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Noce moscata in gravidanza: si può mangiare?

di Simona Bianchi - 19.01.2023 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La noce moscata è molto usata in cucina. Può avere effetti tossici se consumata in grandi quantità. Quali sono i rischi e cosa sapere

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Noce moscata: cos’è e a cosa serve

La noce moscata è una delle spezie più usate in cucina perché il suo caratteristico aroma permette di insaporire le più svariate pietanze, da piatti a base di latte e formaggio, al puré, la selvaggina, le salse e i brodi fino alle verdure e alla pasta. Si ricava dai semi di Myristica fragrans, un albero sempreverde ampiamente coltivato in Indonesia, nelle Antille nella Malesia, nell'isola di Greneda e in varie regioni tropicali. In commercio è possibile trovare sia i semi interi, da grattugiare al momento dell'uso per non disperderne l'aroma, che la polvere, un po' più delicata.

Noce moscata: gli effetti sulla salute

La noce moscata, se consumata a dosi elevate oltre i 2-8 grammi può provocare effetti indesiderati come frebbre, nausea, vomito e notevole eccitazione nervosa, fino a gravi disturbi psichici. Questo sia negli adulti che nei bambini. La causa è che la spezia presenta le monoaminossidasi, ovvero enzimi coinvolti nella degradazione di neurotrasmettitori eccitatori come la serotonina e le prostaglandine, mediatori della risposta infiammatoria. Può inoltre avere effetti allucinogeni per la presenza di due composti attivi: la miristicina e l'elemicina, le cui strutture chimiche sono molto simili a quelle delle amfetamine di sintesi, anche se gli effetti sono più simili a quelli dell'LSD.

Noce moscata in gravidanza

Proprio per i suoi effetti tossici, se utilizzata in grandi dosi, la noce moscata può essere nociva in gravidanza per la neomamma e per il feto. Una quantità eccessiva di questa spezia può provocare convusioni e allucinazioni alla donna incinta.  Alcuni medici consigliano di ridurre davvero al minimo il consumo di noce moscata durante la gestazione, mentre altri ginecologi preferiscono sconsigliarne del tutto l'utilizzo. L'uso della noce moscata è da evitare o ridurre a una volta ogni tanto anche durante l'allattamento.

Noce moscata: i rischi in gravidanza

Il consumo di una grande dose di noce moscata durante la gravidanza può portare:

  • aborto spontaneo, a causa del suo effetto inibitorio sulla produzione di prostaglandine necessarie per completare il processo di nascita
  • difetti alla nascita del feto
  • aumento della frequenza cardiaca e palpitazioni
  • emicranie, nausea e crampi
  • eccessiva sudorazione
  • allucinazioni

L'uso di questa spezia è sconsigliato anche se si sta pianificando una gravidanza perché ridurrebbe la fertilità negli uomini.

Le altre spezie da evitare in gravidanza

Come spiegato dalle dottoresse Marinella Dell'Avanzo e Francesca Albani, specialiste dell'Humanitas San Pio X, in generale durante la gravidanza le spezie possono essere usate, ma senza esagerare nelle quantità. Alcune andrebbero evitate o ridotte al minimo a causa degli effetti indesiderati che potrebbero provocare. Ecco a quali prodotti fare attenzione quando si è incinta, sempre se consumate in grandi quantità. A piccole dosi non sono riscontrati gravi effetti collaterali:

  • Pepe: la piperina contenuta ha un'azione irritante sulle mucose dello stomaco e può provocare bruciori
  • Peperoncino: ha un effetto meno aggressivo del pepe e contiene molte proprietà benefiche, per esempio stimola la circolazione, svolge azioni antibatteriche e antifermentative ed è ricco di vitamina C, ma per chi soffre di emorroidi può produrre bruciori al momento dell'evacuazione
  • Curcuma: ha un effetto anticoagulante che potrebbe indurre sanguinamenti uterini o interferire con l'assunzione di farmaci anticoagulanti. Meglio evitarla anche se si soffre di disturbi gastrici e acidità
  • Prezzemolo: è sconsigliato in gravidanza date le proprietà abortive perché stimola le contrazioni uterine e le emorragie
  • Cannella: in gravidanza può essere aggiunta a cibo e bevande, ma non deve essere consumata nella sua forma pura, ovvero in stecca o polvere. È inoltre sconsigliata l'aromaterapia alla cannella durante la gravidanza perché gli agenti volatili possono causare ansia e movimento attivo del feto
  • Coriandolo: a dosi eccessive può causare disturbi nervosi o gastrointestinali

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