Mamme e ansie

Le ossessioni delle mamme

Di Giulia Foschi
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21 maggio 2020

Le preoccupazione per una neomamma sono inevitabili. Ma bisogna fare attenzione a distinguere tra un pensiero passeggero e un'ossessione insistente, capace di modificare la nostra vita, specialmente in un periodo d'insicurezza diffusa come quello che stiamo vivendo

 

 

Le ossessioni delle mamme

 

Dopo il parto e nei primi anni di vita del bambino, sono mille i pensieri e le preoccupazioni che affollano la mente delle neomamme. Un fatto normale, che assume una dimensione diversa e problematica quando inizia ad incidere sulla vita quotidiana, quando quei pensieri divengono predominanti rispetto a tutto il resto, portando talvolta la madre a comportarsi in modo irrazionale: quando, insomma, i pensieri si trasformano in ossessioni. Vediamo quali sono le più comuni, e quando è opportuno intervenire chiedendo un aiuto, con Ylenia Barone, psichiatra del Servizio di Psicopatologia Perinatale dell'ospedale Humanitas San Pio X di Milano.

 

Il disturbo ossessivo post partum

 

"Il disturbo ossessivo compulsivo è abbastanza comune nella popolazione  - spiega la Dottoressa Barone -, e si verifica nel 2-3% delle donne nel periodo dopo il parto, talvolta associato alla depressione post partum. Le ossessioni sono pensieri, immagini, impulsi che la donna percepisce come estranei, esterni a sé stessa, inappropriati e intrusivi, e che provocano ansia e stress. Ai pensieri possono seguire le compulsioni, azioni ripetitive in risposta ai pensieri stessi che interferiscono con la vita quotidiana, portando la donna a sprecare tempo ed energie. Il confine tra una banale preoccupazione e un disturbo ossessivo compulsivo risiede nella frequenza e nell'intensità del pensiero, nell'ansia che provoca e nei comportamenti che determina. La donna se ne rende conto: spesso se ne vergogna e non sa come gestirlo, teme di non essere una buona madre e accresce così la sua ansietà. In questi casi è necessario chiedere aiuto a uno specialista".

 

 

Le ossessioni più diffuse

 

Il cibo contaminato.

"Una delle ossessioni più frequenti delle mamme riguarda possibili contaminazioni del cibo, dell'acqua, di tutto ciò di cui il bambino si nutre o con cui entra in contatto: questo pensiero ossessivo la porta a disinfettare continuamente cibo e oggetti, a controllare nel dettaglio ogni possibile presenza di sostanze chimiche, a lavare gli alimenti in maniera esagerata, senza comunque sentirsi mai sicura, e a isolare il bambino per impedire che entri in contatto con altre persone che potrebbero toccarlo o baciarlo. La madre vittima di questo pensiero può arrivare a temere di avvelenare il bambino con il suo stesso latte, rinunciando di conseguenza all'allattamento. 

La morte in culla.

"Un altro pensiero ossessivo riguarda la morte in culla: questa idea potrebbe portare la madre a scuotere il bambino, un gesto potenzialmente pericoloso. La madre stessa, quando ne diventa consapevole, cerca di allontanarsi dal bambino o di non restare da sola con lui perché spaventata dalle sue stesse idee e dai gesti violenti che pensa di poter compiere: eviterà così di fargli il bagnetto, oppure nasconderà coltelli e oggetti pericolosi".

 

Cause e conseguenze del disturbo ossessivo nelle neomamme

 

"Ci sono diverse ipotesi sulle cause di questo disturbo: sicuramente la gravidanza è un periodo di alta vulnerabilità nel quale sono implicati diversi fattori biologici, oltre che sociali e culturali, ad esempio gli ormoni (estrogeni, progesterone e ossitocina) oppure la disregolazione del sistema serotoninergico. Infatti è stato visto che la disfunzione della serotonina sia implicata nel disturbo ossessivo compulsivo. Spesso c'è una predisposizione, si sono già verificati episodi in passato, e di frequente si individua in personalità perfezioniste. Le mamme si sentono profondamente in colpa e provano un senso di vergogna estrema: ne risente quindi la relazione con il bambino, che percepisce questo sentimento o che non può vivere con la madre un rapporto intimo e sano perché lei, per timore, lo evita.

La cura per questo disturbo è un percorso di psicoterapia cognitivo-comportamentale, seguito eventualmente da una farmacoterapia, solo se ritenuta necessaria dallo specialista oppure può essere un trattamento combinato farmacologico e psicoterapico". 

 

 

I pensieri ricorrenti e le preoccupazioni dopo i primi anni

 

  • Preoccupazioni 1 – 3: "Anche se il post-partum rappresenta il periodo più delicato, ciò non significa che le preoccupazioni cessino di esistere quando il bambino inizia a crescere. Non c'è una letteratura scientifica che colleghi specifiche ossessioni a diverse fasce di età: chi tende a soffrire di questo disturbo probabilmente potrà sviluppare pensieri ricorrenti legati a diverse situazioni. Ad esempio, tra le paure più diffuse delle mamme di bambini da 1 a 3 anni c'è il timore che possano mettere in bocca gli oggetti, magari sporchi, o peggio che possano soffocare, anche con la pappa
  • Preoccupazioni 3 -6: "Quando il bambino è un po' più grande e inizia a muoversi autonomamente, tra i 3  i 6 anni, una paura frequente è che possa cadere dal letto, dalla finestra o dal terrazzo: naturalmente è giusto fare sempre molta attenzione e non lasciare il bambino da solo, ma senza che questo diventi un pensiero invalidante".

 

Ossessioni delle mamme e covid-19

 

"Chiaramente, un periodo di estrema incertezza e paura come quello che stiamo vivendo non può che amplificare le ossessioni già presenti nelle madri, specialmente quelle legate alla contaminazione, alla ricerca spasmodica e continua di una condizione di perfetto igiene impossibile da raggiungere. Alcune madri potrebbero temere di trasmettere il virus con l'allattamento, anche se negative, e anche se questo non può accadere, complicando ulteriormente la gestione quotidiana del bambino e le relazioni con le altre persone. Anche in questo caso bisogna distinguere tra una comune e lieve ansia e l'insorgenza di un vero e proprio disturbo: anche le persone intorno a loro potranno aiutarle a riconoscerlo".

L'intervistata

Ylenia Barone, psichiatra del Servizio di Psicopatologia Perinatale dell'ospedale Humanitas San Pio X di Milano.