Sport terzo trimestre

Sport: che cosa si può fare e che cosa no nel terzo trimestre

sportgravidanza
01 Ottobre 2018
Si può continuare a praticare attività fisica nel terzo trimestre di gravidanza o è prudente evitare? Quali attività sono permesse e quali sconsigliate? E perché? La personal trainer Viviana Ghizzardi ci spiega come comportarci
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Come regola generale, le più autorevoli linee guida internazionali dicono che nel terzo trimestre si possono praticare attività fisiche di tipo aerobico di basso impatto o rilassanti, come stretching, yoga, pilates, attività acquatiche,  mentre è opportuno astenersi dalla pratica di una disciplina sportiva vera e propria.

 

Perché è necessario essere prudenti


- Nel terzo trimestre ci sono importanti modificazioni della postura. La futura mamma ha, negli ultimi mesi, delle modificazioni posturali che determinano un impatto motorio differente e che, per quanto possa essere allenata e avere una buona struttura fisica, potrebbero esporre articolazioni e tendini a possibili traumatismi.

 

- Si è più soggette a traumi articolari. Oltre che per le modificazioni posturali, durante la gravidanza i tessuti tendinei e legamentosi hanno fisiologicamente una maggiore lassità che potrebbe generare instabilità delle articolazioni ed aumentare ulteriormente il rischio di traumi articolari.

 

- Ci si affatica molto più facilmente. Da una parte a causa dell’aumento di peso, che rende tanto più impegnativi i movimenti quanto maggiore è l'aumento ponderale, dall’altra perché la crescita progressiva del bambino determina uno spostamento degli organi interni e comprime il diaframma, che non riesce più a compiere una respirazione ampia e profonda. Ecco perché si prova facilmente una sensazione di fiato corto e si va in affanno molto prima, anche se si è allenate.

- Molti sport espongono a urti e cadute. Mentre si pratica sport può succedere di urtare con una compagna o un'avversaria o di subire una caduta: piccoli incidenti, che sono banali in altri momenti della vita ma possono diventare molto rischiosi quando si porta in grembo un bambino e soprattutto nelle ultime epoche della gravidanza.

 

 

Che cosa si può fare nel terzo trimestre


Molto dipende da quel che si è fatto prima: se la futura mamma è sempre stata una donna estremamente attiva e sportiva, è più plausibile che possa continuare a praticare attività fisica - tra quelle consentite - anche durante tutta la gravidanza, perché il fisico è allenato e preparato e si ha già un rapporto di conoscenza e confidenza con il corpo, che permette di cogliere anche le risposte che il fisico dà a certi movimenti e di adattarli meglio alla propria condizione.  


Le attività ok


- Ok camminare in tutte le sue forme, dalla semplice passeggiata a passo moderato alla camminata a passo veloce o in montagna, se si è allenate e se si evita di strafare. No invece al jogging, che espone a sobbalzi ed aumenta il carico sulle articolazioni

- Ok a tutte le attività acquatiche, come il nuoto o l’acqua gym, perché nell’acqua tutti i movimenti sono più soft e non c’è carico sulla colonna o sulle articolazioni

 

- Ok ad attività di coordinazione, allungamento e rilassamento muscolare, come yoga, pilates, stretching.


- Ok alla ginnastica a corpo libero, anche con l’utilizzo di attrezzi e piccoli pesi, ma è meglio se si fa un piano di allenamento specifico per la propria condizione con un istruttore esperto di attività in gravidanza.

 

Perché fa bene praticare attività fisica anche nel terzo trimestre


O, meglio, perché fa bene continuare a praticare attività fisica anche nel terzo trimestre. Se è vero infatti che le maggiori modificazioni a livello muscolo-scheletrico avvengono negli ultimi mesi, è anche vero che è importante da subito allenare il corpo e renderlo più elastico e pronto alle trasformazioni della gravidanza


- Per prevenire ed alleviare alcuni disturbi della gravidanza
Praticare attività fisica con regolarità, anche se a ritmi moderati, consente di tenere sotto controllo l’aumento di peso, la pressione arteriosa o il tasso di zuccheri nel sangue e di alleviare alcuni disturbi tipici della gravidanza, come i problemi circolatori, il senso di pesantezza e i gonfiori alle gambe  


- Per regalare al bambino una benefica eredità
Secondo alcuni studi preliminari, il figlio di una mamma sportiva erediterebbe geneticamente da lei alcune caratteristiche tipiche degli sportivi, come la resistenza cardiaca e polmonare, la capacità muscolare, la soglia aerobica e tutta una serie di informazioni sul funzionamento del corpo. Se questa ipotesi fosse confermata, dimostrerebbe perché, spesso e volentieri, i figli degli sportivi hanno una  struttura fisica e una capacità di apprendimento motorio diverso rispetto ai coetanei figli di genitori sedentari, che non dipenderebbe più dal solo fatto di assorbire le buone pratiche famigliari.


- Per arrivare più in forma al parto
Praticare attività fisica significa acquisire maggiore conoscenza, consapevolezza e dimestichezza con proprio corpo, imparare un miglior utilizzo della respirazione ed avere una maggiore forza muscolare: in poche parole, significa mettere il fisico nelle condizioni migliori per affrontare un momento impegnativo come il parto.   


- Per avere un più rapido recupero fisico dopo il parto
Con il parto viene improvvisamente meno l’ingombro e il peso del bambino, ma il fisico della mamma ci mette un po’ di tempo prima di riassestarsi e tornare alle condizioni in cui si trovava prima della gravidanza. Un fisico allenato recupera prima e più presto il suo assetto posturale, così come l’efficienza muscolare sarà maggiore se i muscoli hanno continuato a lavorare in modo corretto anche durante l’attesa. Un vantaggio in più in una fase, come quella del post parto, in cui il neonato richiede tutte le nostre attenzioni e la nostra efficienza e, d’altro canto, tempo per dedicarsi al fitness ce n’è ben poco!

 

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