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Il ruolo delle vitamine e dei sali minerali in gravidanza

di Laura Diana - 06.04.2022 - Scrivici

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Qual è il ruolo delle vitamine e dei sali minerali in gravidanza? Quali inserire nella dieta, a cosa servono e perché sono indispensabili  per la mamma e il nascituro

Ruolo delle vitamine e sali minerali in gravidanza

Fino a qualche anno fa, quando una donna diceva ai parenti di essere in dolce attesa, scattava la gara tra mamma, zie e nonne nel cucinare le più buone leccornie affinché la futura mamma potesse mangiare cibo e calorie per due.

Oggi sappiamo che la gravidanza crea una speciale richiesta metabolica di nutrienti di alta qualità, per cui le donne in attesa non devono mangiare il doppio, ma qualitativamente meglio. L'alimentazione in gravidanza gioca un ruolo importantissimo: selezionando accuratamente gli alimenti, è possibile ottenere e soddisfare la maggior parte dei livelli di nutrienti richiesti per la salute della mamma e del bimbo che porta in grembo.  I micronutrienti sono vitamine e sali minerali che vengono così definiti perché il nostro organismo ne richiede in piccole quantità e, fatta eccezione per alcuni, non è in grado di sintetizzare, per cui vanno introdotti con la dieta. Seguendo un piano alimentare vario e bilanciato si può garantire un adeguato apporto delle vitamine essenziali per prevenire le malformazioni fetali, il basso peso alla nascita e favorire lo sviluppo del sistema nervoso del feto/neonato. Inoltre, una dieta sana può proteggere la mamma da effetti negativi come l'ipertensione, l'anemia, il rischio di parto prematuro o complicazioni del travaglio. Infine, la corretta assunzione materna di vitamine e sali minerali migliora anche la qualità del latte materno

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Quali nutrienti sono indispensabili in gravidanza?

Durante la gravidanza, c'è un aumentato fabbisogno di alcune vitamine e sali minerali che può essere del 25-50% in relazione allo stato nutrizionale della madre.  I principi nutritivi di cui è necessario soddisfare il fabbisogno sono le vitamine (acido folico, B6, B12, D, A, C) e i sali minerali (ferro, calcio, fosforo). Le crescenti richieste necessarie a garantire il buon esito della gravidanza dipendono sia dall'assunzione dietetica, ma anche da un'adeguata riserva.

Acido folico e folati

Nello specifico, per garantire una gravidanza sana e uno sviluppo fetale ottimale sono necessari:

  • Folati, conosciuti anche come "vitamina B9" o ancora più noti come acido folico. Il loro nome deriva dal latino folia in virtù della loro presenza nei vegetali a foglia verde, come gli spinaci, particolarmente ricchi di questa sostanza. I folati non sono una molecola, ma una famiglia di composti con struttura e attività simile. Più che di acido folico, molecola di sintesi non attiva presente negli integratori vitaminici e negli alimenti fortificati, in realtà, è più corretto parlare di "folati". Questi ultimi si trovano negli alimenti principalmente come 5-metiltetraidrofolato e formiltetraidrofolato, in forma di poliglutammati ridotti. Se viene somministrato acido folico, questo viene assorbito a livello intestinale e veicolato al fegato, dove viene attivato mediante la trasformazione in 5-metiltetraidrofolato (5-MTHF); solo successivamente sarà trasportato in tutti gli organi. Il 5-MTHF viene utilizzato dall'organismo come tale, senza dover subire processi di biotrasformazione, per cui presenta una maggiore rapidità ed efficacia d'azione. Il fabbisogno giornaliero per un adulto sano è di 0,4 mg/die. Durante la gravidanza il fabbisogno giornaliero in folati aumenta per la donna a 0,6 mg/die, dal momento che il feto attinge alle risorse materne per il proprio sviluppo. Durante l'allattamento il fabbisogno giornaliero è di 0,5 mg di folati per ripristinare le perdite che avvengono con il latte materno.

Le linee guida oggi suggeriscono l'utilità di un'integrazione già in fase preconcezionale (1-2 mesi prima della gravidanza). La supplementazione con 5-MTHF assicura una stabilità dei livelli ematici di folati che non può̀ essere assicurata dall'acido folico. Una supplementazione con folato attivo sarebbe preferibile perché direttamente biodisponibile per la gestante e il feto. Questo tipo di integrazione è particolarmente indicata anche per quelle donne che presentano mutazioni del gene MTHFR.

  Questo deficit enzimatico impedisce all'acido folico convenzionale di essere attivato nel folato attivo 5-MTHF. L'acido folico e i folati sono coinvolti nella sintesi di molecole importanti come DNA, RNA. L'aumento dell'assunzione di folati riduce il rischio di difetti del tubo neurale, altre malformazioni e anche, eventualmente, complicazioni della gravidanza.

Altre vitamine indispensabili in gravidanza

  • Vitamina B6: micronutriente importante per la gestante e per il suo bambino perché partecipa al metabolismo energetico di carboidrati, proteine e grassi ed è, indispensabile per lo sviluppo corretto del cervello e del sistema nervoso. Inoltre la vitamina B6 può attenuare la nausea gravidica mattutina. Una sua carenza è associata a preeclampsia, diabete gestazionale e malattie neurologiche dei bambini. Tra il secondo e il terzo trimestre deve essere assunta nella quantità di 1,9 mg.
  • Vitamina B12: indispensabile per madre e feto, tra secondo e terzo trimestre deve essere assunta nella quantità di 2,6 microgrammi; se la dieta è varia e bilanciata non è necessaria alcuna integrazione. Se, invece, la gestante è vegetariana o vegana, allora il regime alimentare da solo non è in grado di coprire il fabbisogno di vitamina B12, per cui è bene integrarla. Un apporto insufficiente può causare una ridotta crescita fetale.
  • Vitamina D: questa vitamina è di fondamentale importanza per la salute delle ossa ma anche per un numero sempre maggiore di altri effetti sulla salute. In gravidanza c'è un aumentato fabbisogno per lo sviluppo scheletrico fetale, ma anche perché il mantenimento dei livelli ottimali di vitamina D e calcio può ridurre i rischi di pre-eclampsia, diabete mellito gestazionale, parto pre termine. Il calcio extra viene ottenuto sia dal riassorbimento osseo materno ma anche dal maggiore assorbimento da fonti alimentari, per cui è richiesto un aumento della vitamina D materna. La sua integrazione durante la gravidanza ottimizza lo stato di vitamina D materno e neonatale. La dose consigliata nel secondo e terzo trimestre è pari a 15 nanogrammi al giorno.
  • Vitamina A: determinante per un corretto accrescimento del feto, e per la crescita dei tessuti materni. Nelle donne in gravidanza è da evitare la supplementazione con vitamina A. Il suo fabbisogno giornaliero può essere soddisfatto con un consumo regolare di frutti di colore giallo e arancione come carote, albicocche e cachi apportano carotenoidi, precursori della vitamina A.
  • Vitamina C: potente antiossidante, coinvolta nelle difese immunitarie e nell'assorbimento del ferro, questa vitamina non può mancare in gravidanza. Un ridotto apporto con la dieta di vitamina C è stato associato a una tendenza verso una maggiore incidenza di pre-eclampsia ed eclampsia.
    Sono necessari 100 mg al giorno. Un'alimentazione ricca di frutta fresca e ortaggi, riesce a coprire i livelli raccomandati.

Il ruolo dei sali minerali in gravidanza

  • Ferro: minerale che riveste un ruolo determinante nelle molecole di emoglobina e mioglobina, il suo fabbisogno aumenta durante la gestazione e raggiunge il picco tra il secondo e il terzo trimestre. Il metabolismo del ferro richiede la compresenza di altre molecole come la vitamina B12, il calcio, il fosforo e l'acido folico. Durante la gravidanza, si può verificare una carenza di ferro insieme a un calo del numero di globuli rossi. La dieta non è in grado di soddisfare da sola il crescente fabbisogno in gravidanza, per cui durante la seconda metà della gravidanza, fase in cui la donna necessita di una quota di 27 mg al giorno, è importante l'integrazione orale di ferro per ridurre il rischio di anemia materna e carenza di ferro.
  • Calcio e fosforo: il calcio è il minerale più abbondante nel corpo e si combina con il fosforo a formare fosfato di calcio nelle ossa e nei denti. Ha funzioni scheletriche e regolatorie. La carenza di calcio in gravidanza è associata a pre-eclampsia e restrizione della crescita intrauterina. La principale fonte di calcio nella dieta è il latte e i suoi derivati. Altre fonti di calcio sono anche le verdure a foglia verde, la frutta e i legumi. L'integrazione può ridurre sia il rischio di basso peso alla nascita e influire positivamente sulla gravità della pre-eclampsia. In particolare nell'ultimo trimestre il fabbisogno giornaliero materno di calcio e di fosforo è pari a 1200 mg.

Vitamine e sali minerali seppur necessari in piccole quantità sono indispensabili per la vita di ognuno di noi e diventano ancora di più preziosi in questo momento della vita di una donna.

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