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Malattia bocca mani piedi in gravidanza

di Angela Bisceglia - 11.06.2020 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
È una malattia tipica dell’infanzia piuttosto banale. Non ci sono certezze sulle sue conseguenze quando viene contratta in gravidanza, ma non è escluso che possa causare problemi al feto. Ecco come comportarsi.

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Che cos'è la malattia bocca mani piedi

La "bocca mani piedi", anche nelle varianti "mani piedi bocca", "mani bocca piedi" e "piedi mani bocca" è una malattia esantematica di origine virale, provocata in genere da virus appartenenti alla famiglia Coxsackie e, tra questi, in particolare al tipo A16. In misura minore, possono essere responsabili anche altri virus come gli enterovirus (in particolare il tipo A71). 

 

Deve il nome al fatto che è tipicamente caratterizzata da una manifestazione cutanea con la comparsa di bollicine acquose piccole e simili a quelle della varicella, localizzate appunto sui palmi delle mani, intorno alla bocca e sulle piante dei piedi. Questo rash cutaneo è in genere preceduto da sintomi aspecifici come febbre (non molto alta, in genere al massimo 38-38,5°C), malessere generale, mal di gola e disturbi gastrointestinali come vomito e diarrea. 

 

I più colpiti sono i bambini. Gli adulti, se colpiti, tendono a manifestare la malattia con sintomi più sfumati - per esempio può mancare il rash cutaneo - che rendono anche difficile diagnosticarla.

Come si trasmette

La bocca mani piedi è una malattia molto contagiosa perché i virus responsabili si trasmettono molto facilmente. Le principali vie di contagio sono tre:

  • via respiratoria, venendo in contatto con le secrezioni respiratorie di un individuo affetto (soprattutto attraverso colpi di tosse e starnuti);
  • via fecale. Poiché le feci contengono il virus, il contatto con materiale fecale può essere contagioso;
  • contatto diretto con individui affetti (tramite baci, abbracci o comunque contatti molto ravvicinati) e con oggetti contaminati. 

Raramente può esserci contagio in ambienti come le piscine, se l'acqua non viene adeguatamente trattata con cloro. 

"Teoricamente possibili ma alquanto rari il passaggio da madre infetta a neonato durante il parto o attraverso l'allattamento" afferma  Alberto Villani, responsabile dell'Unità Operativa di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Il contagio avviene quasi sempre in ambito scolastico e per questo, dopo i primi casi, tutti i genitori vengono allertati dalle insegnanti affinché adottino misure igieniche per limitare la trasmissione.

Come si cura

Non esiste una cura specifica per la malattia bocca mani piedi, che ha comunque un decorso benigno e passa da sé dopo circa 7-10 giorni.

 

Il trattamento consiste semplicemente nella gestione della febbre e del malessere, per esempio con paracetamolo, e nella cura dell'igiene, lavando bene le mani per arginare il diffondersi della malattia. Se le vescicole causano fastidio alla bocca, meglio puntare su una dieta a base di cibi morbidi o semiliquidi, meno irritanti. Per lo stesso motivo, meglio evitare alimenti acidi o piccanti, come la spremuta di arancia.

Che cosa succede se si contrae durante la gravidanza?

"La trasmissione avviene prevalentemente fra bambini, che portano facilmente le mani in bocca senza prima lavarsele, ma il contagio agli adulti non può essere escluso" risponde Villani.

Se si contrae proprio durante la gravidanza si ipotizza che potrebbero esserci conseguenze, di gravità variabile a seconda del periodo della gravidanza. In particolare, si ipotizza che contrarre la malattia nel primo trimestre possa comportare il rischio di aborto e idrope (accumulo di liquidi) fetale, ma bisogna precisare che non è ancora stato dimostrata con certezza l'esistenza di un rapporto causa-effetto tra infezione e danni fetali".

"Prendere l'infezione verso la fine della gravidanza può significare trasmetterla al neonato, che tuttavia in genere la manifesta in forma lieve".

In caso di infezione in gravidanza, questa verrà seguita con maggiore attenzione e con controlli più assidui, sia ecografici sia di laboratorio, allo scopo di monitorare il benessere fetale

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Revisionato da Valentina Murelli

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