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Transaminasi alte in gravidanza: cosa sapere e quali sono i rischi

di Simona Bianchi - 29.02.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Le transaminasi alte in gravidanza possono provocare problemi alla donna in dolce attesa. Come si cura questa condizione e da cosa è provocata

In questo articolo

Transaminasi alte in gravidanza

Le transaminasi alte in gravidanza sono una condizione che capita a molte donne incinte. Nella maggior parte dei casi si tratta di un problema risolvibile soprattutto se vengono rapidamente individuate le cause scatenanti. Come spiega l'ospedale Bambino Gesù, le transaminasi sono un gruppo di enzimi presenti in vari tessuti, coinvolti nel metabolismo degli aminoacidi, appartenenti alla classe delle transferasi e concentrati soprattutto nelle cellule del fegato. Intervengono nella transaminazione, cioè nella trasformazione di un aminoacido in un altro, e riflettono lo stato di salute del fegato, ma possono essere alterate in malattie del cuore e dei muscoli striati dello scheletro. L'esame delle transaminasi è eseguito attraverso un semplice prelievo di sangue. La transaminasi alta è rappresentata dall'aumento di due enzimi contenuti all'interno delle cellule: 

  • AST: aspartato-aminotranferasi (o GOT- glutammico-ossalacetico transaminasi), valori normali inferiori a 50 U/L;
  • ALT: alanino-aminotransferasi (o GPT- glutamico-piruvato transaminasi), valori normali inferiori a 50 U/L.

Le cause delle transaminasi alte

Le cause delle transaminasi alte sono diverse e, generalmente, indicano un problema al fegato o ad o altri organi principali. Le più comuni in gravidanza sono:

  • Epatiti acute
  • Epatiti croniche
  • Epatiti tossiche
  • Problemi alla colecisti
  • Problemi al miocardio (in rari casi, e solo se in precedenza si è avuto un infarto)
  • Problemi di alimentazione sbagliata: in questo caso le transaminasi si alzano quando mangiamo alimenti troppo ricchi di grassi o assumiamo più calorie del dovuto.
  • Attività fisica intensa.
  • Squilibri ormonali causati dalla gestazione.

Avere le transaminasi alte in gravidanza potrebbe quindi essere anche del tutto normale e dovuto agli sbalzi ormonali della gestazione. Prima di preoccuparsi, è necessario consultare il medico che è l'unico a riuscire a capire quale sia il problema e la causa specifica e, di conseguenza, la cura più adeguata.

Come si fa la diagnosi

Di solito si scopre di avere le transaminasi alte tramite un semplice esame del sangue. La diagnosi richiede innanzitutto la ripetizione degli esami di laboratorio per confermare l'alterazione del test; una volta confermato il dato, in relazione al quadro clinico si valuteranno tutte le possibili cause tenendo conto inoltre sia dell'entità sia della durata. Sarà comunque lo specialista di malattie del fegato, l'epatologo, a definire le indagini diagnostiche necessarie, che di solito sono rappresentate da:

  • Esami del sangue e colturali
  • Indagini di imaging (ecografia addominale con doppler dei vasi epatici, colangio-risonanza o tomografia computerizzata dell'addome in casi particolari)
  • Biopsia del fegato (biopsia epatica).

Le malattie collegate alle transaminasi alte

Le principali malattie che potrebbero coinvolgere il fegato in caso di transaminasi alte sono: l'infiammazione acuta del fegato e la colestasi gravidica intraepatica. La prima si manifesta con sintomi specifici come ittero, nausea, vomito e forte dolore addominale. Si tratta di una situazione seria che se non curata, può mettere a repentaglio la salute e la vita della madre e del feto. La colestasi gravidica intraepatica in gravidanza di solito si manifesta nella seconda metà del periodo gestazionale ed è una condizione rara: qualora si manifesti tende a risolversi subito dopo il parto. I sintomi principali sono due: il prurito e l'ittero, oltre che appunto i valori sballati di transaminasi alte.

Come curare e come prevenire le transaminasi alte

Per far tornare le transaminali a livelli normali, il trattamento varia in relazione alla causa identificata. Non sempre è necessaria una terapia specifica e nella maggior parte dei casi si assiste alla risoluzione spontanea, in altri casi è lo specialista a prescrivere la terapia più idonea. Per prevenire o far abbassare le transaminasi, il consiglio è mantenere uno stile di vita sano con una dieta varia ed equilibrata, ovviamente evitando l'alcool e l'uso di droghe.

Ridurre quindi le fritture, i dolci, i grassi di origine animale, i formaggi, le uova, i cibi in scatola o estremamente raffinati. Tutti questi alimenti mettono a dura prova il fegato con conseguente peggioramento della problematica.
Inoltre è necessario evitare l'esposizione a virus dell'epatite e praticare esercizio fisico moderato. Con il giusto trattamento e un approccio di gestione attiva, i livelli di transaminasi possono tornare alla normalità in poche settimane o mesi.

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