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Mindful eating, strategie di gestione della fame emotiva

di Nostrofiglio Redazione - 28.03.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Praticare un percorso di Mindful eating permette di imparare a gestire la fame emotiva. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Silvia Romeo, Psicologa - Mindful Eating Trainer

Mindful eating: strategie di gestione della fame emotiva

Per sviluppare la saggezza interiore e ascoltare i segnali che il nostro corpo ci comunica, il percorso di Mindful eating spiega e fornisce quali sono le giuste strategie per gestire la fame emotiva. Ma di cosa si tratta? Cos'è la saggezza interiore e cosa si intende per fame emotiva?

Abbiamo intervistato la Dott.ssa Silvia Romeo, CEO e Co-Founder, psicologa, psicodiagnosta e mindful eating trainer di Mindful Beauty Experience, che propone il corso Mindful Eating, strategie di gestione della fame emotiva, un percorso di alimentazione consapevole per ridurre e gestire la fame emotiva e apprendere un modo armonico e equilibrato di relazionarsi con il proprio corpo.

Cos’è un percorso di Mindful Eating?

È un percorso di alimentazione consapevole che insegna a mangiare in maniera sintonizzata con le esigenze del proprio corpo. È un'esperienza nuova che coinvolge totalmente la mente, il corpo e il cuore. Il percorso prevede una serie di esercizi pratici da svolgere quotidianamente, che permettono di dedicare la massima attenzione all'atto del mangiare, eliminando o riducendo al minimo le distrazioni, entrando in sintonia con i sapori, gli odori, la temperatura e la consistenza del cibo.

Attraverso la pratica è possibile sviluppare la piena consapevolezza di cosa ci porta a iniziare o a smettere di mangiare.

Cosa vuol dire alimentazione consapevole?

Alimentarsi in modo consapevole significa sviluppare la saggezza interiore, cioè la capacità di ascoltare i segnali corporei che indicano il livello di fame, di pienezza e di sazietà. È una consapevolezza che permette di capire da dove deriva quella fame e di distinguere la fame fisiologica dalla fame emotiva, che proviene dal cuore e non dallo stomaco. Essere consapevoli mentre mangiamo significa essere sintonizzarsi sulle caratteristiche fisiche del cibo prestando particolare attenzione a tutti i sensi coinvolti: il gusto, la consistenza. la temperatura, l'aroma, il colore e il suono di ogni cibo.

Quando si parla di fame emotiva? Qual è la differenza con la fame fisiologica?

La fame emotiva si distingue dalla fame fisiologica poiché non proviene dallo stomaco ma dal cuore. Si tratta di tutte quelle emozioni che viviamo comunemente e che in alcuni casi, non riuscendo a gestirle, ci portano a rivolgerci al cibo per attenuarle o modularle. Il cibo, così, diventa una forma di gratificazione, di punizione, uno strumento per colmare un vuoto interiore.

Tuttavia, nessun cibo riesce a saziare questo tipo di fame, per soddisfarla è necessario imparare a nutrire il cuore. Sicuramente l'alimentazione consapevole aiuta a trovare una nuova forma di connessione con sé stessi che agevola la vicinanza e l'intimità di cui ha bisogno il nostro cuore.  

Quali sono i segnali di fame che il nostro corpo ci comunica?

Il nostro corpo è in grado di comunicare con noi attraverso dei segnali che riguardano il senso di fame, di pienezza e di sazietà. Questi segnali ci permettono di capire di quale cibo abbiamo bisogno e soprattutto in quali quantità.

Sebbene nasciamo con una capacità innata di essere consapevoli dei segnali provenienti dal nostro stomaco, può accadere che essi vengano confusi con altre sensazioni che afferiscono a questo organo. Quindi non è semplice interpretare e definire la fame che sentiamo perché ci sono diversi tipi di fame che comprendono sensazioni, pensieri ed emozioni nel corpo, nella mente e nel cuore.

In alcuni casi la fame che proviamo non è una fame di cibo ma reagiamo erroneamente a quella sensazione mangiando. Grazie alla mindfulness possiamo distinguere i diversi tipi di fame per imparare a soddisfare ciascun tipo di fame nel modo più appropriato. Ad esempio, quando sentiamo un calo delle energie e le nostre cellule richiedono del carburante per permetterci di rimanere svegli e vigili, allora quella è la fame fisiologica che indica che il corpo ha bisogno di cibo.

A chi si rivolge questo percorso?

Si rivolge a tutti coloro che vogliono instaurare una relazione più serena ed equilibrata con il proprio corpo e con il cibo. Il protocollo della mindful eating è stato utilizzato anche in popolazioni di pazienti con disturbi del comportamento alimentare, ottenendo esiti positivi nella gestione della fame nervosa e delle abbuffate.

Può essere utile in gravidanza e nel post-parto durante l’allattamento?

È particolarmente consigliata durante la gravidanza poiché permette di sviluppare una connessione naturale con il corpo, per poter accogliere i cambiamenti che avvengono durante questo periodo.

Diventa uno strumento d'aiuto per imparare a affrontare con tranquillità e serenità il periodo dell'attesa attraverso la presa di consapevolezza dei segnali che continuamente il corpo ci manda. Prestare attenzione a questi segnali aiuta a capire quale cibo è necessario al corpo per funzionare meglio.

È consigliato continuare a praticare anche dopo il parto e durante l'allattamento poiché la mamma consuma molte energie per produrre il nutrimento per il suo bambino, ascoltare i segnali corporei permette di seguire un'alimentazione bilanciata per avere un apporto di tutti i nutrienti e per evitare di perdere le energie.

Ricerche recenti hanno inoltre dimostrato che la pratica dell'alimentazione consapevole nelle donne in gravidanza è stata collegata ad un migliore controllo glicemico, proprio per la maggiore consapevolezza di sé e del proprio corpo che influenza le scelte alimentari.

In che cosa consiste il percorso e come si articola?

Il percorso consiste in un progressivo sviluppo della consapevolezza alimentare attraverso una serie strutturata di esercizi pratici da svolgere insieme e individualmente ogni giorno. Si articola in dieci incontri settimanali di una o due ore ciascuno, a seconda del percorso selezionato (di gruppo o individuale). Durante gli incontri si apprendono le metodologie necessarie per imparare a prestare attenzione al corpo e al cibo coinvolgendo tutti i sensi.

Come mantenere nel tempo la consapevolezza acquisita?

Intraprendere un percorso di Mindful Eating richiede esercizio costante e continuativo, col tempo il modello viene interiorizzato, si sviluppa la saggezza interiore che agevola la capacità di prestare attenzione ai processi legati al cibo e al proprio corpo. Una volta concluso il percorso è importante continuare a seguire le indicazioni di base, come ad esempio non avere distrazioni durante i pasti, e soprattutto praticare la meditazione per allenare la mente a rimanere concentrata nel momento presente.

L'intervistata

Silvia Romeo è una psicologa clinica, psicodiagnosta e mindful eating trainer. Si occupa principalmente di prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare attraverso la gestione della fame emotiva. Aiuta le persone a comprendere il legame che intercorre tra cibo ed emozioni, in particolare, attraverso il protocollo mindful eating, le guida nello sviluppo di una relazione più equilibrata con il corpo e con il cibo. 

Partecipa attivamente ad eventi e progetti per la prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare, aiutando le persone a sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri stati emotivi durante la nutrizione attraverso la mindfulness.

https://www.mindfulbeautyexperience.it/

Corso Mindful Eating

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