Salute

Puerperio, cosa fare se si contrae l'influenza A?

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15 Maggio 2013
L’influenza A, a differenza delle normali influenze stagionali, si trasmette molto facilmente. Se hai appena partorito e tu o un altro familiare avete contratto l’influenza, bisogna evitare il contatto del malato con il neonato e farli soggiornare il più possibile in ambienti diversi. Tutti i consigli degli esperti.
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E se hai appena partorito?

Alcune raccomandazioni del prof. Luigi Frigerio per le donne che hanno partorito da poco:

  • L’influenza A, a differenza delle normali influenze stagionali, si trasmette molto facilmente. Proprio per questo l’ideale sarebbe evitare le visite di parenti ed amici in ospedale, per non affollare camere e corridoi del reparto.

  • Al ritorno a casa, se un altro familiare ha contratto l’influenza, bisogna evitare il contatto del malato con il neonato e farli soggiornare il più possibile in ambienti diversi: anche se si tratta del neopapà, evitare che infetti il neonato è un buon motivo per aspettare ad abbracciarlo dopo qualche giorno!

  • Se la tosse è frequente e stizzosa, è bene che indossi la mascherina quando esce dalla camera e si sposta in altri locali

Se è la neomamma ad aver contratto l’influenza?

  • Continuare ad allattare: il latte materno è ricco di anticorpi e per contro non trasmette il virus influenzale. E’ quindi una fonte di protezione determinante proprio in un soggetto a rischio come è un neonato con scarsa reazione immunitaria.

  • Usare solo fazzoletti di carta da gettare dopo ogni uso.

  • Tenere il neonato nella sua cameretta, cambiando di frequente l’aria nelle ore più tiepide del giorno.

  • Prima di accudire il bambino lavarsi sempre le mani con acqua e sapone o, in mancanza di acqua, con detergenti a base di alcol.

  • Portate una mascherina durante l’allattamento, evitando di starnutire o tossire in faccia al bambino mentre lo si allatta o gli si dà la pappa, o comunque quando gli si è vicino.

Consulenza del Prof. Gian Vincenzo Zuccotti, Direttore Clinica Pediatrica Università di Milano - AO Luigi Sacco, del Prof. Luigi Frigerio, presidente della SLOG (Società Lombarda di Ostetricia e Ginecologia) e del dott. Antonio Clavenna, ricercatore presso il Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell’Istituto Mario Negri di Milano.

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Perché i medici rifiutano il vaccino? Da parte del personale sanitario si è riscontrata una resistenza abbastanza elevata a sottoporsi alla profilassi vaccinale (pare che solo il 45-50% dei medici si stia vaccinando). Perché? “Probabilmente per un fatto ‘culturale’: il personale sanitario non è mai stato abituato a vaccinarsi e questa è la prima volta che viene posta tanta enfasi sull’importanza della vaccinazione” risponde Clavenna. La questione però ha anche avuto un risvolto positivo, poiché le dosi non utilizzate sono già disponibili per le categorie a rischio, che ne hanno sicuramente un maggiore bisogno”.

Dopo quanti giorni dalla vaccinazione si è coperti? Occorrono 2-3 settimane per raggiungere la quantità di anticorpi protettiva.

Dove si fa la vaccinazione? Varia da regione a regione: si può fare presso le ASL, negli ospedali o direttamente dal medico di base. Non è possibile invece acquistare il vaccino in farmacia.

Altri dubbi? Chiedi ai nostri medici nel forum!