Indagine Asm

Tutto quello che le (future) mamme non sanno

Di Nostrofiglio Redazione
28 dicembre 2011
Le donne in gravidanza appaiono ancora poco informate su diversi aspetti fondamentali della salute durante i nove mesi e sul parto. E’ quanto emerge dall’indagine “Demetra racconta”, commissionata a AstraRicerche dall'Associazione per lo studio delle malformazioni, per segnare i 30 anni della onlus milanese.
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INCINTA PER CASO

Circa un terzo delle donne intervistate è rimasta incinta senza averlo deciso e senza alcuna preparazione. La percentuale sale al 40% per le donne sotto i 30 anni. Oltre un terzo, prima del concepimento, non era mai stata dal ginecologo. Alla notizia del bebè in arrivo, risulta dalla ricerca, quasi tutte le future mamme (il 90%) si sono rivolte finalmente a un ginecologo. Per avere informazioni le gestanti inoltre fanno ricerche sul web (il 39%, che diventa il 43% tra le più giovani) che supera i media tradizionali (38%). Libri, enciclopedia, manuali e dispense contano per il 34% delle mamme intervistate. Anche amiche (28%) e famiglia (24%), soprattutto la madre, hanno un ruolo rilevante.

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RISCHI SOTTOVALUTATI

Un terzo delle mamme intervistate non ha ritenuto di dover discutere con il ginecologo dei potenziali rischi del nascituro legati a: malattie, difetti, handicap frequenti in famiglia e malattie genetiche/ereditarie, malattie patologiche, aborti spontanei precedenti o gravidanza difficili. Il 43% ha affrontato solo uno o due di questi temi. Per quanto riguarda gli esami diagnostici prenatali, appare poco conosciuta la villocentesi. Situazione più confortante invece per le ecografie, seguite da amniocentesi e bitest.

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LO STILE DI VITA, SI PUO' FARE DI PIU'

Non è un quadro molto confortante: una percentuale variabile dal 25 al 60% delle donne intervistate si adegua alle raccomandazioni mediche per quanto riguarda cibo, alcol, fumo ecc. In particolare, è emerso che: il 61% ha assunto acido folico, il 53% ha bevuto molta acqua, il 52% ha seguito il regime alimentare consigliato dal ginecologo o da un altro medico, il 51% è stata attenta a non aumentare di peso, il 48% ha ridotto o annullato il consumo di caffè o tè, il 44% ha mangiato molta frutta e verdura, il 44% ha ridotto o annullato il consumo di alcolici. Solo il 24% ha smesso di fumare o ha fumato molto meno.

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INFEZIONI, POCA PREVENZIONE

La maggior parte delle mamma interpellate dimostra scarsa conoscenza sui vaccini e comportamenti utili per evitare infezioni potenzialmente pericolose per il nascituro e cioè toxoplasmosi, rosolia, sieropositività per il virus Hiv, epatite B, tubercolosi, varicella, quinta malattia (parvovirus B19), herpes simplex, citomegalovirus. Il 27% del campione non ne conosce alcuno. Tra le diverse infezioni il più alto tasso di conoscenza lo registrano la toxoplasmosi (36%) e la rosolia.

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PARTO, QUESTO SEMI-SCONOSCIUTO

Poco più della metà delle future mamme partecipa a corsi preparto (ci sono poche possibilità di farlo soprattutto al Sud), a questo la ricerca attribuisce scarsa conoscenza sul parto. Soltanto il 32% si è informata sulla percentuale di parti naturali nella sala parto a cui sarebbe ricorsa. Sotto al 60% è inoltre la percentuale di donne informate sul parto con epidurale. Opportunità che peraltro soltanto il 33% delle informate è stata poi disposta a sperimentare. Nonostante il parto “nel dolore”, le donne intervistate si sono dette mediamente soddisfatte per l’assistenza in gravidanza e durante il parto. Una dato inaspettato: la presenza del padre in sala parto è desiderata “solo” dal 58% delle donne.

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ESAMI AL NEONATO? NON SAPREI

Le neo mamme mostrano (e spesso non per colpa loro) scarsa conoscenza degli esami fatti al neonato dopo il parto o nei giorni immediatamente successivi. In vari casi, riconosce infatti la ricerca, vengono praticati senza informare la neo mamma. Dunque il 48% della mamme intervistate dice che è stato fatto l’esame delle anche, il 35% quello per la sordità congenita, il 34% quello per la fibrosi cistica, il 31% quello per la fenilchetonuria, il 28% quello per l’ipotiroidismo congenito. Ben il 32% delle mamme esclude o non ricorda alcuno degli esami detti, mentre il 38% ne cita un paio.

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