Bellezza in gravidanza

La tinta in gravidanza

Di Valentina Murelli
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12 giugno 2020
Posso fare la tinta ora che aspetto un bambino? Che rischi posso correre? Meglio una tintura classica o naturale? Tutte quello che bisogna sapere sul tema

La tinta in gravidanza è uno dei temi sui quali le future mamme si arrovellano di più: c'è chi da quando fa il test di gravidanza dice addio a ogni trattamento dal parrucchiere, chi legge con più attenzione le etichette per vedere che cosa c'è dentro una tintura e chi continua a fare tutto come prima. Ma qual è la cosa davvero più giusta da fare?

 

Tinta in gravidanza: si può fare?

 

La questione è diffusamente trattata nel libro La scienza nascosta dei cosmetici (Chiare Lettere, 2020) della divulgatrice scientifica Beatrice Mautino, biotecnologa di formazione. Che alla domanda secca risponde così:

 

"La decisione di fare o meno la tinta in gravidanza deve essere presa dalla futura mamma valutando i rischi, minimi, e i benefici che variano da persona a persona. Non è facile, ma come sempre non esistono soluzioni semplici a problemi decisamente complessi".

 

Deluse? Non preoccupatevi, perché sempre nel suo libro (oltre che nelle sue storie su Instagram e nel suo canale Youtube), Mautino fornisce anche una serie di informazioni utili per orientarsi sull'argomento e, appunto, prendere una decisione.

 

Come funziona la tinta

 

Il punto di partenza è che le tinte sono cosmetici molto particolari perché per natura sono estremamente complesse. Tanto per cominciare, si raggruppano in tre categorie:

 

Tinte temporanee

Sono quelle che si trovano sugli scaffali "in forma di crema o spray con definizioni come wash-out. Sono le classiche tinture che si fanno o carnevale o quando si vuole provare un colore un po' estremo senza avere conseguenze a lungo termine", scrive Mautino. Queste tinture colorano i capelli dall'esterno e per questo durano pochi o pochissimi lavaggi, perdendo colore gradualmente.

 

Tinte permanenti

Sono tinte che entrano in profondità nella struttura del capello, colorandolo dall'interno e dunque durano a lungo. Sono più complicate delle tinture temporanee, perché prevedano che avvengano reazioni chimiche sia all'interno della miscela colorante, sia nei nostri capelli. Per capire bene come funzionano basta fare riferimento alle tinture permanenti che possiamo acquistare al supermercato per la tinta fai da te e che contengono tre boccette:

  • crema colorante, contenente ammoniaca (o molecole ad azione simile) e precursori dei coloranti;
  • latte rivelatore, contenente acqua ossigenata;
  • trattamento riparatore.

 

L'ammoniaca (o simili) è fondamentale per le tinte permanenti, perché è la sostanza che permette l'apertura delle scaglie che rivestono il capello, consentendo l'ingresso dei coloranti. E anche l'acqua ossigenata lo è, perché orchestra tutte le reazioni chimiche successive tra i precursori dei coloranti. Il trattamento riparatore, infine, è sostanzialmente un balsamo con un pH acido, che aiuta a far richiudere bene le scaglie che ricoprono i capelli, rendendoli belli lucenti e impedendo l'eventuale fuoriuscita del colorante.

 

Tinte semipermanenti

Come dice la parola, non sono permanenti, ma durano un po' più a lungo di quelle temporanee, in genere una ventina di lavaggi o poco più. "Sono caratterizzate da una minor concentrazione di acqua ossigenata, dall'assenza di ammoniaca sostituita da analoghi meno aggressivi e dalla presenza di coloranti diretti".

 

Tinte per capelli: i possibili rischi in gravidanza

 

Quello che le mamme temono, ovviamente, è che qualche sostanza contenuta nelle tinture passi al feto, causando problemi di sviluppo.

 

"Dal punto di vista della sicurezza – scrive Mautino – tutti gli ingredienti utilizzati nelle tinture vendute legalmente su suolo europeo hanno superato i test di tossicità riproduttiva, quindi sono considerati sicuri anche in gravidanza e, salvo allergie a determinati ingredienti, non ci sono limitazioni specifiche a componenti da evitare".

 

A proposito delle allergie, infatti, Mautino ricorda che la maggior parte dei coloranti utilizzati nelle tinture (attenzione: anche in quelle naturali) sono allergizzanti, cioè possono scatenare reazioni allergiche in soggetti predisposti. Lo sono per esempio la parafenilendiamina e la resorcina ed è per questo che è sempre consigliata una prova allergica, applicando sulla cute una piccola quantità di miscela colorante 48 ore prima di fare la tinta.

 

A proposito della sicurezza in generale, invece, va considerato che le tinte sono prodotti più complessi della maggior parte degli altri cosmetici: per quanto sia stata valutata la sicurezza di ogni singolo colorante autorizzato, ci sono ancora alcune questioni aperte legate all'interazione tra i vari ingredienti.

 

Per questo molti ginecologi di fatto sconsigliano di tingersi i capelli durante la gravidanza o l'allattamento, applicando una versione estrema del principio di precauzione. Altri, invece, sconsigliano di farlo almeno nel primo trimestre, quando avviene la formazione degli organi dell'embrione. Altri ancora consigliano di ricorrere a prodotti privi delle sostanze più a rischio, soprattutto dal punto di vista delle reazioni allergiche, come ammoniaca, parafenilendiamina e resorcina: va tuttavia sottolineato che per essere veramente certi dell'assenza di queste sostanze bisogna leggere molto attentamente le etichette e che le tinte che ne sono prive non saranno permanenti.

 

Non ci sono indicazioni specifiche del Ministero della salute italiano sulla questione, ma sul sito del Servizio sanitario inglese (NHS) è riportato che il rischio maggiore per l'uso di tinte in gravidanza è legato all'inalazione di alte dosi di sostanze chimiche presenti nelle tinte. Tuttavia, si parla di dosi enormi rispetto a quelle respirate da una donna che si sta tingendo i capelli".

 

Henné in gravidanza: sì ma con cautela

 

Spesso l'henné viene considerato assolutamente sicuro e innocuo per il semplice fatto di essere naturale. In realtà, come sempre, le cose sono un po' più complicate di così. Tanto per cominciare potrebbe causare dermatiti da contatto.

 

Non solo: come spiega Mautino nel suo libro, la pianta dalla quale si ricava l'henné contiene una molecola (il lawsone) che ha una certa tossicità. Non significa che non deve essere usato, ma che va fatto con attenzione e non con la leggerezza che spesso riserviamo ai prodotti solo perché sono "naturali". Anche in questo caso, dunque, meglio non esagerare con le quantità e i tempi di posa e affidarsi a produttori seri.

 

Come tingersi i capelli in sicurezza

 

Ecco dunque i consigli dell'NHS inglese per una tintura fai da te in sicurezza:

 

  • indossare i guanti;
  • lasciare in posa per il tempo minimo necessario;
  • arieggiare la stanza;
  • sciacquare bene per rimuovere tutti i residui.

 

Aggiungiamo la raccomandazione a scegliere prodotti di qualità, non acquistati a caso su qualche bancarella e di dubbia provenienza. 

 

Infine, va ricordato che in gravidanza i capelli vanno incontro a modifiche strutturali per cui potrebbero reagire in modo differente dal solito a una tintura anche già utilizzata.

 

Conclusioni

 

Insomma, complessivamente i rischi della tinta in gravidanza sembrano davvero minimi, ma poiché non possono essere del tutto esclusi è bene che ciascuna faccia la propria valutazione rispetto ai benefici che ne trarrebbe.

 

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Domande e risposte
Si possono fare mèches e colpi di sole?
Risponde Angelo Marzano, dermatologo del Policlinico di Milano: "Semaforo verde. La crema decolorante non viene appoggiata sulla cute, quindi non entra in circolo. E’ vero che un assorbimento c’è anche attraverso il fusto del capello, ma si tratta di una penetrazione davvero molto ridotta rispetto a quella che si verifica attraverso follicolo, che per altro è già minima" (ha collaborato Angela Bisceglia)
Quanto dura la tinta senza ammoniaca?
Per definizione la tinta senza ammoiaca (o sostanze dall'azione simile) non può essere permanente.