Salute

In Toscana le ostetriche aiutano le mamme a dire no al fumo

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16 Novembre 2012
Non è il solito corso che si svolge nei centri anti-fumo presenti in Italia, ma un progetto durato due anni, promosso dall’ISPO (Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica) della Toscana, che ha coinvolto le ostetriche.
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Smettere di fumare, è una decisione impegnativa. Soprattutto in gravidanza. È un obiettivo che ogni donna donna dovrebbe porsi e raggiungere, per avere una più alta probabilità di far nascere il proprio bambino sano.

Proprio per questo, la regione Toscana, ha messo in campo un progetto fuori dal comune per aiutare le mamme a dire no alle sigarette: per realizzare lo studio, ha coinvolto le ostetriche, professioniste più vicine alle donne durante il loro percorso di maternità.

Lo studio è stato denominato SPRINT, e l’idea di partenza per il progetto era quella di verificare la possibilità di utilizzare gli appuntamenti per effettuare il pap test, per proporre alle donne, un percorso di liberazione dal fumo. Al progetto hanno preso parte alcuni ambulatori della Asl 10 di Firenze, di ISPO, e anche Aziende sanitarie di Piemonte e Lombardia. E, sono stati raggiunti risultati eccellenti a livello mondiale: le donne che hanno partecipato, sono riuscite in percentuale doppia a smettere di fumare rispetto a quelle non interessate a partecipare al progetto.

Le donne che avevano accettato di sottoporsi al controllo sono state invitate, mentre attendevano il loro turno in sala d’aspetto, a rispondere a un questionario. Individuate le partecipanti, restava da capire con domande mirate, messe a punto dai ricercatori, quante fossero le fumatrici realmente determinate a smettere di fumare.

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Alle donne meno motivate a liberarsi dalla dipendenza del fumo, è stato semplicemente dato un libretto dal titolo “Donne attive e libere dal fumo”, mentre quelle che avevano espresso un interesse più marcato, è stata data una consulenza personalizzata. Grazie ai corsi di formazione, le ostetriche, erano in grado di formulare strategie di persuasione individuali, in base alle caratteristiche della persona che di volta in volta si trovavano davanti.

Le donne venivano ricontatate sei–dodici mesi dopo il colloquio per verificare se erano riuscite a smettere di fumare o almeno ridurre il numero di sigarette fumate ogni giorno. Lo scopo dello studio oltre al fatto di ridurre nella popolazione femminile la dipendenza dal tabagismo, era anche verificare la possibilità di far fare quest’attività, a professionisti che solitamente non si occupano direttamente di problemi legati al fumo.

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