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Incontinenza in gravidanza: cause e rimedi

di Rosy Maderloni - 05.06.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Di cosa si tratta e come gestire questa difficoltà: l'intervista ad Alessandro Bulfoni, responsabile di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X a Milano

Incontinenza in gravidanza

Un colpo di tosse o un movimento ampio e rapido e poi l'imbarazzo. L'incontinenza in gravidanza è nella maggior parte dei casi un inconveniente che si manifesta perlopiù a ridosso del parto o subito dopo. Si tratta di un disagio molto comune e si può affrontare facilmente a meno che non vi sia una situazione di infezione batterica o infiammazione delle vie urinarie. Ne abbiamo parlato con Alessandro Bulfoni, responsabile di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X a Milano.

In questo articolo

Le cause dell’incontinenza in gravidanza

  • pressione volume uterino
  • tosse
  • asmaallergico
  • multiparità

"Per incontinenza in gravidanza si intende una fuga involontaria di urina che si manifesta nella maggior parte dei casi in occasione di uno sforzo o di un movimento - premette il ginecologo -. In ambito fisiologico questo avviene nel secondo o terzo trimestre di gravidanza, quando l'utero raggiunge uno sviluppo tale da effettuare uno stimolo compressivo sulla vescica. La capacità contenitiva della vescica e del collo vescicale si riducono proprio per la pressione del volume uterino. A ciò possono aggiungersi sintomi come una tosse o un asma allergico nel periodo stagionale che comporta colpi di tosse, aumentando la pressione addominale".

L'altro fattore determinante è la multiparità. "La donna che ha già avuto parti naturali in precedenza è maggiormente soggetta – spiega Bulfoni -. un po' perché la tenuta dei tessuti è minore, un po' perché dopo 2 parti naturali si assiste a un lieve prolasso della vescica ed è questo un fattore predisponente".

Come rinforzare il pavimento pelvico

"Se il sintomo è lieve, la paziente viene informata e rassicurata. In particolare, ai corsi preparto sono consigliati alcuni esercizi del pavimento pelvico che si possono fare a casa in modo autonomo e sono finalizzati a rendere la muscolatura del pavimento pelvico più tonica: ostetriche specializzate insegnano a contrarre la muscolatura del pavimento pelvico anche al fine di migliorare la continenza. Questi, che sono chiamati esercizi di Kegel, si eseguono generalmente subito dopo il parto, ma possono essere svolti anche nel corso della gravidanza se c'è un disturbo evidente. Una volta che la donna ha partito, però, e una volta che l'utero è tornato alla sua dimensione il problema scompare in modo spontaneo".

Incontinenza in gravidanza dovuta a infezioni o infiammazione delle vie urinarie

"Per una valutazione completa di una incontinenza riferita o accertata occorre escludere che la paziente sia soggetta a cistiti o a infezioni e presenza di batteri a livello urinario che possono portare a una ipermobilità vescicale, e quindi a una incontinenza – chiarisce il medico -. Questa verifica va fatta attraverso un esame delle urine in grado di evidenziare gli indici infiammatori o indici di infezione vescicale".

"In caso di urinocoltura positiva per l'infezione, si ricorre a terapia con antibiotici. Se l'urinocoltura non documenta una infezione ma uno stato infiammatorio a carica batterica si può ricorrere a una idratazione e igiene quotidiana efficace così come a integratori mirati a disinfettare le vie urinarie, il mirtillo rosso ad esempio, è un valido rimedio naturale. 

Anche una adeguata idratazione è importante mentre in caso di infiammazione o infezione, sono sconsigliati cibi come il cioccolato o zuccheri perché rallentano la guarigione".

L'intervistato

Alessandro Bulfoni, responsabile di Ostetricia e Ginecologia di Humanitas San Pio X a Milano.

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