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Insulina in gravidanza: quando e perché serve

di Simona Bianchi - 24.08.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
L'insulina in gravidanza è usata per tenere sotto controllo il diabete gestazionale. In cosa consiste e chi deve usarla nella terapia

In questo articolo

Insulina in gravidanza, a cosa serve

Durante la gestazione, alcune donne possono soffrire di diabete gestazionale. Nel caso in cui è necessaria una terapia farmacologica, l'Agenzia italiana del Farmaco (Aifa) segnala che le insuline costituiscono il trattamento di prima scelta e sono le stesse impiegate anche per il diabete pre-gravidico, ovvero l'insulina regolare e gli analoghi rapidi dell'insulina Aspart e Lispro. Il Diabetes Research Institute spiega che questo farmaco è prioritario perché l'uso degli ipoglicemizzanti orali (pastiglie per il diabete) non è autorizzato in gravidanza. Se si presentano le condizioni necessarie al trattamento con insulina, la terapia deve essere iniziata al più presto per evitare danni alla donna e al feto.

Cos’è il diabete gestazionale

Il diabete gestazionale si caratterizza come un'intolleranza allo zucchero che si presenta in una donna non diabetica nel corso dei nove mesi di attesa. Si manifesta con l'aumento dei livelli di glucosio nel sangue e, se non riconosciuto e adeguatamente trattato, può portare gravi rischi per la salute materna e fetale. Nella maggior parte dei casi può essere tenuto sotto controllo attraverso la dieta e l'esercizio fisico. Il diabete gestazionale è causato da modificazioni ormonali legate alla gravidanza. Alcuni fattori di rischio sono l'obesità e la familiarità con un paziente diabetico. I sintomi non sono sempre evidenti, ma possono comparire aumento della sete e della diuresi, infezioni frequenti (come candidosi e cistiti) e perdita di peso.

Le conseguenze del diabete gestazionale

Sempre secondo quanto riportato dall'Aifa, le conseguenze del diabete gestazionale per la donna in gravidanza possono manifestarsi in:

Anche dopo il parto, il diabete gestazionale può costituire un fattore di rischio perché può ripresentarsi nelle successive gravidanze o causare l'insorgenza di altre patologie come diabete mellito di tipo 2, ridotta tolleranza ai carboidrati e sindrome metabolica. Nel feto possono invece presentarsi:

  • macrosomia (sviluppo eccessivo del feto)
  • difficoltà respiratorie
  • ipoglicemia alla nascita
  • iperbilirubinemia (eccesso di bilirubina nel sangue) e ipocalcemia (livelli bassi di calcio nel sangue)
  • distocia di spalla (quando al momento del parto la fuoriuscita delle spalle del bimbo non segue quella della testa, bloccando così l'uscita di tutto il corpo)

Complicanze tardive, come obesità infantile e un rischio maggiore di sviluppare il diabete mellito di tipo 2, possono verificarsi anche nel corso della crescita del bambino.

Quando fare l’insulina in gravidanza

Solitamente, il diabete gestazionale può essere tenuto sotto controllo con una dieta specifica. Sono in una minoranza di casi, circa il 10-20%, può essere necessario iniziare una terapia insulinica, che viene somministrata tramite iniezione sottocutanea. L'inizio tempestivo della cura previene l'esposizione prolungata del bambino a glicemie elevate che stimolano la produzione di insulina da parte del pancreas del bambino, favorendone la crescita eccessiva. La terapia deve essere iniziata al più presto, dopo aver verificato che le glicemie non si siano normalizzate con una corretta alimentazione e dovrà essere proseguita fino al travaglio o al parto. In seguito può essere invece sospesa.

Ci sono rischi con l’insulina in gravidanza?

L'insulina in gravidanza è il trattamento principale per tenere sotto controllo il diabete gestazionale, il rischio di ipoglicemie è piuttosto basso e in particolar modo legato alle minime quantità di farmaco in genere necessarie per il controllo glicemico. Gli analoghi hanno ancora minori rischi di determinare ipoglicemia, dato il minor tempo di raggiungimento del picco d'azione e la minore durata di azione rispetto all'insulina regolare. Su indicazione dello specialista possono essere utilizzate anche insuline ad azione intermedia o a lunga durata come l'insulina Detemir (analogo long-acting dell'insulina). Gli ipoglicemizzanti orali non sono invece consigliati come terapia alternativa all'insulina, pur essendo di più agevole somministrazione e minor costo. Uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics hanno dimostrato che i neonati nati da donne trattate principalmente con glibencamide avevano più probabilità di sviluppare esiti avversi di quelli nati da donne trattate con insulina.

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