Salute nove mesi

Gravidanza, sos gambe e piedi gonfi

piedi
17 Luglio 2012 | Aggiornato il 24 Luglio 2018
Una passeggiata al giorno, scarpe comode, a riposo con le gambe rialzate, pediluvi e massaggi (anche fai-da-te): sono questi i principali rimedi per le gambe e i piedi gonfi durante i nove mesi di gravidanza. Nostrofiglio.it ne parla con l'esperto
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Piedi e gambe gonfi: è un disturbo abbastanza comune nei nove mesi. A provocarlo contribuiscono fattori ormonali, meccanici, vascolari. In estate poi si aggiunge anche il caldo, che provoca vasodilatazione.

Ecco tutti i rimedi anti-gonfiori.

Perché in gravidanza si hanno gambe e piedi gonfi

“In gravidanza, fin dai primi mesi, si verifica una certa imbibizione dei tessuti dovuta a fattori ormonali (soprattutto estrogeni, progesterone ed altri ormoni di cui aumenta la produzione nei nove mesi), fattori biochimici (aumento della componente liquida del sangue rispetto a quella proteica) e fattori vascolari (vasodilatazione e aumentata permeabilità vascolare), che favoriscono la comparsa di edemi” spiega Simona Boito, medico dirigente presso la Clinica ostetrico-ginecologica Mangiagalli di Milano.

“Edemi che possono accentuarsi soprattutto nell'ultimo trimestre e soprattutto a livello dei piedi, delle caviglie e della regione pretibiale. In quest'epoca della gravidanza infatti interviene un fattore meccanico importante, ossia il peso dell'organo uterino, che comprime i vasi venosi rendendo sempre più difficoltoso il ritorno del sangue al cuore”. In ultimo, in estate si aggiunge il caldo, che accentua la vasodilatazione e quindi rallenta ancor di più la circolazione venosa e linfatica.

I rimedi anti-gonfiori nei nove mesi di gestazione

 

  • Limita l'eccessivo aumento di peso, che peggiora la compressione sui vasi; Leggi la dieta della gravidanza

  • Evita di stare a lungo ferma in piedi ed evita in generale la sedentarietà: va benissimo fare ogni giorno una passeggiata, che stimola la pompa plantare e migliora la circolazione; Leggi Sport in gravidanza

  • Se sei al mare, ad esempio, sono ottime le passeggiate in acqua, preferibilmente nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio, quando il sole scotta meno ed il caldo è meno intenso.

  • In spiaggia, non esporre direttamente le gambe al sole e rinfrescale più volte durante la giornata con acqua fredda.

  • Utilizza scarpe comode, con tacco 3-4 centimetri e pianta larga, e, quando farà un po’ meno caldo, indossa calze elastiche di tipo riposante (70 denari).

  • Trascorri alcune ore della giornata sdraiata con un arti inferiori in posizione rialzata, posizionando dei cuscini sotto le gambe.

  • Per alleviare i gonfiori sono molto efficaci i massaggi linfodrenanti, che aiutano a sbloccare i liquidi ristagnanti e danno un piacevole senso di leggerezza. Rivolgiti però ad operatori esperti.

  • A casa, massaggia tutti i giorni, dai piedi verso le cosce, un gel o una crema ad azione vasoprotettiva e rinfrescante.

  • Ok anche al pediluvio, sciogliendo nell’acqua uno-due cucchiai di sale grosso, che ha un effetto sgonfiante dal momento che richiama verso l’esterno i liquidi.

  • Bevi a sufficienza, almeno 2 litri di acqua al giorno, soprattutto nella stagione calda, per favorire la diuresi ed evitare ritenzione idrica. Per il motivo opposto a tavola bisogna limitare il più possibile il sale e i cibi salati, come insaccati, formaggi stagionati e snack industriali, poiché contengono cloruro di sodio che aumenta la ritenzione idrica.

  • In gravidanza sono invece da evitare i farmaci diuretici.

Quando rivolgersi al medico per i problemi di gonfiore

Se modesti, i gonfiori a gambe e piedi possono essere definiti parafisiologici. “Bisogna invece iniziare ad allarmarsi quando l'edema degli arti inferiori diventa più evidente e soprattutto coinvolge anche le mani ed il volto” sottolinea Boito; “in tal caso è d'obbligo contattare rapidamente il proprio curante, misurare la pressione arteriosa e valutare la presenza di proteine nelle urine, perché un edema importante potrebbe essere il primo sintomo di una grave patologia del terzo trimestre di gravidanza definito un tempo ‘gestosi’ ed oggi, con termine più preciso, pre-eclampsia, che deve essere tenuta attentamente sotto controllo”.