanza: se ti trovi in questa situazione e stai pianificando una gravidanza o sei già incinta, parlane con il tuo medico (sia il ginecologo sia il medico di riferimento per la malattia). Ti consiglierà la soluzione migliore, magari prevedendo una rimodulazione del dosaggio.

 

In gravidanza evita i farmaci inutili (un esempio? L'antipiretico con la febbre a 37,5). Se però il farmaco è necessario, dietro consiglio e indicazione del medico puoi assumerlo con tranquillità.

Per saperne di più:

 

Contatti utili sull'uso dei farmaci in gravidanza
Se hai dubbi sull’utilizzo di un medicinale durante la gravidanza e l’allattamento puoi rivolgerti a questi numeri:
- Servizio informazioni sull'uso dei farmaci in gravidanza e allattamento del Centro di tossicologia clinica dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - Numero verde 800883300. Attivo 24 ore su 24.
- Telefono Rosso del Centro studi per la tutela della salute della madre e del concepito del Policlinico Gemelli di Roma 06/3050077. È attivo lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e il martedì e giovedì dalle 14.30 alle 18.30.
- Filo Rosso dell’Associazione Studio Malformazioni (ASM), che ha tre sedi:
- Milano - 02/8910207. Attivo lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 10.30-13.30 e giovedì dalle  14.00 alle 17.00;
- Roma - 06/5800897. Attivo lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 14.00 alle 17.00 e giovedì dalle 10.00 alle 13.00;
- Napoli - 081/5463881. Attivo martedì e giovedì dalle 15.00 alle 18.00;
- Numero verde AIFA su efficacia, sicurezza e disponibilità dei farmaci - 800571661. Attivo dal lunedì al venerdì (escluse festività), dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00. Puoi inoltre consultare il sito istituzionale Farmaci e gravidanza dell'AIFA, scegliendo se consultare la lista dei principi attivi o quella delle malattie.