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Salute

Farmaci per la nausea in gravidanza

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
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21 Maggio 2013 | Aggiornato il 31 Ottobre 2017
Hai la nausea in gravidanza? Leggi come curarti, con i consigli di Antonio Clavenna, responsabile dell'Unità di farmacoepidemiologia del Laboratorio per la salute materno-infantile dell'Istituto Mario Negri di Milano.

 

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La nausea, talvolta associata al vomito, è uno dei sintomi più comuni in gravidanza, specialmente nel primo trimestre. A meno che non siano così gravi da impedire alla mamma di alimentarsi correttamente (iperemesi gravidica), si tratta semplicemente di disturbi privi di conseguenze per l'andamento della gravidanza.

È vero però che la nausea può essere molto fastidiosa: per questo, le donne incinte sono sempre alla ricerca di rimedi semplici ed efficaci per combatterla.

Il primo suggerimento è quello di utilizzare una serie di piccoli accorgimenti dietetici: fare pasti salati piccoli e frequenti, assumere spesso piccole quantità di acqua durante la giornata, evitare cibi grassi e piccanti, preferire alimenti ad alto contenuto di proteine e di carboidrati. Il sito web dell'Agenzia italiana del farmaco (AIfa) su Farmaci e gravidanza suggerisce inoltre di ridurre per quanto possibile le attività stressanti.

Se questi suggerimenti non portassero beneficio e il fastidio fosse difficile da sopportare, tra i farmaci consentiti ci sono la piridossina (vitamina B6) e la metoclopramide. Anche gli antistaminici sono considerati efficaci. In ogni caso, questi farmaci andrebbero assunti solo dietro indicazione del medico e con la sua supervisione.

Secondo le Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della salute, tra i trattamenti non farmacologici efficaci per la riduzione di nausea e vomito c'è lo zenzero. I dati disponibili sulla sua sicurezza, ricorda l'Aifa, sono limitati, ma "ad oggi non vi sono segnalazioni di un rischio significativamente incrementato di malformazioni congenite nella prole".  Il Centro di medicina integrativa dell'Ospedale Careggi di Firenze consiglia di assumerlo solo quando strettamente necessario, magari sotto forma di fettine fresche da masticare.

 

Tra le terapie non farmacologiche ricordiamo l'agopuntura e la fascia per acupressione al polso, anche se i dati disponibili sulla loro efficacia sono limitati. In altre parole, non siamo certi che servano davvero, ma può valere la pena provare. Lo stesso vale per psicoterapia e ipnosi.

 

NUMERI UTILI
Se hai dubbi sull’utilizzo di un medicinale durante la gravidanza e l’allattamento puoi rivolgerti a questi numeri:

- Servizio informazioni sull'uso dei farmaci in gravidanza e allattamento del Centro di tossicologia clinica dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo - Numero verde 800883300. Attivo 24 ore su 24.

- Telefono Rosso del Centro studi per la tutela della salute della madre e del concepito del Policlinico Gemelli di Roma 06/3050077. È attivo lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e il martedì e giovedì dalle 14.30 alle 18.30.

- Filo Rosso dell’Associazione Studio Malformazioni (ASM), che ha quattro sedi:
- Milano - 02/8910207. Attivo martedì e venerdì dalle 9.30 alle 14.00;
- Roma - 06/5800897. Attivo lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 14.00 alle 17.00 e giovedì dalle 10.00 alle 13.00;
- Napoli - 081/5463881. Attivo lunedì e giovedì dalle 15.00 alle 18.30

- Numero verde AIFA su efficacia, sicurezza e disponibilità dei farmaci - 800571661. Attivo dal lunedì al venerdì (escluse festività), dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00. Puoi inoltre consultare il sito istituzionale Farmaci e gravidanza dell'AIFA, scegliendo se consultare la lista dei principi attivi o quella delle malattie. 

 

Fonti per questo articolo: consulenza di di Antonio Clavenna, responsabile dell'Unità di farmacoepidemiologia del Laboratorio per la salute materno-infantile dell'Istituto Mario Negri di Milano; Articolo su Erbe in gravidanza del Centro di medicina integrativa dell'Ospedale Careggi di Firenze; Sito web Farmaci e gravidanza dell'AIFA; Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della salute.

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