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Maternità ai tempi del Coronavirus: suggerimenti per affrontare l'ansia e i timori

di Sara De Giorgi - 12.05.2020 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La gravidanza è, insieme al postparto, una delle fasi più delicate della vita di una donna. Come coniugare, dunque, maternità e ansie dovute al clima poco rassicurante dell'emergenza epidemiologia da Covid-19? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Rosa Maria Quatraro, psicologa psicoterapeuta e specialista in Psicologia clinica, che ha fatto il punto della situazione al riguardo e ci ha dato alcuni importanti consigli per affrontare le sfide della maternità ai tempi del Coronavirus.

Maternità ai tempi del Covid19: sono tanti i dubbi che attanagliano le future mamme in questo periodo, che è difficile per tutti. È vero che si parla di ripartenza, ma la paura legata all'emergenza epidemiologica è ancora presente e le precauzioni sono necessarie. Come coniugare, dunque, maternità e ansie dovute al clima poco rassicurante?

Abbiamo intervistato Rosa Maria Quatraro, psicologa psicoterapeuta e specialista in Psicologia clinica. La dottoressa Quatraro svolge attività clinica, di ricerca e di formazione nell'ambito della psicologia e della psicopatologia perinatale ed è Segretario della Società Marcé Italiana per la Salute Mentale Perinatale, membro di International Marcé Society e Responsabile clinico di Maternità in difficoltà.

Le abbiamo chiesto di darci alcuni suggerimenti sulle sfide che una donna che aspetta un bambino deve affrontare in questo momento storico particolare.

La dottoressa Quatraro è anche curatrice, insieme a Pietro Grussu, dell'edizione italiana del libro, I miei primi 40 giorni da mamma (Erickson Edizioni), scritto da Cheryl R. Zauderer.

Indice:

Maternità e ansie legate al Covid-19: come affrontare questo momento difficile?

«La gravidanza e il postparto costituiscono una fase molto particolare nella vita della donna e della coppia. Si tratta di momenti ricchi di ambivalenze e di contraddizioni nel modo di sentirsi e di vivere le emozioni verso il bambino, se stesse e i propri affetti familiari e amicali.

Chiaramente l'emergenza causata dall'infezione da Covid-19, e le relative conseguenze, sono elementi stressanti, che rischiano di gravare sulla salute emotiva della donna, della coppia e quindi anche dei bambini. Le conseguenze sono e saranno molteplici: prima fra tutte

  • l'isolamento/distanziamento sociale,
  • la percezione del rischio di malattia,
  • le ricadute economico-lavorative,
  • le ricadute nelle dinamiche familiari e di coppia, tra madre e figli, che in questo momento sono a carico completo della donna e, dove possibile, del compagno.

Inoltre, la mia esperienza quotidiana con donne in gravidanza e postparto mi ha fatto vedere in questi ultimi venti anni un cambiamento importante rispetto al modo in cui viene vissuto l'arrivo di un bambino e i significati  attribuiti alla gravidanza, al parto e  al postparto.

Ci si è spostati sempre più, a mio avviso, su una dimensione "prestazionale", dove questi eventi di vita sono diventati traguardi da raggiungere a tutti i costi e nel momento e secondo le modalità che ciascuno ritiene più adeguate. Questo ha portato sempre più a perdere di vista la sacralità della nascita, il senso profondamente trasformativo che questo evento ha nella vita di uomini e donne. Credo che questa situazione che sta costringendo tutti noi ad uno stop forzato, possa essere l'occasione per una maggiore introspezione, per riscoprire ciò che è veramente importante nella propria vita, per andare all'essenziale di ciò che conta per ciascuno di noi con un potenziale beneficio per le generazioni future.

Alla luce di ciò concretamente credo che sia importante che le donne in gravidanza e nel postparto cerchino di focalizzarsi su qui ed ora, cercando di contenere la tentazione di vedere "il bicchiere mezzo vuoto". Comprendo che ciò possa non essere facile dato che viviamo in una società consumistica, che fa del volere sempre qualche cosa di più di ciò che si ha un obiettivo centrale, anche a costo di vivere una vita stressata e caratterizzata dall'ansia di raggiungere sempre traguardi più ambiziosi.

Credo che in questo momento sia invece molto importante cercare di guardare a quel che si è riusciti a costruire, portando avanti il più possibile la propria vita, gli hobby, le abitudini, le relazioni sociali, facendo in modo di adattarle alle regole che momento per momento verranno stabilite. In proposito l'uso della tecnologia ci sta aiutando in maniera rilevante. Ci permette infatti di mantenere una connessione con familiari e amici, e di poter portare avanti alcune attività di gruppo importanti come i corsi di preparazione alla nascita, l'attività fisica, in alcuni casi il lavoro.

Già la gravidanza e il postparto ci mettono in contatto con una dimensione più interna ed intima di noi, il cambiamento di vita che si sta profilando porta con sé una maggiore rilevanza delle relazioni familiari, con il partner che diventa ancora di più la figura principale di sostegno e aiuto alla donna. È  quindi importante che anche i partner siano consapevoli che la loro presenza in termini di supporto emotivo e pratico diventa ancor più centrale in questo momento».

Può capitare di non essere "produttive" in questo periodo. Come evitare i sensi di colpa?

«Il rischio di sentirsi scoraggiate dalla situazione e dalle prospettive incerte è presente in molte donne. Particolarmente sentito è il rischio di non poter tornare alla situazione lavorativa precedente il Covid-19, di essere messe in cassa integrazione o addirittura di perdere il lavoro, o di non poterci tornare data la situazione di chiusura/apertura solo parziale di nidi, materne e scuole. Con i bimbi a casa e talvolta il compagno in smart working, chiaramente la libertà delle donne si restringe e viene limitata.

I sensi di colpa sono la "malattia" delle donne e delle madri, sembra che non riescano a fare a meno di sentirsi responsabili per ogni difficoltà propria e dei propri figli. È invece importante che ciascuna di noi lavori su di sé per poter gestire meglio queste parti di sé colpevolizzanti che spesso non permettono di far emergere adeguatamente il proprio potenziale.

Non siamo responsabili né della situazione né delle sue conseguenze, ma di come gestiamo la nostra vita anche nelle difficoltà, di quello, sì, siamo responsabili, ed è importante rendersene conto e non farsi abbattere». 

In questo periodo particolare c'è il rischio di un calo di autostima?

«Sì, questo rischio c'è. Una gran mole di studi e ricerche, pubblicati sulle più autorevoli riviste scientifiche internazionali, ci dicono che le donne emotivamente fragili sono particolarmente esposte alla depressione e ai disturbi d'ansia sia in gravidanza sia nel postparto. Le donne che hanno avuto precedenti disturbi psicologici o psichiatrici, quelle che vengono da famiglie con genitori con disturbi psichiatrici, le donne che vivono condizioni di marginalità, ma anche di abuso e maltrattamento (e non solo fisico, ma anche psicologico), sono particolarmente a rischio in questa situazione di emergenza collettiva.

Inoltre il supporto sociale in gravidanza e postparto è un fattore protettivo importante. L'impossibilità di potere accedere al supporto emotivo e pratico che la donna credeva di poter avere a disposizione prima del Covid19 rischia di peggiorare la situazione. È evidente che la prospettiva delle conseguenze lavorative ed economiche, ma anche la mancanza di una garanzia di avere a disposizione gli aiuti pratici che permettano di tornare a lavorare dopo la maternità, possono essere elementi da non trascurare. In queste situazioni lo stress a cui le donne sono sottoposte può aumentare e fare da trigger per disturbi emotivi soprattutto per chi già vive altri fattori di stress».

Donne e maternità: suggerimenti per affrontare questo periodo difficile

«Alle donne in gravidanza e che sono nel postparto che si sentono in difficoltà vorrei dare 10 consigli. Ecco quali sono.

  1. Non sovraesponetevi ad immagini e video legati al Coronavirus. Ricordatevi che l'angoscia che suscitano certe immagini e notizie hanno un impatto sul vostro stato emotivo. D'altra parte ottenere informazioni chiare e seguire le raccomandazioni può aiutare a recuperare il controllo sulle circostanze della vostra vita, aumentando la vostra capacità di reagire positivamente, e riducendo l'ansia e l'angoscia che si accompagnano all'incertezza di una situazione in continua evoluzione.
  2. Non interrompete per quanto possibile la vostra routine: in questo momento bisogna ancorarsi a ciò che è certo, noto e prevedibile. Continuate il lavoro e le vostre abitudini laddove possibile, rispettando sempre le indicazioni di sicurezza vigenti. Coltivate i vostri hobby come prima e perché no, più di prima.
  3. Non lasciatevi sovrastare dall'ansia e dallo stress che questi momenti di isolamento e distanziamento sociale possono portare. È importante rimanere nel qui ed ora, pensare al presente, cercando di approfittarne e coglierne anche i lati costruttivi.
  4. Non chiudetevi in voi stesse, condividete le vostre paure e preoccupazioni con qualcuno: con una persona a voi vicina, con altre mamme… se ciò non basta a farvi star meglio non esitate a contattare un professionista della salute psicologica perinatale. Molti sono gli sportelli di aiuto psicologico e supporto dedicati.
  5. Curate la relazione con il vostro partner, concedetevi dei momenti di vicinanza emotiva, qualche piccolo gesto anche in questa situazione insolita (una cena romantica, un bel film…) per mantenere vivo il vostro legame.
  6. Bando al perfezionismo. NON siete superdonne che possono fare tutto e arrivare a tutto. Accettate l'aiuto ed eventualmente procuratevelo magari anche facendo intervenire il vostro compagno.
  7. Concedetevi dei momenti per voi, anche e soprattutto in questa situazione di emergenza, non trascurate l'importanza di chiedere aiuto al vostro partner per poter svolgere qualche attività rilassante. Il vostro bimbo ha bisogno di una mamma rigenerata.
  8. Non preoccupatevi troppo del disordine, quando potete, privilegiate il tempo per il vostro bambino, per voi e per il vostro partner. Date priorità alle relazioni, il resto può attendere!
  9. Se avete sintomi di ansia, pensieri ossessivi che vi tormentano, insonnia, paure persistenti, perdita di appetito, fatica ad affrontare la giornata, e questi sintomi perdurano senza migliorare più di 2/4 settimane non esitate a chiedere aiuto al vostro medico o ad un professionista della salute psicologica (psichiatra o psicoterapeuta).
  10. RICORDATEVI che avere cura del vostro benessere psicofisico vuol dire avere cura anche del vostro bambino».

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