Home Gravidanza Salute e benessere

Mal di pancia in gravidanza: tutti i casi

di Rosy Maderloni - 23.06.2020 - Scrivici

prime-settimane-di-gravidanza
Fonte: shutterstock
Non esiste una risposta unica ai dolori addominali accusati durante la gravidanza. Il periodo di gestazione, lo stato di benessere generale e lo stile di vita incidono sull’affaticamento della futura mamma, sull’insorgenza di disturbi da mal di pancia e sull’attività contrattile. Gianalfredo Franzoni, ginecologo dell’ospedale Humanitas San Pio X fa il punto.

Mal di pancia in gravidanza

Ciò che per comunemente chiamiamo mal di pancia, quando è riferito al periodo della gravidanza viene immediatamente associato a un qualche rischio legato alla salute del bambino. Prima di spaventarsi è bene ricordarsi che le cause, e dunque, le spiegazioni e le soluzioni, possono essere diverse. Ne parliamo con Gianalfredo Franzoni, ginecologo dell'ospedale Humanitas San Pio X.

In questo articolo

Mal di pancia a inizio gravidanza

Il primo trimestre è il periodo cui prestare maggiore attenzione: le aspettative in questo periodo sono molte perché le mamme sanno che le prime 12 settimane sono le più delicate.  "Definire i sintomi è importante – premette Franzoni -: la paziente va ascoltata senza mai banalizzare. Il primo fattore da escludere è se si tratti di dolori legati all'utero e la storia ostetrica è di aiuto. Se si ritiene che questi dolori a inizio gestazione siano riconducibili all'attività dell'utero, dobbiamo prevenire la loro accentuazione e abbiamo a disposizione farmaci ormonali come la somministrazione di progesterone per via vaginale o per bocca che può essere utile per evitare quella che può essere una minaccia di aborto. Associare il magnesio, inoltre, è sempre utile per diminuire la contrattilità uterina. Queste misure sono da considerarsi valide solo se si è già esclusa la possibilità di coliche, problemi dell'intestino o infiammazione delle vie urinarie, problematiche che possono coesistere nel primo trimestre di gravidanza. Poi, si può stare generalmente più tranquilli: con l'esecuzione diagnostica della dodicesima settimana la gravidanza inizia a volare".

Mal di pancia in gravidanza: settimo e ottavo mese

"Dobbiamo tenere conto che con la 32ima settimana ci avviciniamo al periodo in cui il bambino matura l'apparato respiratorio e i rischi da parto prematuro iniziano a essere minori – spiega il ginecologo -. I dolori, in questa fase, vanno affrontati in maniera diversa. L'attività contrattile ci può essere, il bambino è più pesante, ha più energie e con i suoi movimenti più determinati "fa compagnia alla mamma". L'aspetto importante è confermare che questo muoversi del feto e l'indurimento dell'utero non si accompagnino a variazioni del collo dell'utero che ci può far temere una gravidanza pretermine. Vedere la gestante è di aiuto, così come informarsi chiedendo alla paziente se l'attività intestinale è regolare, se si ha aria nella pancia e se si scarica correttamente. Queste domande semplici permettono una valutazione efficace. Anche attraverso l'esame delle urine mensile si può capire se l'urina contiene germi pericolosi".

Mal di pancia in gravidanza: nono mese

"Alla 36ima settimana la mamma è stata già informata durante il corso preparto del fatto che una certa attività contrattile preparatoria può verificarsi. Le contrazioni di Braxton Hicks, che si verificano nell'ultimo periodo gestazionale, non devono spaventare perché  tra poche settimane qualcosa cambierà – chiarisce Gianalfredo Franzoni –. Con i prodromi ci si riferisce a una attività contrattile più vicina al parto, tra la 39ima e la 40ima settimana; il mal di pancia può essere caratterizzato da presenza di contrazioni irregolari che iniziano a modificare il collo dell'utero. Questa situazione può essere quella che precede di 24-48 ore il vero inizio di travaglio. In questa fase la mamma può anche essere rimandata a casa per poi tornare in ospedale solo quando le contrazioni si fanno regolari con intervalli di circa 5 minuti".

Mal di pancia in gravidanza: fattori di rischio

"Quanto più la madre è in forma, tanto più è in sintonia con il suo corpo – aggiunge il medico -:

  • se è riuscita ad aumentare di 9-11kg in tutta la gravidanza,
  • se è riuscita a fare attività fisica e ad avere la muscolatura della colonna che permette all'organismo di non avere dolore alla schiena e all'addome,
  • se la crescita del bambino è regolare, allora le sensazioni fastidiose del mal di pancia si riducono molto.

Coliche addominali, meteorismo e stipsi possono risolversi con farmaci più semplici e anche l'alimentazione può giocare a favore quando è bilanciata, composta di alimenti semplici e con pochi zuccheri privilegiando cibi che non aumentino la fermentazione intestinale. In questi casi sono da evitare i lassativi di contatto e preferire sciroppi con componenti vegetali che aiutino la funzionalità. In caso contrario, invece, quando c'è diarrea e dunque un'alterazione della flora intestinale, i fermenti lattici sono consigliati".

Quando fa male la parte alta della pancia

"Distinguiamo: nel primo trimestre, un dolore riferito alla parte alta della pancia – precisa Franzoni - non è  di pertinenza ostetrica in quanto il fondo dell'utero arriva poco sopra il pube: tutti i dolori riferiti allo stomaco o all'arcata costale, o al fegato o alla colecisti lo escludono.

Andando avanti col decorso della gravidanza, invece si può collegare questo mal di pancia nella parte alta alla situazione uterina.

In particolare nel terzo trimestre, il dolore a livello dello sterno, "a barra",  può essere collegabile anche a una pressione elevata della mamma o al verificarsi di una gestosi e va opportunamente monitorato".

TI POTREBBE INTERESSARE

Leggi articoli su

articoli correlati

ultimi articoli