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Pesce spada in gravidanza, si può mangiare sì o no?

di Viola Stellati - 30.12.2022 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Pesce spada in gravidanza sì o no? Abbiamo raccolto per voi gli studi sull'argomento che forniscono una risposta al riguardo

In questo articolo

Pesce spada in gravidanza

Facciamo subito una premessa: la questione del mangiare pesce spada in gravidanza è piuttosto dibattuta. A livello generale, e come riportato dalle Linee guida per una sana alimentazione del Ministero della Salute, il pesce è un alimento ricco di proteine, sali minerali, selenio, zinco e una grande quantità di Omega-3. Caratteristiche nutrizionali che lo rendono indispensabile in gravidanza, purché sia inserito all'interno di una dieta sana ed equilibrata. Tuttavia, l'argomento pesce spada è un po' controverso.

Perché sembrerebbe più opportuno evitare il pesce spada in gravidanza

I cibi in gravidanza servono sia per il sostentamento della mamma, sia per far sì che il feto si sviluppi in maniera sana. In generale, una buona dieta presuppone il consumo di: proteine, quindi carni, pesce, legumi; carboidrati, come cereali, pasta, pane e riso; latte e derivati, ossia i formaggi e frutta e verdura.

Noi donne, durante la gestazione, necessitiamo di proteine in proporzione alle settimane di gravidanza. Bisogno che può essere soddisfatto tramite il consumo di alimenti di origine animale, tra cui il pesce.

Per questo motivo sì, è consigliato il consumo di pesce quando siamo in dolce attesa, ma è necessario stare attenti alla tipologia e alle quantità.

Il pesce spada in gravidanza è uno di quelli che andrebbero evitati perché, secondo gli studi condotti, contiene alte percentuali di mercurio, un metallo tossico che si rivela pericoloso per lo sviluppo neurologico e comportamentale del bambino. Nel pesce spada, il mercurio è particolarmente elevato perché vive a lungo in mare a contatto con questo metallo.

Quale pesce mangiare in gravidanza?

C'è da fare un'ulteriore premessa: il pesce che si può mangiare durante la gestazione deve essere sempre ben cotto. Oltre a questo appena detto, il Ministero della Salute consiglia di inserire nella propria dieta pesci con carni più grasse, perché più ricche di Omega-3, e di piccola taglia.

In poche parole, i pesci consigliati in gravidanza sono:

Tuttavia, sempre secondo quanto dichiarato dal Ministero della Salute, il pesce spada in gravidanza si può mangiare con moderazione: una porzione massima di 100g e non durante la stessa settimana.

L'EFSA, nel 2004 come nel 20225, raccomandava alle donne in età fertile, intenzionate ad avere figli, in stato di gravidanza e in fase di allattamento, nonché ai bambini piccoli, di orientarsi su una vasta gamma di specie di pesce e di non consumare di preferenza grandi predatori come il pesce spada. Un parere ancora valido e che deve essere tenuto in conto nella scelta di quella singola o doppia porzione di pesce a settimana che si considera come un buon contributo a un'alimentazione salutare. Le autorità nazionali per la sicurezza alimentare dei singoli Stati membri propongono, inoltre, raccomandazioni nutrizionali più specifiche.

Quale pesce non si può mangiare in gravidanza

Oltre al pesce spada in gravidanza, in questa delicata fase è meglio eliminarne anche altri in quanto ricchi di mercurio. A consigliare di evitarli sono anche le nuove raccomandazioni che arrivano dalle due agenzie Usa per la salute e l'ambiente, la Food and Drug Administration (Fda) e la U.S. Environmental Protection Agency (Epa).

In generale, si invitano le donne incinte a mangiare almeno da 225 a 335 grammi a settimana di pesce con poco mercurio, per supportare la crescita e lo sviluppo del feto.

Mentre quelli che non si dovrebbero proprio mangiare, sempre secondo gli studi riportati sopra, sono quattro:

  • il tilefish del Golfo del Messico;
  • lo squalo;
  • il pesce spada;
  • lo sgombro reale.

Inoltre, andrebbe limitato il consumo di tonno bianco a 150 grammi a settimana. Se invece si desiderano mangiare pesci catturati in fiumi e laghi del posto, è bene seguire le avvertenze delle autorità locali.

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