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Glicemia e curva glicemica in gravidanza: che cosa sono, a cosa servono, quando farle

di Valentina Murelli - 05.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Glicemia e curva glicemica sono due esami utili per sapere se c’è diabete gestazionale. Ecco quali sono i valori limite della glicemia in gravidanza, quando fare la curva glicemica e quando si arriva alla diagnosi di diabete gestazionale.

In questo articolo

Glicemia in gravidanza, quando e perché misurarla

Che cos'è la glicemia

Il termine glicemia si riferisce alla concentrazione di zuccheri nel sangue. Il suo dosaggio, tramite esame del sangue, fa parte parte degli esami offerti gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale (SSN) nel corso del primo trimestre di gravidanza. La misurazione della glicemia viene prescritta in genere al primo appuntamento in gravidanza, a tutte le donne che non l'abbiano eseguita di recente.

A che cosa serve

"La misurazione della glicemia permette di identificare donne che abbiano un diabete preesistente alla gravidanza che non sia stato ancora diagnosticato" spiega Elisabetta Torlone, coordinatrice nazionale del gruppo di studio intersocietario SID (Società italiana di diabetologia) e AMD (Associazione medici diabetologi) su diabete e gravidanza. Il gruppo ha contribuito alla stesura delle raccomandazioni sulla diagnosi del diabete gestazionale incluse nelle Linee guida nazionali sulla gravidanza fisiologica (attualmente in corso di revisione).

I valori della glicemia in gravidanza

Secondo le indicazioni delle Linee guida, si fa diagnosi di diabete preesistente alla gravidanza se il valore della glicemia a digiuno è uguale o superiore a 126 mg/dL, oppure in caso glicemia random (misurata in qualunque momento) uguale o superiore a 200 mg/dL o, ancora, se la percentuale di emoglobina glicata è uguale o superiore al 6,5%. "Indipendentemente dalla modalità utilizzata – precisa Torlone - è necessario che risultati superiori alla soglia indicata siano confermati in un secondo prelievo".

Riassumendo: se nel primo trimestre di gravidanza la donna ha una glicemia a digiuno uguale o superiore a 126 mg/dL oppure glicemia random uguale o superiore a 200 mg/dL o emoglobina glicata uguale o superiore al 6,5% significa che aveva il diabete già prima della gravidanza. "In effetti sono ancora tante le donne, soprattutto se appartenenti a bassi livelli socio-culturali, che eseguono per la prima volta un monitoraggio della propria salute quando aspettano un bambino; in queste donne la gravidanza costituisce quindi l'occasione per fare una diagnosi di tante malattie mai identificate, compreso il diabete" sottolinea la ginecologa Paola Pileri dell'Ospedale dei bambini Buzzi di Milano.

Ottenere un valore della glicemia a digiuno inferiore a 126 mg/dL significa dunque che si può stare tranquille? Non proprio. "E' molto importante definire il concetto di normalità in gravidanza" avverte Torlone. "La glicemia a digiuno di una gestante spesso risulta anche inferiore a 70 mg/dL quindi trovare nel primo trimestre di gravidanza valori fra 100 e 125 mg/dL deve essere considerato altamente sospetto. In questi casi è fondamentale una consulenza specialistica per definire subito il percorso da seguire, perché le prime settimane di gravidanza sono molto importanti per lo sviluppo del bambino, come mostrano i risultati di alcuni studi che indicano una correlazione tra iperglicemia a inizio gravidanza (anche se non a livelli tali da porre diagnosi di diabete) e aumento del rischio di eventi avversi".

In effetti, secondo un documento emanato nel 2015 dalla Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia (FIGO), che riunisce le principali associazioni del settore, già un valore della glicemia a digiuno nel primo trimestre uguale o superiore a 92 mg/dl deve essere considerato diagnostico di diabete gestazionale.

In Italia, al momento, è considerato indice di alterazioni metaboliche e fattore di rischio per il diabete gestazionale, tale da giustificare l'esecuzione anticipata della curva da carico di glucosio, un valore della glicemia a digiuno nel primo trimestre uguale o superiore a 100 mg/dl.

La glicemia prima del parto

"Anche se i valori di glicemia e curva glicemica sono risultati normali, è opportuno ripetere un esame della glicemia prima del parto, per valutare lo stato di salute della donna soprattutto in vista di un'eventuale anestesia per cesareo" conclude Pileri.

Curva da carico di glucosio o test di tolleranza al glucosio orale

Che cos'è

Si tratta di un esame che, rilevando alterazioni nel metabolismo degli zuccheri, consente di effettuare la diagnosi di diabete gestazionale. Consiste nella misurazione della glicemia in tre momenti successivi: a digiuno e rispettivamente un'ora e due ore dopo l'assunzione per via orale di una soluzione glucosata contenente 75 grammi di glucosio.

Per effettuarlo non serve una preparazione particolare, basta presentarsi al mattino a digiuno. E' però importante però che nei 3 giorni precedenti la donna segua una dieta regolare con l'assunzione di almeno 150 g di carboidrati complessi per evitare di avere valori non attendibili. L'assunzione della glucosata, che ha un sapore estremamente dolce, può provocare nausea.

Minicurva e curva da carico da 100: non si fanno più

La curva da carico di glucosio attualmente in uso è solamente quella da 75 g. "Non esistono più né la cosiddetta 'minicurva' da 50 g né la curva da 100 g, perché erano dosaggi utilizzati solo per la gravidanza, mentre ormai l'Organizzazione mondiale della sanità ha stabilito che la diagnosi di diabete deve essere uniformata, dentro e fuori dalla gravidanza, con 75 g di glucosio" specifica Paola Pileri.

I valori della curva da carico per la diagnosi di diabete gestazionale

La diagnosi di diabete gestazionale viene posta in presenza di uno o più valori uguali o superiori ai seguenti:

  • 92 mg/dl al tempo zero;
  • 180 mg/dl dopo un'ora;
  • 153 mg/dl dopo due ore

Quando viene fatta

"Benché a livello internazionale ci si stia muovendo verso la raccomandazione a eseguire la curva da carico di glucosio a tutte le donne in gravidanza ta le 24 e le 28 settimane, al momento secondo le nostre linee guida il test è raccomandato solo in presenza di fattori di rischio" spiega Torlone. In particolare, l'esecuzione della curva è raccomandata:

Tra 16 e 18 settimane di gravidanza in caso di:

Se la prima curva risulta normale, alla donna a rischio viene comunque offerta una ulteriore curva da 75g a 28 settimane.

Tra 24 e 28 settimane di gravidanza in caso di fattori di rischio più sfumati e cioè:

  • età uguale o superiore a 35 anni;
  • sovrappeso anche lieve;
  • macrosomia fetale in una gravidanza precedente;
  • familiarità per il diabete;
  • diabete gestazionale precedente (anche se a 16-18 settimane i valori erano risultati normali);
  • provenienza da un'area geografica in cui è più elevata la prevalenza di diabete, come Asia meridionale, Caraibi, Medio Oriente, America Latina).

Altre situazioni nelle quali è consigliata la curva da carico di glucosio

Ci sono anche altre condizioni nelle quali è consigliata l'esecuzione del test di tolleranza al carico di glucosio pur in  in assenza di fattori di rischio preesistenti e cioè:

La diagnosi di diabete gestazionale durante la pandemia di Covid-19

Durante i mesi più critici della pandemia, in particolare in alcune regioni molto colpite, la possibilità di accesso alle strutture sanitarie è stata fortemente limitata e questo ha creato difficoltà rispetto all'esecuzione di test relativamente semplici come quelli per la diagnosi di diabete gestazionale. In conseguenza di questa situazione, il gruppo di studio intersocietario SID (Società italiana di diabetologia) e AMD (Associazione medici diabetologi) su diabete e gravidanza ha emanato raccomandazioni specifiche per il periodo pandemico.

 

"Per rispondere alla necessità di limitare gli accessi alle strutture sanitarie durante l'emergenza Covid-19, abbiamo ritenuto utile evitare di ripetere il test per confermare la diagnosi come indicato nelle Linee Guida Nazionali" spiega Torlone. Pertanto al primo riscontro di gravidanza per la diagnosi di diabete preesistente è sufficiente  una glicemia plasmatica a digiuno superiore o uguale a 126 mg/dL, oppure una glicemia plasmatica random superiore o uguale a 200 mg/dL, o un'emoglobina glicata superiore o uguale al 6.5%"

 

Per quanto riguarda la curva da carico, "dato che per fare diagnosi di diabete gestazionale è sufficiente che uno solo dei 3 valori sia alterato (a digiuno oppure dopo 1 o 2 ore dall'assunzione di glocosata), nelle situazioni in cui a 16-18 o 24-28 settimane non era possibile effettuare l'intera curva per limitare la permanenza delle donne nelle strutture, abbiamo scelto di considerare diagnostico il solo valore della glicemia a digiuno superiore o uguale a 92 mg/dL. Questo significa che possono essere stati persi casi positivi, che  avevano il primo valore normale ma che avrebbero avuto positivi i valori dopo carico, ma ribadisco che si è trattata di una soluzione temporanea, per gestire l'emergenza".

 

La curva da carico completa rimane l'unico test diagnostico valido, per cui è stata ed è mantenuta in tutte le situazioni in cui è stato ed è possibile farla.

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