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Tubercoli di Montgomery in gravidanza: cosa sono

di Francesca Demirgian - 01.07.2021 - Scrivici

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Fonte: shutterstock
Cosa sono i Tubercoli di Montgomery perché si presentano in gravidanza e a cosa servono. Tutto quello che c'è da sapere in questa guida

Tubercoli di Montgomery

I Tubercoli di Montgomery sono quei rilievi cutanei che la donna nota sull'areola del capezzolo quando inizia una gravidanza. Lo sappiamo: già nelle prime settimane di gestazione, il seno aumenta il suo volume, i capezzoli cambiano colore, possono fare male e per di più si caratterizzano di queste piccole protuberanze. Ma cosa sono? Perché si chiamano così e qual è la loro importanza durante e dopo la gravidanza?

I Tubercoli di Montgomery, in effetti, sono fondamentali per la mamma e per il bambino, scopriamo il perché in questa guida.

In questo articolo

Tubercoli di Montgomery: cosa sono

I tubercoli di Montgomery si manifestano, come già anticipato, come delle protuberanze piccole che compaiono nella zona areolare. Si tratta di ghiandole sebacee (ossia deputate alla produzione di sebo) la cui principale funzione è quella di allontanare i germi dal seno, di lubrificarlo e di rendere sicuro l'allattamento.

In alcuni casi i tubercoli hanno lo stesso aspetto di piccoli brufoli o punti di grasso oppure possono somigliare al fenomeno della "pelle d'oca". Si trovano tutti sull'areola che, tra l'altro, in gravidanza cambia colore divenendo più scura.

Il numero dei tubercoli varia a seconda del numero di ghiandole di Montgomery. Alcune donne ne hanno di più, altre di meno ma è del tutto normale. Non sono fastidiosi, né dolorosi ed è importante prendersene cura tenendo la zona sempre asciutta e pulita.

Oltre che in fase di gravidanza, i tubercoli di Montgomery possono presentarsi nella pubertà o in caso di eccesso di stress, svalzi ormonali, utilizzo di determinati farmaci, tumore al seno, utilizzo frequente di reggiseno troppo stretto.

Perché si chiamano Tubercoli di Montgomery

I tubercoli di Montgomery, così come le ghiandole di Montgomery, si chiamano così per il medico che per primo ne parlò nel lontano 1837. Si tratta di William Fetherstone Montgomery (1797-1859), un ostetrico irlandese.

Fu il primo a descriverli e a definirne la funzione.

Tubercoli di Montgomery e gravidanza

Dopo il concepimento il seno della donna inizia a cambiare. E' proprio questo uno dei sintomi che indicano - anche prima del test di gravidanza - l'inizio della gestazione. Secondo l'American Pregnancy Association (APA), infatti, i cambiamenti al seno della gravidanza possono comparire già una o due settimane dopo il concepimento.

Le future mamma notano gonfiore al seno, senso di tensione, talvolta dolore, avvertono un seno più pieno e pesante, i capezzoli iniziano a scurirsi e - appunto - possono comparire i Tubercoli di Montgomery.

Soprattutto quelle donne che sono alla prima gravidanza, potrebbero rimanere sorprese dal fenomeno, non solo, soprattutto nei mesi caldi le piccole protuberanze potrebbero dare una sensazione di secchezza e prurito. Per questo si consiglia di idratare spesso il seno e di tenerlo pulito.

Secondo le statistiche più recenti, i tubercoli di Montgomery interesserebbero circa 3-5 donne incinte ogni 10 (circa il 30-50% delle gestanti). Si tratta dunque di un sintomo che non deve allarmare se compare ma che potrebbe anche non manifestarsi.

Cause della comparsa dei Tubercoli di Montgomery

Sintetizzando, dunque, possiamo dire che i tubercoli di Montgomery sono il risultato dell'ingrossamento delle ghiandole di Montgomery. A causare la loro comparsa sono i cambiamenti ormonali che interessano la donna nello specifico in alcune fasi della vita:

  • pubertà
  • gravidanza
  • prima e dopo le mestruazioni
  • in caso di aumento repentino di peso
  • in caso di sbalzi ormonali di vario tipo

Tubercoli di Montgomery e allattamento

I Tubercoli di Montogomery sono importantissimi in fase di allattamento poiché proteggono e inumidiscono i capezzoli e tengono lontani germi e infezioni.

Potremo dire, in altre parole, che queste piccole protuberanze rendono sicuro l'allattamento per il neonato e il loro ruolo, dunque, è più importante di quanto si creda.

Anche nel corso dell'allattamento - come in gravidanza -  è bene che la donna si prenda cura dei tubercoli lavandoli non con sapone o oli, ma semplicemente con acqua.

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