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Cos’è il treponema pallidum e cosa provoca in gravidanza

di Simona Bianchi - 04.07.2024 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
Il treponema pallidum è il batterio della terza malattia infettiva a trasmissione sessuale più frequente al mondo. Cosa succede e dove cresce

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Che cos’è il Treponema pallidum

Il Treponema pallidum è il batterio responsabile della sifilide. Come si legge sul sito del Centro Medico Sant'Agostino, questa patologia, a livello mondiale, è la terza infezione a trasmissione sessuale più frequente, dietro alla clamidia e alla gonorrea. Il batterio può essere trasmesso sia attraverso un rapporto sessuale di qualsiasi tipo (vaginale, orale o anale) sia tramite il contatto con sangue infetto. 

Se il Treponema è presente nel corpo di una donna incinta è possibile che il batterio, attraverso la placenta, passi al feto. In questo caso si parla di sifilide prenatale o congenita. La trasmissione può avvenire anche dopo la nascita, per esempio allattando al seno il bebè. In questo caso la patologia viene chiamata sifilide acquisita. La sifilide connatale è invece quando la trasmissione avviene al momento del parto.

Cosa provoca il Treponema pallidum

Il treponema pallidum, come detto, causa la sifilide. I sintomi della patologia variano a seconda dei diversi stadi. Nello stadio primario può comparire un'ulcera sui genitali, sull'ano, in bocca o in gola, e che si presenta come una lesione nodulare, rotondeggiante, dura al tatto, indolente, di colore rosso scuro.

Dopo 2-8 settimane si passa allo stadio secondario con la comparsa sulla pelle di macchie rosate di varia forma, chiamate "roseola sifilitica", che interessano prima il tronco e successivamente gli arti, risparmiando il volto. Sono possibili manifestazioni sistemiche quali febbre, mal di gola, disturbi gastrointestinali, dolori ossei.

Se non trattata l'infezione progredisce verso lo stadio latente che può durare fino a due anni senza sintomi, pur restando malati. Lo stadio tardivo si presenta molti anni dopo il contagio e come spiega l'Iss può interessare qualsiasi organo, le manifestazioni più gravi, che possono causare il decesso, sono quelle a carico dell'apparato cardiovascolare e del sistema nervoso centrale, mentre quelle più lievi interessano la cute.

In questo stadio possono essere interessati anche le ossa, i tendini, lo stomaco, il fegato, la milza e i polmoni.

Treponema pallidum e risposta anticorpale

Per la diagnosi della sifilide si effettuano test sierologici che permettono d'individuare la risposta anticorpale indotta dall'infezione sin dalle prime fasi.

Normalmente questi esami vengono distinti in test treponemici e non treponemici: i primi si basano sulla ricerca degli anticorpi diretti contro antigeni specifici del Treponema pallidum e vengono utilizzati a fini diagnostici, i secondi si basano sulla ricerca di anticorpi prodotti contro sostanze liberate dai tessuti per azione patogena del treponema e servono per valutare l'evoluzione della malattia e la risposta terapeutica.

Il treponema pallidum anticorpi TPHA è tra i treponemici più usati ed evidenzia la presenza degli anticorpi anti-treponema, ovvero gli anticorpi che vengono prodotti contro il batterio della sifilide. Il test si positivizza circa 5 settimane dopo il contagio.

Quanto tempo ci vuole per guarire dalla sifilide

La terapia antibiotica di elezione per il trattamento della sifilide è l'uso della penicillina per via parenterale. Nelle donne in gravidanza affette da sifilide la penicillina si è dimostrata altamente efficace nel prevenire la trasmissione dell'infezione al feto. Oltre al trattamento antibiotico, la persona infetta deve astenersi da qualunque attività sessuale fino alla completa guarigione delle lesioni.

Inoltre, è necessario effettuare test diagnostici e trattamento anche sui partner sessuali del/della paziente. La terapia dura dalle due alle quattro settimane. Dopo il trattamento, i pazienti devono sottoporsi a esami obiettivi e test reaginici eseguiti a 3, 6 e 12 mesi dopo il trattamento e quindi annualmente fino alla scomparsa della reattività o fino a quando non si abbia una riduzione duratura di 4 volte del titolo. Per la neurosifilide, all'esame del liquido cerebrospinale ogni 6 mesi fino alla normalizzazione della conta cellulare.

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