Home Gravidanza Salute e benessere

Sale iodato in gravidanza

di Sarah Pozzoli - 12.03.2021 - Scrivici

sale-iodato
Fonte: Shutterstock
Una carenza di iodio nei nove mesi può avere un impatto negativo sullo sviluppo neurologico del feto. Per evitare carenze meglio usare il sale iodato

Sale iodato e gravidanza

"Poco sale, ma iodato", questa è la raccomandazione dell'Istituto Superiore di Sanità che spesso si sente ripetere. Se da un lato è ormai noto che un eccesso di sale sia dannoso per la salute, dall'altro dovremmo sempre ricordarci dell'importanza dello iodio, soprattutto per le future mamme.

Lo iodio, contenuto in alcuni alimenti e addizionato al sale da cucina, è un minerale essenziale per lo sviluppo del cervello del feto e in caso di carenza materna il bambino potrebbe presentare dei deficit cognitivi.

Durante la gravidanza il fabbisogno di iodio aumenta del 50% e, poiché i rischi collegati a una carenza di iodio non possono essere sottovalutati, è importante che la donna si impegni a soddisfare il fabbisogno giornaliero di questo minerale, soprattutto grazie all'utilizzo del sale iodato.

In questo articolo

Il sale iodato, un alleato per la salute di mamma e bambino

Non se ne parla ancora abbastanza, ma tutti dovrebbero sapere che un corretto apporto di iodio è essenziale per la salute dell'organismo. Purtroppo, stando i dati emersi dal monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, in Italia se ne assume fin troppo poco.

Il tema della iodoprofilassi era stato già affrontato anche alcuni anni fa al 70° Congresso Italiano di Pediatria, dove era emerso che meno del 23% dei medici consiglia il sale iodato al posto del sale comune agli assistiti e alle gestanti. Un dato non molto incoraggiante, visto che lo iodio, contenuto nel sale iodato, è fondamentale per il giusto funzionamento della tiroide materna e per il corretto sviluppo della tiroide fetale.

Lo iodio, infatti, è un costituente degli ormoni tiroidei e interviene nella formazione e nello sviluppo di vari organi, tra cui il cervello, e apparati, ma non solo. Gli ormoni tiroidei intervengono anche nella regolazione della temperatura corporea, del metabolismo energetico e della mineralizzazione delle ossa.

Se le future mamme non assumono dosi adeguate di iodio possono sviluppare una carenza di questo prezioso minerale, facendo così aumentare il rischio di effetti negativi per la salute del proprio bimbo.

La carenza di iodio durante la gravidanza

Cosa succede quindi se durante la gravidanza non si introducono le giuste quantità di iodio? I rischi possono essere molteplici, ma dipende anche da quanto è grave la carenza di questo minerale.

In generale, sappiamo che una carenza di iodio durante la gravidanza può causare un rallentamento dello sviluppo mentale del nascituro che perdura almeno fino ai dieci anni di vita, come indicato in questo studio di qualche anno fa pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet. I ricercatori hanno infatti analizzato le urine di più di mille future mamme determinando la concentrazione di iodio, e dividendole secondo le indicazioni dell'Oms tra quelle con un valore ottimale, superiore a 150 microgrammi per grammo, e quelle con carenza, sotto questa soglia. I figli delle donne esaminate sono stati sottoposti a un test del quoziente intellettivo a otto anni e di lettura a nove. "I bambini nati da donne con deficienza di iodio - scrivono gli autori - avevano una probabilità significativamente maggiore delle altre di avere punteggi inferiori alla media, e una volta scomposto il gruppo abbiamo verificato che minore era la concentrazione, minori erano i punteggi medi ottenuti dai bambini".

Per essere più precisi, in una ricerca pubblicata sulla rivista Pediatric and Perinatal Epidemiology, si è arrivati a stimare una riduzione media del QI (quoziente intellettivo) di 12-13,5 punti nei bambini la cui madre presentava una carenza di iodio.

Ma i problemi, purtroppo, non finiscono qua. Come indicato nelle Raccomandazioni sulla nutrizione in gravidanza della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia, una carenza di iodio potrebbe causare anche:

  • ipotiroidismo neonatale;
  • cretinismo (deficit di sviluppo mentale e fisico, per fortuna molto raro);
  • gozzo (aumento di volume della tiroide);
  • aumento del rischio di anomalie congenite;
  • ritardo nella crescita.

E in caso di grave carenza, rara nel nostro paese, aumenta anche il rischio di aborto e morte neonatale.

È dunque importantissimo che tutte le donne che aspettano un bambino, o che desiderano averne uno, assumano quotidianamente il giusto quantitativo di iodio. Vediamo nel dettaglio qual è il fabbisogno delle donne durante la gravidanza.

Il fabbisogno di iodio per le future mamme

Durante la gravidanza il fabbisogno di iodio aumenta, passando da 100-150 microgrammi al giorno a circa 200-250 microgrammi. L'aumento è dovuto sia a una perdita renale di iodio legata alla maggiore diuresi, tipica della gravidanza, sia alla necessità di aumentare la sintesi ormonale da parte della tiroide della futura mamma, essenziale per lo sviluppo del feto e della placenta.

La Società Italiana di Nutrizione Umana, così come l'EFSA, raccomanda l'introduzione di 200 μg/die di iodio per tutte le donne in dolce attesa. L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'UNICEF, invece, consigliano l'introduzione di 250 microgrammi al giorno di iodio per evitare una carenza.

Grazie a un'alimentazione varia ed equilibrata che comprenda pesce, latticini e soprattutto il sale iodato, è possibile soddisfare il fabbisogno quotidiano ed evitare l'uso di integratori. A questo proposito, uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet suggerisce alle donne che aspettano un figlio di impegnarsi per raggiungere la quota di iodio indicata attraverso gli alimenti, evitando gli integratori che potrebbero portare a un sovradosaggio.

Sale marino e sale integrale

Come indicato nelle linee guida del CREA, Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria, "il sale iodato non deve essere confuso con il "sale marino" o il "sale integrale" o altri sali poiché il loro contenuto di iodio è trascurabile. Il sale iodato non è un prodotto dietetico destinato a particolari categorie di individui, ma un alimento che deve diventare di uso corrente per tutta la popolazione, raccomandato sia dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che dal Ministero della Salute".

Dove si trova lo iodio e come assumerne a sufficienza

Possiamo trovare lo iodio:

  • nel pesce di mare (meglio ancora il pesce azzurro) e nei crostacei: 100-300 microgrammi di iodio/100 grammi;
  • nelle uova: 8 microgrammi ogni 100 grammi;
  • nei latticini: 15 microgrammi ogni 100 grammi.

Per ottenere un buon apporto di iodio quindi è importante mangiare pesce circa 2/3 volte alla settimana, uova e latticini. Lo iodio si trova anche nei cereali, nella frutta e nella verdura, ma in quantità molto ridotta.

In realtà, però, l'aiuto più consistente per soddisfare il fabbisogno di iodio è dato dal sale iodato e non dagli alimenti in sé. Infatti, anche negli alimenti citati qui sopra, ad eccezione del pesce e dei crostacei, le quantità di iodio sono basse ed è per questo motivo che è molto importante assumere giornalmente il sale iodato. Indicazione su cui l'Istituto Superiore di Sanità insiste da anni. Al supermercato, quindi, la scelta migliore che si possa fare è quella di preferire sempre il sale iodato, un prezioso alleato per la salute del vostro bimbo.

Poco sale, ma iodato

Per rimarcare l'importanza della iodoprofilassi, da più di 15 anni nel nostro paese è stata approvata una legge (Legge n. 55 del 21 marzo 2005) che garantisce che nei punti vendita sia presente sale iodato, distinguibile dagli altri tipi di sale grazie alla presenza di un bollino azzurro.

Le indicazioni sull'utilizzo del sale iodato non sono in contrapposizione con le raccomandazioni dell'OMS sull'importanza di ridurre il consumo di sale (non più di 5 grammi al giorno per gli adulti, 2-3 g nei bambini dopo l'anno di età) per la prevenzione di alcune patologie legate all'eccessivo consumo di sale.

Come evidenziato anche dall'Associazione Italiana Medici Endocrinologi, infatti, ogni grammo di sale arricchito di iodio fornisce 30 microgrammi di iodio in aggiunta a quello già presente negli alimenti. In questo modo è possibile ottenere un apporto adeguato di iodio restando nel limite dei famosi 5 grammi di sale al giorno.

Revisionato da Francesca De Ruvo

TI POTREBBE INTERESSARE

ultimi articoli