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Monopattino in gravidanza, si può usare?

di Simona Bianchi - 22.06.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Si può andare in monopattino in gravidanza? Quali sono i possibili rischi in caso di caduta? Cosa sapere sul veicolo

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Monopattino in gravidanza

Il monopattino è un veicolo comodo e sembra perfetto per brevi spostamenti in città, in particolare perché si riesce a evitare il traffico e non si ha il problema della ricerca di un parcheggio, possono essere parcheggiati negli appositi spazi o in quelli delle biciclette. Piccolo e pieghevole, può essere portato ovunque facilmente. Ma è possibile usarlo in gravidanza? La verità è che non c'è un reale divieto per le donne incinte sull'andare in monopattino, la cosa a cui prestare attenzione è però la sicurezza e l'alto rischio di caduta. L'Onlit, Osservatorio nazionale liberalizzazione e trasporti, afferma che il monopattino elettrico sia il più pericoloso tra tutti i mezzi, persino della bicicletta. I dati sostengono che su 273 incidenti che vedevano coinvolto un monopattino elettrico, nella maggior parte dei casi (92%) il conducente restava ferito. Per chi aspetta un bambino, quindi, il rischio principale è proprio quello di subire urti e traumi alla pancia.

I rischi del monopattino in gravidanza

I fattori di rischio alla guida di un monopattino elettrico sono molteplici e anche maggiori rispetto all'auto o alla bicicletta. Gli infortuni più comuni per chi guida questo veicolo sono fratture a braccia, gambe e traumi cranici che richiedono l'accesso al Pronto Soccorso. I monopattini all'inizio del 2020 sono stati equiparati alle biciclette. Possono circolare sulle ciclabili in città, ma anche sulle strade urbane dove è previsto il limite di 50 km orari. Il limite di velocità massimo è di 25 km/h. Una caduta a questa velocità potrebbe causare importanti danni, in particolare se si riceve un colpo proprio sulla pancia. I rischi alla guida del mezzo sono dovuti anche alla falsa percezione di controllo del veicolo e alla scarsa attenzione ad alcuni dettagli che possono prevenire incidenti.

La Società Italiana di Traumatologia della Strada, per esempio, segnala come i monopattini spesso circolano anche di sera con la loro presenza segnalata solo da microscopiche lucine posteriori. La maggior parte dei guidatori inoltre è priva di giubbotti catarifrangenti, e spesso viaggia a velocità sostenuta. 

Le regole per limitare il rischio d’incidenti in monopattino

La regolamentazione sull'uso del monopattino non è ancora chiarissima ed è soggetta a costanti modifiche. Alcuni divieti e obblighi sono stati inseriti anche nel nuovo Codice della Strada. Attualmente le regole da seguire sono:

  • Possono viaggiare sulle ciclabili in città e sulle strade urbane dove è previsto il limite di 50 km/h
  • Fuori dalla città possono invece circolare solo sulle piste ciclabili parallele alle strade: il limite è di 25 km/h
  • Nelle aree pedonali il limite non va oltre i 6 km/h
  • Vietato andare su tangenziali, su marciapiedi e attraversamenti pedonali
  • Non possono guidarli i minori di 14 anni
  • Obbligo di usare il casco per i minorenni
  • Devono avere frecce e luci freno
  • Per circolare di notte devono avere luci avanti e dietro
  • Obbligo di giubbino catarinfrangente se si circola di notte
  • Vietato andare in due sul monopattino

I rischi di colpi alla pancia e urti in gravidanza

Soprattutto a gravidanza avanzata, il rischio di urti e cadute aumenta perché con la crescita del pancione il baricentro si sposta in avanti e la donna potrebbe avere meno equilibrio. In generale, il feto è comunque ben protetto dalla pancia e dal liquido amniotico, ma in caso di forti colpi all'addome, si potrebbero verificare delle condizioni di pericolo che necessitano un controllo medico. Colpi, schiacciamenti e traumi di forte entità, a volte, possono minare l'incolumità della mamma e del bambino. In alcuni casi, questo tipo di incidenti può comportare:

  • La formazione di un ematoma placentare da urto o caduta, che potrebbe portare al distacco della placenta
  • La rottura delle acque (con nascita prematura) ossia la rottura delle membrane del sacco amniotico
  • Contrazioni ripetute dell'utero, originate da un colpo o da una caduta accidentale, tali da provocare un aborto o un parto prematuro a seconda dei casi.

In caso di urto alla pancia o alla schiena durante la gravidanza, è sempre consigliabile farsi visitare da una struttura sanitaria perché alle volte i danni alla mamma o al feto possono non presentare sintomi particolari.

Tra i controlli a cui la donna incinta potrebbe essere sottoposta ci sono: visita ostetrica, ecografia, misurazione dei suoi parametri vitali e monitoraggio del battito cardiaco del feto (Tracciato CTG) e al test K-B (Kleihauer-Betke) per il passaggio di sangue transplacentare, dalla madre al feto.

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