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Si può mangiare il fegato in gravidanza?

di Ines Delio - 05.09.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Nonostante sia un alimento ricco di proprietà nutrizionali, il consumo di fegato in gravidanza è generalmente sconsigliato: ecco perché

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Fegato in gravidanza

Quando si è in dolce attesa bisogna fare molta attenzione all'alimentazione, evitando quei cibi che potrebbero essere dannosi per la madre e il feto. Tra questi, il consumo di fegato in gravidanza genera diverse perplessità nelle future madri. Ecco cosa sapere.

Il fegato in gravidanza fa bene?

Il fegato è generalmente considerato un alimento sano e ricco di nutrienti. Tuttavia, è l'alimento più ricco in vitamina A, secondo l'EFSA. Nello specifico, contiene una concentrazione molto elevata di vitamina A preformata, che può essere pericolosa durante la gravidanza.

Gli alimenti contengono due tipi di vitamina A:

  • vitamina A preformata (retinolo), presente nei prodotti animali come fegato, uova, latte e formaggio. A dosi alte, è teratogena, ossia può determinare anomalie e malformazioni nel corso dello sviluppo embrionale
  • carotenoidi, ovvero i precursori della vitamina A, in particolare il beta-carotene, presenti in diversi tipi di verdura o frutta di colore giallo-arancione-rosso: questi vengono metabolizzati in modo diverso e non presentano un rischio teratogeno

Durante la gravidanza è importante evitare di assumere troppa vitamina A preformata, ma è altrettanto importante assumerne una quantità sufficiente. La vitamina A è, infatti, necessaria per favorire lo sviluppo degli occhi e delle ossa del bambino e per mantenere il proprio metabolismo, soprattutto durante il terzo trimestre, quando il bambino cresce rapidamente. Le fonti alimentari migliori sono la frutta e la verdura, soprattutto quelle di colore arancione o giallo, e le verdure a foglia verde. Una porzione di fegato di manzo di 85 grammi contiene, invece, sette volte la dose giornaliera raccomandata di vitamina A preformata per le mamme in attesa.

I rischi del consumo di fegato un gravidanza

Nel Decalogo su Alimentazione e Gravidanza dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) si sconsiglia il consumo frequente e abituale di fegato nelle donne in gravidanza o che la prevedono. Sebbene sia ricco di sostanze nutritive, l'alto contenuto di vitamina A può potenzialmente causare aborto spontaneo e danni al feto, in particolare malformazioni, soprattutto durante i primi due mesi di gravidanza.

Pertanto, bisogna prestare attenzione ai dosaggi soprattutto nelle donne incinte che assumono integratori a base di vitamina A.

Di solito, si consiglia di evitare questo alimento se si sta cercando di concepire o se si è nel primo trimestre di gravidanza, e di assumerlo moderatamente e con attenzione nel prosieguo della gravidanza.

Quanto fegato si può mangiare durante la gravidanza?

Anche se il fegato contiene una dose elevata di vitamina A, mangiarne una porzione modesta una o due volte al mese è probabilmente sicuro per voi o per il vostro bambino, ma è sempre meglio consultare prima il vostro medico di fiducia. È bene inoltre sapere che poiché il corpo immagazzina la vitamina A in eccesso, un consumo più frequente di porzioni anche piccole può essere tossico per il bambino.

Se mangiate occasionalmente il fegato, è essenziale cuocerlo bene per eliminare il pericolo di salmonella, che può portare a pericolose infezioni per voi e per il vostro bambino. Da evitare, invece, i prodotti a base di fegato come il paté, associati a un aumento del rischio di infezione da listeria. Esistono, infatti, decine di pubblicazioni mediche che riportano l'associazione tra il consumo di paté e l'infezione da listeriosi. 

È sicuro assumere l'olio di fegato di merluzzo in gravidanza?

Sebbene l'olio di fegato di merluzzo sia ricco di vitamine e acidi grassi omega-3, è meglio evitare di assumerlo in gravidanza. Come il fegato di manzo, l'olio di fegato di merluzzo contiene grandi quantità di vitamina A preformata. Meglio, quindi affidarsi alla vostre vitamine prenatali e agli alimenti ricchi di betacarotene. Se siete interessate ad assumere un integratore di omega-3, chiedete al vostro medico curante di consigliarvi la soluzione più adatta.

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