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Tachicardia in gravidanza

di Angela Bisceglia - 03.10.2021 - Scrivici

tachicardia
Fonte: Shutterstock
In gravidanza un po' di tachicardia è normale, specie negli ultimi mesi. Se però le palpitazioni sono un po' troppo veloci e creano disagio, meglio fare un controllo

Durante la gravidanza il volume del sangue aumenta dal 30 al 50% per fornire al bambino ossigeno e nutrienti, di conseguenza il cuore pompa più sangue ogni minuto e la frequenza cardiaca aumenta. Ecco spiegato perché la tachicardia in gravidanza è un fenomeno che si verifica piuttosto frequentemente, soprattutto nella seconda metà della gestazione. Un aumento della frequenza cardiaca, entro certi limiti, è fisiologico e non costituisce un problema né per la donna, né per il bambino che porta in grembo.

Cosa fare però se le palpitazioni diventano un po' troppo veloci? La parola all'esperto.

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La tachicardia in gravidanza

La tachicardia è l'aumento della frequenza cardiaca oltre i 100 battiti per minuto (bpm). "In gravidanza, un aumento della frequenza cardiaca entro certi limiti può esser considerato fisiologico" spiega Filippo Crea, Professore Ordinario di Cardiologia – Direttore Dipartimento di Dipartimento di Scienze Cardiovascolari Policlinico A. Gemelli di Roma. "Il cuore infatti deve pompare sangue per due ed il meccanismo più efficiente che ha a disposizione è proprio quello di battere più velocemente".

In poche parole, i battiti, che normalmente corrispondono a circa 70 al minuto, durante la gestazione possono raggiungere anche gli 80/90. È un fenomeno che interessa soprattutto la seconda parte della gravidanza, perché man mano che il bambino cresce aumenta la quantità di nutrimento di cui ha bisogno, ma si può apprezzare, anche se in misura minore, già nei primi mesi, quando il sistema cardiocircolatorio comincia ad organizzarsi per il nuovo compito che l'attende. Si tratta in ogni caso di una tachicardia che un organismo sano è perfettamente in grado di gestire e di cui in genere la donna neanche si accorge.

"Verso il termine della gravidanza – continua il Prof. Crea – all'aumento di pulsazioni può associarsi anche una maggior sensazione di affanno, dovuta al fatto che il pancione, crescendo, toglie spazio ai polmoni, che si espandono meno bene. Senza considerare che a fine gravidanza la gestante mette su qualche chiletto in più, che basta a impegnare il cuore in un lavoro extra". 

Le cause della tachicardia in gravidanza

Come dicevamo, entro certi limiti l'aumento della frequenza cardiaca durante la gestazione può essere considerato fisiologico e quindi assolutamente normale. In alcuni casi, però, la tachicardia è un segnale che ci indica che qualcosa non va come dovrebbe. 

L'ansia in gravidanza può causare tachicardia

Già, anche l'ansia può giocare brutti scherzi e darci qualche batticuore di troppo, sin dai primi mesi di attesa: tutte le novità che stiamo vivendo, tutte le incognite per il futuro, tutti gli stravolgimenti nelle nostre abitudini di vita quotidiane, un po' d'ansia addosso possono mettercela. Senza considerare che quando si è ansiose si diventa anche più sensibili alle percezioni interne, pulsazioni cardiache comprese. 

Anemia: la causa principale della tachicardia in gravidanza

In gravidanza la tachicardia può essere amplificata da un'anemia, cui è abbastanza frequente andare incontro nei nove mesi, quando cresce il fabbisogno di ferro. L'anemia si verifica quando il valore dell'emoglobina è inferiore ai 10 g/dl nella donna incinta.

Il compito del ferro è quello di trasportare ossigeno nel sangue e, se la sua concentrazione diminuisce, ecco che il contenuto di ossigeno circolante si riduce e il cuore è costretto a "fare gli straordinari" per portare in circolo la quantità di ossigeno di cui mamma e bambino hanno bisogno. Per sapere se csi tratta di anemia basta un semplicissimo esame del sangue.

A volte può dipendere anche dalla tiroide

Alla base della tachicardia in gravidanza potrebbe anche esserci una disfunzione tiroidea che può manifestarsi per la prima volta proprio in gravidanza quando la tiroide è particolarmente impegnata nello sviluppo somatico e cerebrale del feto. Se la tiroide funziona più del normale – in termini medici si parla di ipertiroidismo - può di riflesso aumentare la frequenza cardiaca. Per sapere se ci sono alterazioni, basta fare un esame del sangue per misurare i valori tiroidei. 

Oppure dalla pressione un po' bassa

Un aumento dei battiti del cuore può esser legato anche alla pressione bassa, che solitamente caratterizza la prima parte della gravidanza, quando si assiste ad una fisiologica vasodilatazione che può dare cali pressori. In questo caso non c'è proprio nulla da temere perché si tratta di un fenomeno passeggero, destinato a risolversi alla fine del secondo trimestre, quando i valori tornano alla normalità.

Altre cause della tachicardia in gravidanza

Infine, tra le altre cause della tachicardia in gravidanza troviamo anche:

  • le malattie cardiache, in questo caso serviranno specifici farmaci che vi consiglierà il medico;
  • l'eccessivo aumento di peso;
  • l'uso di droghe;
  • il distacco della placenta;
  • una gravidanza extrauterina.

I sintomi che si associano alla tachicardia

La tachicardia in gravidanza può associarsi anche ad altri sintomi come:

  • vertigini;
  • senso di svenimento;
  • stanchezza/spossatezza;
  • agitazione;
  • problemi di gonfiore a gambe e piedi.

Cosa fare se la frequenza cardiaca aumenta?

Che fare se si avverte un aumento della frequenza cardiaca? "Nulla, se le palpitazioni sono modeste e non danno alcun fastidio" risponde l'esperto. Nel caso di tachicardia lieve, quindi, la futura mamma deve solo seguire alcuni semplici accorgimenti come assumere un'adeguata quantità di liquidi, riposare a sufficienza e concedersi dei momenti di relax o di meditazione per migliorare il benessere dell'organismo.

"Se però la donna sente il cuore che batte più velocemente, è bene fare qualche controllo, per verificare innanzitutto se la tiroide funziona bene e se c'è carenza di ferro". Inoltre, se il ginecologo lo ritiene opportuno, si programma una visita cardiologica più eventuali esami strumentali, come un elettrocardiogramma, un ecocardiogramma o un Holter.

"In casi meno frequenti – continua il Prof. Crea – potrebbero esserci cause cardiache: ad esempio potrebbe trattarsi di una tachicardia parossistica sopraventricolare, un'aritmia che si manifesta con palpitazioni associate ad una frequenza cardiaca elevata che può superare i 150 battiti al minuto. Oppure potrebbe trattarsi di un'altra aritmia, la fibrillazione atriale, causata da stenosi mitralica. Quest'ultima è una complicanza tardiva della febbre reumatica, ancora presente nelle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo ma che per fortuna è quasi scomparsa nei Paesi occidentali grazie alle cure antibiotiche".

Fonti utilizzate:

Revisionato da Francesca De Ruvo

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