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Isterosuzione: che cos'è e come funziona

di Nostrofiglio Redazione - 12.01.2023 - Scrivici

isterosuzione
Fonte: Shutterstock
Isterosuzione: cos'è, quanto dura, differenza tra isterosuzione o raschiamento. Fino a quale settimana si può fare e cosa fare dopo l'isterosuzione

Isterosuzione

L'aborto è consentito in Italia grazie alla legge 194, e consente a tutte le donne di interrompere una gravidanza entro determinati limiti di tempo, quale che sia il motivo. Esistono però diverse tecniche per praticare un'interruzione volontaria di gravidanza, dalla pillola abortiva, ancora poco utilizzata, al raschiamento. Uno degli interventi meno invasivi e forse il più utilizzato è sicuramente l'isterosuzione. Vediamo in cosa consiste.

In questo articolo

Isterosuzione: che cos'è

L'isterosuzione è una tecnica abortiva che prevede l'inserimento di una cannula nell'utero. La cannula, che misura pochi millimetri di diametro, è collegata a una pompa che, messa in funzione, aspira l'interno dell'utero, agendo quindi sull'endometrio e sull'embrione.

Si tratta di un intervento chirurgico che dura pochi minuti e risulta la tecnica più utilizzata negli ultimi anni per interrompere volontariamente una gravidanza (ma può essere impiegata anche per intervenire dopo un aborto spontaneo).

Isterosuzione, fino a quale settimana?

Si può utilizzare nei primi momenti della gravidanza - in genere tra la quinta e la sesta settimana, ma a volte anche dopo, mai più tardi dell'ottava - e risulta molto meno invasiva rispetto al raschiamento. 

Isterosuzione dopo aborto interno

L'isterosuzione può essere impiegata anche dopo un aborto spontaneo nelle prime settimane. Si tratta di una tecnica più delicata rispetto al raschiamento perché utilizza una cannula che aspira embrione e tessuti dell'endometrio.

Isterosuzione: come funziona

L'intervento consiste nel dilatare il collo dell'utero (manualmente o posizionando un ovulo vaginale prima dell'intervento, o in entrambe i modi); si prosegue poi aspirando il contenuto endouterino che verrà inviato per esame istologico (non nel caso di aborto volontario).

Dopo la diagnosi verranno eseguiti tutti gli esami preoperatori, e la compilazione della cartella clinica e del consenso informato con il ginecologo, solo in alcuni casi anche con l'anestesista. Il ricovero sarà diurno. A distanza di poche ore dalla fine dall'intervento la paziente verrà invitata dalle infermiere di reparto a sedersi sul letto, poi a scendere e recarsi al bagno, se non avrà nausea o vomito potrà iniziare a bere e poi ad alimentarsi (thè, fette biscottate, marmellata), nel corso del pomeriggio sarà dimessa.

Isterosuzione e raschiamento

Come abbiamo detto l'isterosuzione è una tecnica che prevede l'uso di una cannula che va ad aspirare embrione e tessuti endometriali, il raschiamento, invece, riesce a rimuovere, mediante l'utilizzo di un bisturi, anche le zone più aderenti.

Se l'interruzione di gravidanza avviene prima dell'ottava settimana potrebbe bastare l'isterosuzione, mentre se l'aborto avviene dopo l'ottava settimana si combineranno raschiamento e isterosuzione; i frammenti più piccoli vengono aspirati all'esterno tramite isterosuzione, mentre le parti più aderenti alle pareti uterine vengono asportate con il raschiamento.

Cosa accade dopo

Dolori crampiformi addominali di tipo mestruale un po' più forti durante il periodo in cui avverrà l'espulsione del feto.

  • Come antidolorifici possono essere somministrati il paracetamolo, il paracetamolo+codeina o il keterolac.
  • Mal di testa che si può verificare nel 2-30% dei casi.
  • Nausea nel 40-60% dei casi e vomito nel 20% dei casi. Diarrea nel 10-20% dei casi, che però è transitoria.
  • Stato di debolezza nel 10% dei casi Un rialzo febbrile che, in ogni caso, fino a 38° C è ritenuto normale. Il dolore e gli altri sintomi si riducono dopo l'avvenuto aborto e ad eccezione del dolore per gli altri sintomi, normalmente non è necessario alcun trattamento.
  • Quanto durano le perdite dopo l'isterosuzione? Le perdite di sangue possono persistere per una media di 8-9 giorni e, a volte, in forma ridotta per più tempo.

In rari casi è possibile che il sanguinamento uterino nel momento dell'espulsione del prodotto abortivo sia tale da determinare un quadro di shock ipovolemico, che sarà trattato come di consueto con misure intensive di ripristino del circolo.

Isterosuzione: cosa fare dopo

Dopo essere state sottoposto a raschiamento e/o isterosuzione per alcune settimane sarà necessario:

  • Sospendere i rapporti sessuali per non irritare il collo dell'utero
  • sostituire il bagno con la doccia per evitare la risalita di germi dalla vagina all'utero
  • effettuate dei bidet soltanto con presidi medici disinfettanti specifici.

Ogni donna deve essere informata che la ripresa dell'ovulazione può avvenire precocemente, anche prima che compaia il ciclo successivo.

Fonti

Revisionato da Francesca Capriati

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