Salute

L'aumento di peso in gravidanza: né troppo, né troppo poco, ma conta molto anche il peso di partenza

Di Valentina Murelli Angela Bisceglia
peso_gravidanza
19 Luglio 2019
Qual è il giusto aumento di peso in gravidanza? Quali sono i potenziali rischi per le donne che aumentano un po’ troppo? E per chi invece aumenta troppo poco? Le ultime indicazioni della scienza
Facebook Twitter Google Plus More

Chi aspetta un bambino lo sa: tra le indicazioni che riceve dal ginecologo o dall'ostetrica fin dalla prima visita, c'è quella di tenere sotto controllo l'aumento di peso. Talvolta, infatti, c'è la tendenza a lasciarsi un po' andare – è difficile sradicare dalla mente l'idea tanto comune che in gravidanza occorra “mangiare per due” - ma un eccessivo aumento di peso rischia di far male sia alla mamma sia al bambino. Al contrario, chi è già molto magra dovrebbe stare attenta a non aumentare troppo poco, perché anche in questo caso ci sono dei rischi.

 

Ma attenzione: non è solo quanto peso si prende (o non si prende) in gravidanza a impattare sulla salute materna e fetale. Secondo uno importante studio pubblicato nel maggio 2019 sul Journal of American Medical Association (Jama), a contare tantissimo – anzi, addirittura di più – è il peso di partenza, quello che si ha nel momento in cui ci si trova tra le mani un test di gravidanza positivo. Anche in questo caso, le situazioni più critiche riguardano pesi di partenza eccessivi (sovrappeso e soprattutto obesità) oppure troppo scarsi (sottopeso cronico).

 

 

Quanto bisogna aumentare di peso in gravidanza

 

Le indicazioni considerate più valide dalla comunità scientifica internazionale sono quelle formulate dall'Institute of Medicine americano, in collaborazione con il National Research Council. Ovviamente, sono indicazioni che tengono conto del peso che la futura mamma aveva prima della gravidanza. “Significa che non c'è un aumento di peso ideale per i nove mesi, valido per tutte” conferma il ginecologo Stefano Bianchi dell'Ospedale San Giuseppe di Milano. “Al contrario, il peso 'giusto' da prendere deve essere commisurato a quello di partenza”.

 

In realtà, più che al peso in quanto totale, esperti e linee guida fanno riferimento al cosiddetto indice di massa corporea, che costituisce una sorta di relazione tra il peso effettivo e il peso ideale della persona e si calcola dividendo il peso in chilogrammi per il quadrato dell’altezza espressa in metri. In base al valore ottenuto si distinguono condizioni di:

  • sottopeso: meno di 18,5 kg;
  • normopeso: tra 18,5 e 24,9 kg;
  • sovrappeso: tra 25 e 29,9 kg;
  • obesità: più di 30 kg, con ulteriori suddivisioni in tre classi di gravità crescente.

Ecco dunque le indicazioni americane, in base all'indice di massa corporea pregravidico.

 

  • Aumento indicato in condizioni di partenza di sottopeso: 12,5-18 kg
  • Aumento indicato in condizioni di partenza di normopeso: 11,5-16 kg
  • Aumento indicato in condizioni di partenza di sovrappeso: 7-11,5 kg
  • Aumento indicato in condizioni di partenza di obesità: 5-9 kg

Indicazioni leggermente diverse, ma in buona parte sovrapponibili, sono quelle fornite dal gruppo interazionale di studio su obesità materna ed esiti infantili sulla rivista Jama. Vediamo anche queste:  tra 14 e 16 kg per le donne in condizione di sottopeso; tra 10 e 18 kg per le donne in condizione di normopeso; tra 2 e 16 kg per chi parte in condizione di sovrappeso e non più di 4-6 kg per chi parte in condizione di obesità.

La differenza principale è una forbice un po' più ampia per chi parte da condizioni di peso normali o da un leggero sovrappeso, che sono appunto quelle meno problematiche perché indicative di una situazione metabolica e nutrizionale di partenza già buona. D'altra parte, c'è qualche restrizione in più per chi parte da una situazione di obesità, sicuramente più critica.

 

 

I rischi di un aumento eccessivo di peso e di un peso eccessivo a inizio gravidanza

 

“Ci sono varie ragioni per sconsigliare di prendere troppo peso durante i mesi dell'attesa, come pure per sconsigliare di iniziarla in condizioni di sovrappeso e obesità” afferma Angela Spadafranca, biologia specialista in scienza dell'alimentazione ed esperta di alimentazione in gravidanza, libera professionista e collaboratrice di ricerca della Clinica Mangiagalli.

 

“Primo: perché tutte queste condizioni aumentano il rischio di varie complicazioni, come diabete gestazionale, preeclampsia, macrosomia fetale (quando si stima che il feto a termine pesi più di 4,5 kg), difficoltà nel parto, taglio cesareo”.

 

“Secondo, perché sempre più dati suggeriscono che uno stato nutrizionale o un quadro metabolico alterato durante la gravidanza, come accade in caso di obesità, possono avere effetti a lungo termine sulla salute del bambino, per esempio aumentando il rischio che lui stesso sviluppi obesità”.

 

“Terzo, perché la mamma che aumenta eccessivamente di peso durante la gestazione diventa a sua volta a rischio per lo sviluppo di diabete, sindrome metabolica e malattie cardiovascolari”.

 

I rischi di un aumento troppo scorso di peso e di una condizione di eccessiva magrezza a inizio gravidanza

 

Se il “troppo” è rischioso, lo stesso vale per il “troppo poco”. “In effetti se ne parla poco – sottolinea Bianchi – ma anche le donne che si trovano in queste condizioni corrono più rischi, in particolare di parto pretermine, con tutte le conseguenze che questo può avere sulla salute del bambino a breve e a lungo termine, e di scarsa crescita fetale, con il risultato di un bambino che alla nascita si presenta piccolo per età gestazionale”.

 

A sua volta il bambino piccolo per età gestazionale (i medici lo chiamano Sga, acronimo delle parole inglesi small for gestational age) può mostrare sul breve periodo un aumento del rischio di complicazioni respiratorie o di crescita inadeguata e a lungo termine (anche in età adulta) un aumento del rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari. 

 

“Chiaramente – avverte il ginecologo – stiamo parlando di sottopeso cronico, di donne che si alimentano davvero poco e male e non di chi, magari per colpa delle nausee, nei primi mesi non mette su neanche un etto o addirittura arriva a perdere un po' di peso”.

 

 

 

Quanto bisogna prendere, trimestre per trimestre


Institute of Medicine e National Research Council offrono anche un'indicazione di quanto peso (all'incirca) sarebbe adeguato prendere settimana dopo settimana in particolare nel secondo e nel terzo trimestre, sempre in base alle condizioni di partenza:

  • sottopeso: 440-580 grammi;
  • normopeso: 350-500 grammi;
  • sovrappeso: 230-330 grammi;
  • obesità: 170-270 grammi.

 

Quali sono le cause di un eccessivo aumento di peso in gravidanza

 

Infine, il documento dell'Institute of Medicine e National Research Council fa il punto anche sui tanti e diversi fattori che possono influenzare l'aumento di peso in gravidanza. Si tratta di fattori:

  • metabolici individuali;
  • psicologici e comportamentali (per esempio, l'abitudine o meno a svolgere attività fisica, che è importante per contenere l'aumento di peso in gravidanza);
  • culturali (come la convinzione che occorra “mangiare per due” o, al contrario, che soprattutto nell'ultimo trimestre occorra mangiare molto poco in modo che il bambino resti piccolo, nella convinzione che questo possa semplificare il parto. Ma attenzione: come abbiamo visto, anche un bambino piccolo per la sua età gestazionale corre dei rischi!);
  • familiari (presenza di un supporto o meno a seguire un sano stile di vita in gravidanza);
  • socio-sanitari (presenza di politiche sanitarie che promuovano consapevolezza sull'importanza del peso pre-gravidico e in gravidanza; accessibilità o meno a palestre ecc.)