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Terme in gravidanza: quando si può andare e cosa si può fare

Di Valentina Murelli
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06 Settembre 2016 | Aggiornato il 17 Gennaio 2018
Andare alla terme con il pancione può fare decisamente bene: per rilassarsi e contro i disturbi più comuni della gravidanza. Però bisogna farlo con cautela, evitando acque troppo calde o immersioni troppo lunghe. E per certi trattamenti - sauna, bagno turco, stanza del sale, fanghi estetici - meglio aspettare dopo l'arrivo del bebè.

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Le terme: ormai sono diventate sinonimo di rilassamento e distensione, di "momento tutto per sé", anche grazie al moltiplicarsi di pacchetti benessere che possono includere massaggi e trattamenti estetici. Prima di tutto questo, però, sono un luogo di cura, grazie alle proprietà benefiche delle acque termali, utili per disturbi e malattie della pelle, delle vie respiratorie, dell'apparato digestivo, di ossa e articolazioni. E anche per i piccoli disturbi della gravidanza, dalla stitichezza ai problemi digestivi a quelli circolatori.

 

In ogni caso, che si tratti di rilassarsi o di trattare disturbi più o meno seri, le terme in gravidanza non vanno prese troppo alla leggera: perché percorsi e trattamenti siano fatti in tutta sicurezza bisogna seguire qualche semplice precauzione. Vediamo quali potrebbero essere i rischi delle terme in dolce attesa e come prevenirli.

 

Attente al caldo
Che siano raccolte in vasche, piscine o idromassaggi, il punto principale della questione è che tendenzialmente le acque termali sono calde. E troppo caldo in gravidanza potrebbe avere serie conseguenze.

 

In effetti non ci sono molti studi solidi sull'argomento, ma quelli che ci sono suggeriscono che un utilizzo non accorto di bagni caldi - per esempio con temperature troppo elevate o per troppo tempo - nel primo trimestre di gravidanza possa aumentare il rischio di difetti di sviluppo del feto, come difetti del tubo neurale o della parete addominale. Risultati ancora scarni, dunque, ma congruenti con quelli di studi condotti su animali o riferiti a donne che abbiano avuto nel primo trimestre febbri importanti.

 

Non è tutto: "Il caldo ha una forte azione vasodilatatrice, il che provoca una diminuzione della pressione, che a sua volta può portare a svenimenti" spiega Cristiano Crotti, esperto di idrologia medica del Centro di bioclimatologia medica e medicina termale dell'Università di Milano. "Se una donna si trova già in una condizione di bassa pressione (ipotensione), quindi, le terme risultano controindicate". A questo proposito, vale la pena notare che,spesso, durante il primo trimestre di gravidanza la pressione tende a essere più bassa del solito, e questo anche in donne che addirittura più avanti svilupperanno ipertensione.

 

Si può fare, con qualche cautela
Tutto ciò non significa che le terme vadano evitate, ma semplicemente che bisogna andarci prendendo qualche minima precauzione, e magari evitando i trattamenti più "pesanti" (come sauna e bagno turco). Ovviamente, questi consigli generali riguardano le future mamme che stanno vivendo una gravidanza "normale", cioè senza particolari problemi medici. "Se ci sono complicazioni o per qualunque ragione la gravidanza è a rischio, la prima cosa da fare è consultare il proprio medico, che valuterà la situazione e darà consigli specifici, caso per caso" spiega Valentina Pontello, ginecologa libera professionasta, esperta di gravidanze a rischio. Che fare, dunque?

 

1. La prima regola fondamentale è non esporsi a sbalzi di temperatura troppo importanti, che si tratti di acque molto calde o molto fredde. "Secondo uno studio pubblicato alcuni anni fa sul rischio di ipertermia in gravidanza, durante l'immersione in bagni caldi o in acque termali la temperatura corporea non dovrebbe mai superare i 38,9°C, quindi bisogna controllare che l'acqua della vasca non superi i 38°C" sottolinea Crotti. Se lo fa, meglio lasciare perdere.

 

La temperatura dell'acqua, però è solo uno dei parametri da prendere in considerazione, perché quella corporea dipende anche dal fare o meno esercizio fisico, una volta immersi. Dunque, se ci si immerge e si rimane fermi, oppure si fa qualche piccolo movimento, senza affaticarsi troppo, va bene quel limite. Se invece si fa attività fisica vera e propria l'acqua dovrebbe essere a una temperatura ancora più bassa, pari a 35°C, almeno secondo un documento pubblicato nel 2006 dal Royal College of Obstetricians and Gynaecologists inglese.

 

Un buon modo per evitare di surriscaldarsi è quello di stare con almeno le braccia e la parte superiore del torso fuori dall'acqua. E se si comincia a sudare o si avverte qualche minimo disagio, meglio uscire subito.

 

2. Seconda regola: non rimanere in acqua calda per troppo tempo. "Bisognerebbe immergersi per 10-15 minuti al massimo, poi uscire a rilassarsi un po', ed eventualmente tornare a fare un altro bagno dopo 20-30 minuti" consiglia Crotti.

 

3. Terza regola: stare lontane dai getti che riforniscono la vasca di nuova acqua calda, perché in loro corrispondenza la temperatura può essere superiore. E a proposito di getti, che dire delle vasche idromassaggio, che spesso in spa e terme hanno acque un po' meno calde e dunque tendenzialmente più tollerabili? Sono sicure o i getti rappresentano un problema? Anche in questo caso non ci sono studi specifici sull'argomento: "Io consiglierei semplicemente di evitare di esporre l'addome direttamente al getto" afferma Pontello. "In generale, sarebbe opportuno posizionarsi a una distanza sufficiente da sentire il getto come gradevole, ma non troppo energico". 

 

Queste indicazioni riguardano sia il primo trimestre, sia gli altri. "Se si seguono queste regole non dovrebbero esserci rischi particolari" precisa l'esperto. Del resto, molte restrizioni relative alle prime settimane di gravidanza non riguardano rischi reali e documentati: più semplicemente, trattandosi di un momento molto delicato sia per il rischio di aborto sia per quello di malformazioni, si preferisce evitare di mettere in campo situazioni che potrebbero essere chiamate in causa, magari anche senza una reale ragione, se poi dovessero sorgere problemi.

 

Infine, Crotti ricorda che sono indicazioni generali, valide sia per chi va alle terme una volta ogni tanto, giusto per concedersi una pausa rilassante, e chi invece segue veri e propri percorsi terapeutici.

 

 

I benefici delle terme in gravidanza
Ma che vantaggi può dare frequentare le terme in gravidanza, al di là del fatto di passare una giornata rilassante e piacevole? "In alcuni casi, i vantaggi non sono legati alla gravidanza in sé, ma ad altre condizioni che non dipendono dal fatto di aspettare un bambino" spiega Crotti. Per esempio, sappiamo bene come le terapie inalatorie possano essere d'aiuto nel caso di infezioni croniche delle vie respiratorie. "Vale in generale e vale per la donna in gravidanza, che può seguire queste terapie senza problemi".

 

Le acque termali, però, possono dare una mano anche nella cura di alcuni disturbi associati alla gravidanza stessa. "Prendiamo le difficoltà digestive, la stitichezza, la ritenzione idrica, che può causare gonfiore alle gambe: in questi casi può essere d'aiuto la terapia idropinica, cioè il semplice fatto di bere acque termali. Per esempio, un'acqua molto ricca di magnesio tende a migliorare il transito intestinale, con effetti positivi sulla stitichezza" dichiara Crotti.

 

Dovrà essere il medico - il ginecologo se ha anche conoscenze specifiche in questo settore, oppure il medico termale - a consigliare quale acqua termale sia la più adatta da bere.

"Addirittura - prosegue l'esperto - alcuni studi suggeriscono che la terapia idropinica possa migliorare il controllo della glicemia in donne con diabete gestazionale. Ovviamente non va utilizzata da sola, ma nell'ambito di una terapia e di una dieta adeguate impostate dal ginecologo e dal diabetologo".

 

Altri benefici delle terme possono riguardare casi di moderata ipertensione (pressione un po' più alta del normale), perché come abbiamo visto, l'acqua calda ha un effetto vasodilatatore, che tende a far abbassare la pressione. "In generale, migliora la circolazione periferica, attenuando i gonfiori di piedi e gambe", sottolinea Crotti. Che a questo proposito consiglia in particolare i cosiddetti percorsi Kneipp, che prevedono l'alternanza di vasche con getti d'acqua calda (attenzione: deve sempre essere intorno a 38°C!) e d'acqua fredda, in cui si cammina immergendosi in genere solo fino a metà coscia. "Migliorando la circolazione linfatica e sanguigna, questo percorso dovrebbe ridurre anche il rischio di inestetismi legati ai capillari rotti sulle gambe".

 

Infine, ci sarebbe la classica camminata in una piscina termale, per migliorare la postura e attenuare eventuali dolori alla schiena, alleggerendo il peso che grava, con il crescere del pancione, sulla colonna vertebrale. "È un esercizio molto semplice: basta camminare, immerse fino al mento, lungo il bordo della piscina, purché questa non abbia acqua troppo calda" spiega Crotti. "Lo si può fare anche in una piscina normale, ma in quella termale c'è il vantaggio di respirare i gas rilasciati dall'acqua stessa, e che tipicamente in Italia sono gas sulfurei - con azione antinfiammatoria e di liberazione delle vie aeree - e salsobromoiodici, ricchi di calcio che aiuta il rilassamento muscolare e la circolazione periferica".

 

Aspetti un bimbo? Bevi tanto!
Bere acqua è molto importante, soprattutto in gravidanza. "Un buon livello di idratazione, facendo aumentare i liquidi in circolo, fa aumentare anche le resistenze dei vasi sanguigni, e questo migliora la circolazione" spiega Cristiano Crotti, esperto di idrologia medica. Non solo: bere tanto fa fare tanta pipì, il che può essere un disagio ma è anche un grosso vantaggio. "Così le vie urinarie si mantengono più pulite e diminuisce il rischio di infezioni".
Ma quale acqua bere? A meno di patologie particolari non ci sono indicazioni stringenti. Crotti, tuttavia, ricorda che alcune acque oligominerali possono dare una mano ad alleviare certi piccoli fastidi della gravidanza: per esempio acque ricche di magnesio sono indicate per la stitichezza mentre quelle ricche di bicarbonato di calcio lo sono per i bruciori di stomaco.

 

Saune, bagni turchi e fanghi... solo dietro precisa indicazione medica
Alla terme, però, non ci sono solo acque termali. Ci possono essere fanghi terapeutici e trattamenti - terapeutici o di benessere - basati su saune e bagni turchi. E qui la situazione si fa ancora più delicata.

 

Per quanto riguarda i fanghi, sono sicuramente sconsigliati quelli total body, perché interessando l'intero corpo farebbero aumentare troppo la temperatura. "Al massimo, se ci sono particolari indicazioni mediche, si possono fare i cosiddetti fanghi a cassetto, che riguardano una o più parti del corpo - la caviglia, il gomito, il ginocchio - da trattare separatamente" sottolinea Crotti.

 

Da evitare, invece, quelli estetici. "Sia perché tendono a coprire tutto il corpo sia perché spesso fanno uso di sostanze aggiuntive come oli essenziali o estratti fitoterapici, che potrebbero arrivare al feto" precisa Pontello. "D'altra parte, non ha molto senso fare un trattamento snellente a base di fanghi proprio in gravidanza".

 

Anche saune e bagni turchi sarebbero da evitare, perché in questo caso le temperature utilizzate sono davvero elevate. Non a caso, questa è l'indicazione generale fornita dal servizio sanitario inglese, il National Health Service: "Ci sono pochi studi relativi alla sicurezza di sauna o bagno turno in gravidanza, ma sarebbe meglio evitare, perché espongono al rischio di surriscaldamento, disidratazione e svenimento".

 

"Certo - precisa Crotti - in alcune circostanze potrebbero essere utili: per esempio il bagno turco è molto efficace in caso di affezione delle vie respiratorie, ma vale la pena, in gravidanza, valutare prima delle alternative. In ogni caso, andrebbe fatto sempre secondo indicazioni ben precise. Di solito alterniamo sauna e bagno turco fino a quando è il momento di uscire e poi velocemente ce ne andiamo. Niente di più sbagliato: bisognerebbe fare uno solo dei due, per 8-10 minuti, poi fare la doccia, coprirsi con un accappatoio caldo e rimanere a riposo sdraiati per 15-20 minuti. In ogni caso, di sicuro non lo consiglierei come strategia di rilassamento generale: se questo è lo scopo, meglio un bagno nella piscina termale o una doccia emozionale".

 

Stesso discorso per le stanze del sale, per le quali ci sono ancora meno studi a disposizione. "Se si tratta di farlo in modo occasionale probabilmente non succede nulla, ma non ha neppure senso farlo. Di nuovo, meglio la piscina o la doccia emozionale. Per terapie continuate, invece, sarebbe meglio avere un atteggiamento di cautela, perché in caso di disfunzioni della tiroide o di altre ghiandole - magari non conosciute - l'effetto potrebbe essere negativo" conclude Crotti.

 

E i trattamenti estetici? Dipende
Anche per i trattamenti estetici - per esempio massaggi con oli essenziali o creme particolari - bisogna avere qualche cautela. "Il problema sono proprio le sostanze applicate, perché  potrebbero non essere sicure in gravidanza, e specialmente nel primo trimestre, quando si stanno formando gli organi del bambino" sottolinea Pontello. "Di conseguenza, se non sappiamo esattamente di che cosa si tratta e non siamo certe che qualunque cosa sia non abbia effetti sul feto, meglio evitare".

 

Idem per le tisane che spesso vengono servite in molte spa o terme, magari fatte con erbe spontanee del luogo (può succedere in certe strutture di montagna). Chiaramente qualche sorso di tisana bevuto una volta durante la gravidanza difficilmente può causare grossi problemi, ma se l'utilizzo è più abitudinario, meglio andarci piano. "Se non sappiamo con sicurezza cosa c'è dentro, meglio limitarsi all'acqua" conclude Pontello.