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La pressione in gravidanza

di Valentina Murelli - 06.08.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Nei primi mesi di gravidanza molte donne tendono ad avere la pressione bassa, un adattamento fisiologico della dolce attesa. In particolare dopo le 20 settimane è importante controllare che la pressione non si alzi

Nei primi mesi di gravidanza la pressione tende fisiologicamente ad abbassarsi, ma questo non comporta problemi particolari né alla mamma né al feto. Nella seconda parte della gravidanza potrebbe invece verificarsi un aumento di pressione che deve essere attentamente monitorato: una pressione elevata in gravidanza potrebbe infatti mettere a rischio la salute di mamma e bebè, per esempio attraverso la condizione di preeclampsia

In questo articolo

Che cos'è la pressione del sangue

Quando si parla di pressione sanguigna si parla in genere di pressione arteriosa, cioè la pressione esercitata dal sangue pompato dal cuore sulla parete delle arterie, vale a dire dei vasi sanguigni che distribuiscono il sangue stesso dal cuore ai vari distretti dell'organismo.

La pressione si compone di due onde:

  • pressione sistolica o massima, che corrisponde al momento in cui il cuore si contrae pompando il sangue nelle arterie;
  • pressione diastolica o minima, che corrisponde al momento in cui il cuore "si riposa", ricaricandosi di sangue per la contrazione successiva.

"Questo ritmo continuo fa in modo che ci sia un ricircolo costante di sangue, ritmicamente filtrato a livello dei polmoni" spiega la professoressa Rossella Nappi, ginecologa ed endocrinologa e responsabile del centro di PMA del Policlinico San Matteo dell'Università di Pavia.

I valori della pressione sono influenzati da vari fattori:

  • velocità della scarica determinata dalla contrazione
  • volume totale del sangue
  • resistenze periferiche, determinate per esempio dal grado di distensibilità delle pareti dei vasi sanguigni (se sono più rigidi non si dilatano bene e allora il cuore deve pompare con più forza per forzare il blocco)

I valori normali di pressione

La pressione si misura in millimetri di mercurio (mmHg). Come per gran parte dei parametri medici ci può essere una certa variabilità nei valori di pressione considerati "normali", anche in base all'età degli individui. In generale, comunque, si può dire che è considerata nella norma una pressione intorno a 120 mmHg per la massima (sistolica) e a 80 mmHg per la minima (diastolica).

La pressione in gravidanza

Durante i primi mesi di gravidanza, in genere fino alle 20-24 settimane, la pressione della donna tende ad abbassarsi rispetto al solito. "Si tratta di un adattamento fisiologico che favorisce l'afflusso di sangue all'utero e alla placenta in formazione" spiega Nappi, sottolineando che questo adattamento è mediato soprattutto dai cambiamenti ormonali della prima fase della gravidanza. "Il progesterone, ma anche gli estrogeni, esercitano un effetto di vasodilatazione, soprattutto a livello venoso. Tra l'altro, questo è il motivo per cui in gravidanza si soffre di emorroidi e si può soffrire di vene varicose". 

Un altro cambiamento che si verifica in gravidanza e che influenza la pressione del sangue è l'aumento significativo del volume totale del sangue, che soprattutto nella seconda metà della gravidanza aumenta del 50% (circa un litro in più). Di conseguenza aumenta anche la gittata cardiaca

Con il proseguimento della gravidanza, la pressione torna a salire riassestandosi su livelli normali (anche perché l'utero, aumentando di voume, finisce con il comprimere l'albero circolatorio). 

Quando preoccuparsi

Pressione bassa in gravidanza

Come abbiamo anticipato, nei primi mesi di gravidanza è del tutto normale riscontrare un abbassamento della pressione. Questo può comportare alcuni disagi passeggeri, come per esempio:

Ci può essere anche il rischio di svenimenti soprattutto se ci si mette in piedi molto velocemente da una posizione sdraiata o seduta. 

"In generale una pressione bassa in gravidanza è considerata in modo positivo, come indizio che tutto sta funzionando bene a livello del distretto placentare" spiega Nappi. "Per questo non si interviene con farmaci per alzare la pressione". Si possono tuttavia dare alcuni consigli per limitare i possibili disagi di questa condizione:

  • riposare. "La gravidanza non è una malattia, certo, ma non si può neppure far finta che non ci sia e continuare a lavorare 12 ore al giorno" raccomanda Nappi. E' l'organismo stesso a ricordare alla donna di fare qualche pausa in più.
  • bere molto per mantenere una buona idratazione. "In alcuni casi, specialmente in estate, possono essere utili anche soluzioni con sali minerali".

L'ostetrica o il ginecologo/ginecologa verificheranno che non ci siano altre condizioni che possono causare senso di affaticamento e debolezza (per esempio anemia). In ogni caso, tendenzialmente una pressione bassa in gravidanza non deve preoccupare.  

Pressione alta in gravidanza

Al contrario della pressione bassa, che in gravidanza non deve preoccupare, la pressione alta, sopra quei 120 su 80 mmHg di riferimento, deve essere tenuta sotto stretto controllo perché può comportare rischi per la mamma e per il feto. 

"In alcuni casi le donne soffrono di ipertensione già primi di iniziare la gravidanza. Si parla dunque di ipertensione cronica, una condizione che può essere tenuta sotto controllo con farmaci specifici. Se una donna ipertesa ha in programma una gravidanza, tuttavia, è bene che ne parli con il proprio medico perché alcuni farmaci per l'ipertensione non sono indicati per la gravidanza e devono essere sostituiti da altri più sicuri" afferma Nappi. 

Altre volte, invece, la pressione può aumentare sopra i livelli di guardia a partire dalle 20-24 settimane o anche oltre. "Questo può significare che ci sono stati problemi nella formazione della placenta, i cui vasi offrono più resistenza di quanto dovrebbero. Per far arrivare un'adeguata quantità di sangue al bambino il cuore della mamma deve quindi lavorare di più, aumentando la gittata (con conseguente aumento della pressione) e talvolta anche la frequenza delle contrazioni". 

Una pressione elevata in gravidanza può sfociare in una condizione pericolosa per mamma e feto come la preeclampsia

Quando misurare la pressione in gravidanza

Nei primi mesi di gravidanza può bastare una misurazione ogni 7-15 giorni, mentre a partire dalle 20 settimane è bene aumentare le misurazioni. Nappi consiglia di misurarla almeno due volte a settimana, possibilmente sempre alla stessa ora. Vanno bene anche gli apparecchi da utilizzare in casa: in questo caso, il consiglio è di ripetere tre volte ogni misurazione e considerare come valore la media dei tre valori ottenuti. 

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