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Sono incinta: posso donare il sangue?

di Luisa Perego - 12.05.2023 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Una donna incinta può donare il sangue? No, non è possibile. E bisognerebbe aspettare anche per i sei mesi successivi al parto

In questo articolo

Una donna incinta può donare il sangue?

Sono incinta, posso donare il sangue? La risposta a questa domanda è no e a rispondere è il Ministero della Salute. In assenza di reali controindicazioni, le donne non possono donare principalmente durante la gravidanza e per i sei mesi successivi alla stessa (o se hanno avuto un aborto) ed è sconsigliato anche durante il ciclo mestruale. 

Come mai? Nonostante la gravidanza non sia una malattia e durante la gravidanza ci sia una produzione extra di sangue (circa il 50% in più, nel terzo trimestre), per non mettere in pericolo la futura mamma e il proprio bimbo è meglio aspettare. 

Durante la donazione, il corpo perde il ferro di cui ha bisogno per fare nuove cellule sanguigne e per ripristinare quelle perse durante la trasfusione. Questo può causare anemia, un basso numero di globuli rossi. L'anemia è una condizione comune durante la gravidanza. Se è severa però, può aumentare il rischio di parto pretermine, bassa crescita fetale.

L'unica eccezione potrebbe essere che il tuo medico ti chieda di donare il sangue per te stessa, perché sei ad altro rischio e potresti aver bisogno tu di una trasfusione dopo il parto.

Tra i casi previsti:

Ho donato il sangue e non sapevo di essere incinta

Può capitare, ma non c'è d'allarmarsi. In ogni caso consulta il medico che ti sta seguendo nella gravidanza.

I requisiti per donare il sangue

Per le donne che vogliono donare:

  • Peso corporeo superiore ai 50 chilogrammi
  • Pressione arteriosa non  superiore a 180/100 mmHg.

I livelli minimi di emoglobina

  • 12,5 g/dl per donare il sangue
  • 11,5 g/dl per donare il plasma.

Le donne inoltre possono donare:

  • sangue, al massimo 2 donazioni di sangue intero l'anno, con intervallo minimo di tre mesi
  • plasma, al massimo 12 donazioni l'anno, con intervallo minimo di 14 giorni.

Nei giorni di ciclo mestruale è preferibile non donare, mentre, come specificato in precedenza, in gravidanza la donazione non è possibile.

Per ricominciare a donare, bisogna aspettare sei mesi dopo il parto o un'interruzione di gravidanza.

L'idoneità alla donazione del sangue viene comunque stabilita da un medico  e una serie di esami di laboratorio previsti.

L'elenco completo di Avis dei:

C'è qualcosa che comunque si può donare alla fine della gravidanza ed è il sangue del cordone ombelicale.

Il cordone ombelicale è il collegamento fisico tra il feto e la sua mamma: il "filo" che, unendo l'addome del bimbo alla placenta. Di solito, dopo il taglio il cordone ombelicale, si butta via. A un certo punto, però, ci si è resi conto che il sangue del cordone ombelicale contiene cellule staminali emopoietiche potenzialmente utili per il trattamento di malattie del sangue e del sistema immunitario, come leucemie, linfomi, anemie. Contiene inoltre anche altri tipi di cellule (per esempio le mesenchimali) che potrebbero rivelarsi importanti nell'ambito della medicina rigenerativa.

Dai primi anni novanta è dunque possibile donare il sangue del cordone ombelicale del proprio neonato a una banca pubblica, in modo che queste cellule possano essere messe a disposizione di chiunque ne abbia bisogno. Si parla in questo caso di donazione solidaristica, una procedura gratuita.

Si può decidere anche per la conservazione presso banche private (a pagamento), che le tengono da parte per il bambino o la sua famiglia nel caso in cui, in futuro, dovesse esserci qualche problema di salute. Si parla in questo caso di conservazione privata o autologa

 

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