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Isterosuzione: che cos'è e come funziona

di Penelope Greco - 11.06.2021 - Scrivici

isterosuzione
Fonte: Shutterstock
L'isterosuzione è un'operazione che si effettua quando l'aborto avviene prima dell'ottava settimana di gestazione.

L'isterosuzione è una tecnica d'intervento chirurgico che rientra nell'ambito dell'aborto, che si tratti di aborto spontaneo o di Ivg, ossia interruzione volontaria di gravidanza. L'isterosuzione consiste nel rimuovere embrione ed endometrio dall'utero per mezzo di un'apposita cannula. In Italia l'isterosuzione è l'intervento più utilizzato per l'interruzione volontaria di gravidanza, seguita dal raschiamento.

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Isterosuzione: che cos'è

La tecnica più diffusa per praticarlo è l'isterosuzione, che consiste nell'uso di una cannula (più o meno delle dimensioni di una penna) che una volta inserita nell'utero e collegata a una pompa a vuoto aspira l'embrione/feto e l'endometrio, lo strato più interno della mucosa uterina, lo stesso che si sfalda durante il flusso mestruale. Un secondo metodo, ormai poco praticato, è quello della cosiddetta dilatazione e revisione, dove la dilatazione si  effettua sul collo dell'utero con l'aiuto di una sottilissima pinza e la revisione (anche detta raschiamento) coincide con la rimozione del materiale.

Isterosuzione: come funziona

Se l'aborto avviene dopo l'ottava settimana si combineranno raschiamento e isterosuzione; i frammenti più piccoli vengono aspirati all'esterno tramite isterosuzione, mentre le parti più aderenti alle pareti uterine vengono asportate con il raschiamento.

L'intervento consiste nel dilatare il collo dell'utero (manualmente o posizionando un ovulo vaginale prima dell'intervento, o in entrambe i modi); si prosegue poi aspirando il contenuto endouterino che verrà inviato per esame istologico (non nel caso di aborto volontario). Dopo la diagnosi verranno eseguiti tutti gli esami preoperatori, e la compilazione della cartella clinica e del consenso informato con il ginecologo, solo in alcuni casi anche con l'anestesista. Il ricovero sarà diurno. A distanza di poche ore dalla fine dall'intervento la paziente verrà invitata dalle infermiere di reparto a sedersi sul letto, poi a scendere e recarsi al bagno, se non avrà nausea o vomito potrà iniziare a bere e poi ad alimentarsi (thè, fette biscottate, marmellata), nel corso del pomeriggio sarà dimessa

EFFETTI COLLATERALI

Dolori crampiformi addominali di tipo mestruale un po' più forti durante il periodo in cui avverrà l'espulsione del feto. Come antidolorifici possono essere somministrati il paracetamolo, il paracetamolo+codeina o il keterolac. Mal di testa che si può verificare nel 2-30% dei casi. Nausea nel 40-60% dei casi e vomito nel 20% dei casi. Diarrea nel 10-20% dei casi, che però è transitoria. Stato di debolezza nel 10% dei casi Un rialzo febbrile che, in ogni caso, fino a 38° C è ritenuto normale. Il dolore e gli altri sintomi si riducono dopo l'avvenuto aborto e ad eccezione del dolore per gli altri sintomi, normalmente non è necessario alcun trattamento. Perdite di sangue possono persistere per una media di 8-9 giorni e, a volte, in forma ridotta per più tempo.

COMPLICANZE MAGGIORI

In rari casi è possibile che il sanguinamento uterino nel momento dell'espulsione del prodotto abortivo sia tale da determinare un quadro di shock ipovolemico, che sarà trattato come di consueto con misure intensive di ripristino del circolo.

Isterosuzione: quando sei a casa

Dopo essere state sottoposto a raschiamento e/o isterosuzione per alcune settimane sarà necessario:

  • Sospendere i rapporti sessuali per non irritare il collo dell'utero
  • sostituire il bagno con la doccia per evitare la risalita di germi dalla vagina all'utero
  • effettuate dei bidet soltanto con presidi medici disinfettanti specifici.

Ogni donna deve essere informata che la ripresa dell'ovulazione dopo l'I.V.G. può avvenire precocemente, anche prima che compaia il ciclo successivo.

Fonti articolo: aulss regione veneto

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