Gravidanza

Fattore Rh, che cos’è l’immunoprofilassi anti–D e quando si deve fare?

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03 Maggio 2013 | Aggiornato il 17 Giugno 2015
Consiste nella somministrazione di immunoglobuline specifiche contro il fattore Rh. Deve essere attuata entro 72 ore dall’evento immunizzante e in alcuni centri è offerta di routine a 28 settimane per tutte le donne Rh negative.
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Che cos'è?


L’immunoprofilassi anti-D consiste nella somministrazione di immunoglobuline specifiche contro il fattore Rh (immunoglobuline anti-D), che impedisce la produzione di anticorpi materni contro i globuli rossi del feto. Si tratta semplicemente di un'iniezione intramuscolare sulla spalla.

 

Chi la deve fare e quando?


L'immunoprofilassi deve essere effettuata entro 72 ore dal parto da tutte le donne che hanno un fattore Rh negativo e hanno avuto un bambino Rh positivo. In questo modo, si proteggono eventuali feti di gravidanze future. La profilassi è necessaria perché, anche se non c'è stato contatto tra sangue materno e sangue fetale nel corso della gravidanza, di sicuro questo contatto si verifica durante il parto.


La prima gravidanza diventa un fatto di 'immunizzazione certo' per il contatto tra sangue della madre e del bambino durante il parto

Sempre per donne Rh negative, l'immunoprofilassi è indicata anche prima del parto, quando può esserci contatto tra sangue materno e sangue fetale, per esempio in caso di aborto (spontaneo o indotto) o minaccia d'aborto, di indagini invasive (come amniocentesi e villocentesi), di gravidanza extrauterina, di traumi addominali, di procedure ostetriche come le manovre per la versione cefalica del feto.


In tutti i casi di un possibile evento immunizzante, l'immunoprofilassi va sempre eseguita entro 72 ore dall'evento stesso.

 

L'immunoprofilassi di routine


Negli ultimi anni anche in Italia, come già accade in altri paesi, si sta affermando la prassi (per altro suggerita dalle Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della salute)  di effettuare un'immunoprofilassi di routine già a 28/30 settimane, per tutte le donne Rh negative. Questo perché si è osservato che  un numero consistente di primipare fabbrica anticorpi contro il sangue del bambino eventualmente RH positivo già nel terzo trimestre di gravidanza (cioè prima del parto).

 

Fonti per questo articolo: Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della salute; Centro di documentazione sulla salute perinatale e riproduttiva dell'Emilia Romagna; Raccomandazioni per la prevenzione ed il trattamento della malattia emolitica del neonato della Società italiana di medicina trasfusionale e immunoematologia; consulenza del ginecologo Giuseppe Noia, professore associato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e responsabile del Centro di diagnosi e terapia fetale del Policlinico Gemelli di Roma.

 

Sul tema Fattore Rh: Fattore Rh, rischi sotto controllo, Le 4 regole per la futura mamma, Che cosa significa l’incompatibilità del fattore Rh?, Perché nella seconda gravidanza si corrono più rischi? Che cosa succede se la donna presenta anticorpi già al terzo mese di gravidanza?