Bellezza

Gravidanza, trucchi anti cellulite

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21 Luglio 2010 | Aggiornato il 17 Giugno 2016
La cellulite può peggiorare in gravidanza I segreti per tenerla sotto controllo: regolare attività fisica (se si può), molta acqua, poco sale e più fibre. Aiuta il massaggio linfodrenante
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La cellulite può fare la sua comparsa o peggiorare nei nove mesi di gravidanza. Perché? Che cosa si può fare per ridurre questo ‘odiatissimo’ inestetismo? Nostrofiglio.it ha intervistato sul tema Angelo Marzano, Dirigente medico presso la Clinica dermatologica dell’Università di Milano.

Che cos’è la cellulite?

La cellulite si potrebbe definire sorella delle smagliature, anche se apparentemente si tratta di due inestetismi completamente diversi: le smagliature sono infatti il segno di un’infiammazione delle fibre elastiche del derma, mentre la cellulite è un’infiammazione del tessuto adiposo, a livello del derma e anche più in profondità fino all’ipoderma.

Alla fine del processo infiammatorio, quel che resta in superficie è la bella striatura bianca, oltre che l’odiosa pelle a buccia d’arancia che abbiamo imparato a conoscere dai tempi dell’adolescenza.

La cellulite peggiora in gravidanza?

La cellulite, come le smagliature, dipende dalla predisposizione genetica. E’ vero però che in gravidanza si aggiungono altri fattori e cioè: il peso che si accumula nei nove mesi e che fa aumentare la massa adiposa; il peso del pancione, che ostacola il ritorno venoso e linfatico provocando ristagni soprattutto a livello delle cosce; le variazioni ormonali dei nove mesi, per la stretta correlazione fra estrogeni, grasso e cellulite. Infine, la tendenza a condurre una vita più sedentaria.

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Che cosa si può fare contro la cellulite in gravidanza?

E’ importante praticare una regolare attività fisica, che è il principale fattore che induce la lipolisi. Sono perfette, in particolare, tutte le attività di tipo aerobico, come nuoto, cyclette o semplici camminate, da fare tutti i giorni per almeno mezz’ora (anche in gravidanza, basta semplicemente non affannarsi).

Inoltre bisognerebbe limitare l’aumento del peso, per non ritrovarsi inutili accumuli adiposi. E ancora: bisogna evitare indumenti stretti, che ostacolano il ritorno venoso come pantaloni aderenti, gambaletti o autoreggenti con l’elastico stretto; sì invece ai collant a compressione graduata (se non fa molto caldo). E’ utile anche usare scarpe comode che fanno lavorare la pompa plantare (quella che spinge il sangue verso l’alto): il tacco ideale è 3-4 cm. LEGGI: il peso in gravidanza

Quali abitudini alimentari bisogna rivedere?

Bisogna bere in abbondanza per aiutare a liberare gli spazi intercellulari dai liquidi ristagnanti e ridurre il più possibile il sale e i cibi salati, poiché peggiorano la ritenzione idrica. Inoltre bisogna aumentare invece il consumo di fibre, che favoriscono lo smaltimento delle scorie. LEGGI: L'alimentazione in gravidanza

Massaggi e creme: che cosa consiglia?

Per combattere la cellulite bisogna fare ogni tanto un massaggio linfodrenante, che aiuta a drenare i liquidi ‘intrappolati’ negli interstizi cellulari, che poi vengono smaltiti attraverso il sistema linfatico.

Per quanto riguarda le creme, non bisogna usare quelle contenenti ormoni tiroidei o iodio, che possono interferire con il metabolismo tiroideo, le altre si possono usare anche in gravidanza poiché non hanno effetti teratogeni. Tuttavia, non bisogna dimenticarsi che i cosmetici hanno ben poco effetto su una problematica che coinvolge strati della pelle situati ben più in profondità.

Vi sono prodotti a base di a base di ippocastano, centella asiatica, ananas, rusco, che migliorano un po’ la circolazione superficiale e levigano la pelle: si può provare ad usarli, tenendo sempre conto del possibile rischio irritativo o allergizzante di prodotti ad uso topico e ben sapendo che il maggiore effetto lo farà il massaggio più che i principi attivi della crema.

Che cosa si può fare dopo la gravidanza?

Dopo la fine dell’allattamento per migliorare la situazione “cellulite” si può ricorrere alla laserlipolisi, una una tecnica che veicola una luce laser tramite micro-cannule in cui si inserisce una fibra ottica. Il fascio laser interagisce con gli adipociti provocando la denaturazione e la rottura della membrana delle cellule adipose e la fuoriuscita del loro contenuto, che viene poi eliminato tramite le vie naturali. Contemporaneamente, la fotostimolazione del collagene dermico migliora il tono del tessuto cutaneo.Oppure si può ricorrere alla carbossiterapia, efficace sulla cellulite ai primi stadi, che consiste nell’inoculazione di anidride carbonica medicale e consente ai globuli rossi di cedere più ossigeno nei tessuti, migliorando l’ossigenazione e la circolazione nelle zone cellulitiche.

Leggi anche Guerra alle smagliature e tutti i consigli della sezione Salute e benessere in gravidanza