Salute nove mesi

Tachicardia in gravidanza

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20 Luglio 2012
In gravidanza un po’ di tachicardia è normale, specie negli ultimi mesi, quando il cuore deve pompare quantità sempre maggiori di sangue, per provvedere anche al bebè. I motivi ‘fisiologici’ di un battito più veloce possono essere tanti, compresa una certa dose d’ansia. Se però le palpitazioni sono un po’ troppo veloci e creano disagio, meglio fare un controllo.
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Tachicardia in gravidanza: i motivi?

“In gravidanza, un aumento della frequenza cardiaca entro certi limiti può esser considerato fisiologico” spiega Filippo Crea, Professore Ordinario di Cardiologia – Direttore Dipartimento di Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Policlinico A. Gemelli di Roma. “Il cuore infatti deve pompare sangue per due ed il meccanismo più efficiente che ha a disposizione è proprio quello di battere più velocemente. Questo significa che i battiti, da circa 70 al minuto, possono diventare 80-90. È un fenomeno che interessa soprattutto la seconda parte della gravidanza, perché man mano che il bambino cresce aumenta la quantità di nutrimento di cui ha bisogno, ma si può apprezzare, anche se in misura minore, già nei primi mesi, quando il sistema cardiocircolatorio comincia ad organizzarsi per il nuovo compito che l’attende. Si tratta in ogni caso di una ‘tachicardia’ che un organismo sano è perfettamente in grado di gestire e di cui in genere la donna neanche si accorge. Verso il termine della gravidanza, poi, all’aumento di pulsazioni può associarsi anche una maggior sensazione di affanno, dovuta al fatto che il pancione, crescendo, toglie spazio ai polmoni, che si espandono meno bene. Senza considerare che a fine gravidanza la gestante mette su almeno 8-10 chili in più, che già da soli basterebbero ad impegnare il cuore in un lavoro extra”.

Le cause della tachicardia in gravidanza:

  • La tachicardia a volte può dipendere dalla tiroide… Talvolta a causare tachicardia può essere una disfunzione tiroidea, che può manifestarsi per la prima volta proprio in gravidanza, quando la tiroide è particolarmente impegnata nello sviluppo somatico e cerebrale del feto: se infatti quest’organo funziona più del normale – in termini medici si parla di ipertiroidismo - può di riflesso aumentare la frequenza cardiaca. Per sapere se ci sono alterazioni, basta fare un esame del sangue per misurare i valori tiroidei.

  • Altra causa? Carenza di ferro… In gravidanza la tachicardia può essere amplificata da un’anemia, cui è abbastanza frequente andare incontro nei nove mesi, quando cresce il fabbisogno di ferro. Il compito di questo minerale è infatti quello di trasportare ossigeno nel sangue e, se la sua concentrazione diminuisce, ecco che il contenuto di ossigeno circolante si riduce ed il cuore è costretto a ‘fare gli straordinari’ per portare in circolo la quantità di ossigeno di cui mamma e bebè hanno bisogno. Ancora una volta, per sapere se c’è anemia basta un esame del sangue.

  • … o da una pressione un po’ bassa. Infine, un aumento dei battiti cardiaci può esser legato alla pressione bassa, che solitamente caratterizza la prima parte della gravidanza, quando si assiste ad una fisiologica vasodilatazione che può dare cali pressori. È un fenomeno passeggero, destinato a risolversi alla fine del secondo trimestre, quando i valori tornano alla normalità.

  • L'ansia in gravidanza può causare tachicardia. Già, anche l’ansia può giocare brutti scherzi e darci qualche batticuore di troppo, sin dai primi mesi di attesa: tutte le novità che stiamo vivendo, tutte le incognite per il futuro, tutti gli stravolgimenti nelle nostre abitudini di vita quotidiane un po’ d’ansia addosso possono mettercela, senza considerare che quando si è ansiose si diventa anche più sensibili alle percezioni interne, pulsazioni cardiache comprese.

La frequenza cardiaca aumenta. Cosa bisogna fare?

Che fare se si avverte un aumento della frequenza cardiaca? “Nulla, se le ‘palpitazioni’ sono modeste e non danno alcun fastidio” risponde l’esperto. “Se però la donna ‘sente’ il cuore che batte più velocemente, è bene fare qualche controllo, per verificare innanzitutto se la tiroide funziona bene e se c’è carenza di ferro. Se il ginecologo lo ritiene opportuno, si programma una visita cardiologica più eventuali esami strumentali, come un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma o un Holter. In casi meno frequenti infatti potrebbero esserci cause cardiache: ad esempio potrebbe trattarsi di una tachicardia parossistica sopraventricolare, un’aritmia che si manifesta con palpitazioni associate ad una frequenza cardiaca elevata che può superare i 150 battiti al minuto. Oppure potrebbe trattarsi di un’altra aritmia, la fibrillazione atriale, causata da stenosi mitralica. Quest’ultima è una complicanza tardiva della febbre reumatica, ancora presente nelle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo ma che per fortuna è quasi scomparsa nei Paesi occidentali grazie alle cure antibiotiche”.