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Vaccinazione anti Covid-19 in gravidanza: «Non è controindicata»

di Sara De Giorgi - 05.08.2021 - Scrivici

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Fonte: Shutterstock
La nuova circolare del Ministero della Salute afferma che può essere rilasciato, in alternativa al "green pass", alla donna incinta un certificato di esenzione temporanea dal vaccino valido per l'accesso a servizi e attività. Dichiara inoltre che la vaccinazione anti Covid-19 in gravidanza non è controindicata.
Il "green pass" sarà disponibile anche per le donne in gravidanza che, dopo valutazione medica, decidono di rimandare la vaccinazione contro il Covid-19. 
 
Lo ha stabilito la recente circolare del Ministero della Salute, nella quale è scritto che «certificazioni di esenzione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 potranno essere rilasciate in formato cartaceo e potranno avere una validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni; la durata di validità, sulla base delle valutazioni cliniche relative, verrà aggiornata quando sarà avviato il sistema nazionale per l'emissione digitale delle stesse al fine di consentirne la verifica digitale».
 
Temporaneamente e fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni, sul territorio nazionale sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali. 
 
Il Ministero della Salute ha anche affermato che la vaccinazione non è controindicata in gravidanza. In generale, restano valide le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità, che prevedono l'offerta vaccinale per le donne incinte subordinata a una valutazione individuale del profilo rischio/beneficio, facilitata da un colloquio informativo con i professionisti sanitari. 

In questo articolo

Certificazioni di esenzione alla vaccinazione contro il Covid-19

Le certificazioni di esenzione dalla vaccinazione contro il Covid-19 saranno dispensate al fine di consentire l'accesso ai servizi e alle attività ai soggetti che per condizione medica (tra cui anche donne in gravidanza) non possono ricevere o completare la vaccinazione per ottenere una certificazione verde COVID-19.

Infatti, come riporta la circolare del Ministero della Salute, la certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 viene rilasciata nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea.

Nella circolare è specificato anche che: «Le persone che ottengono una esenzione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2 devono essere adeguatamente informate sulla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come: usare le mascherine, distanziarsi dalle persone non conviventi, lavare le mani, evitare assembramenti in particolare in locali chiusi, rispettare le condizioni previste per i luoghi di lavoro e per i mezzi di trasporto».

Si fa presente che, fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni, le certificazioni potranno essere rilasciate direttamente dai medici vaccinatori dei Servizi vaccinali delle Aziende ed Enti dei Servizi Sanitari Regionali o dai Medici di Medicina Generale o Pediatri di Libera Scelta.

Vaccinazione non controindicata in gravidanza

In particolare, la circolare del 4 agosto 2021 del Ministero della Salute, però, afferma che la vaccinazione anti-SARS-CoV-2 non è controindicata in gravidanza.

Inoltre, secondo il Ministero della Salute, l'allattamento non è una controindicazione alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2.

Valide le linee guida dell'Istituto Superiore della Sanità

Ricordiamo le indicazioni dell'Istituto Superiore di Sanità al 31 gennaio 2021, che restano ad oggi valide:

  • «Le donne in gravidanza e allattamento non sono state incluse nei trial di valutazione dei vaccini Pfizer-BioNtech mRNA (Comirnaty), Moderna e AstraZeneca per cui non disponiamo di dati di sicurezza ed efficacia relativi a queste persone.
  • Gli studi condotti finora non hanno evidenziato né suggerito meccanismi biologici che possano associare i vaccini a mRNA ad effetti avversi in gravidanza e le evidenze di laboratorio su animali suggeriscono l'assenza di rischio da vaccinazione.
  • Al momento le donne in gravidanza e allattamento non sono un target prioritario dell'offerta di vaccinazione contro il COVID-19 che, ad oggi, non è raccomandata di routine per queste persone.
  • Dai dati dello studio ItOSS - relativi alla prima ondata pandemica in Italia - emerge che le donne in gravidanza presentano un rischio basso di gravi esiti materni e perinatali e che le comorbilità pregresse (ipertensione, obesità) e la cittadinanza non italiana sono significativamente associate a un maggior rischio di complicanze gravi da COVID-19.
  • La vaccinazione dovrebbe essere presa in considerazione per le donne in gravidanza che sono ad alto rischio di complicazioni gravi da COVID19, le donne in queste condizioni devono valutare, con i sanitari che le assistono, i potenziali benefici e rischi e la scelta deve essere fatta caso per caso.
  • Se una donna vaccinata scopre di essere in gravidanza subito dopo la vaccinazione, non c'è evidenza in favore dell'interruzione della gravidanza.
  • Se una donna scopre di essere in gravidanza tra la prima e la seconda dose del vaccino può rimandare la seconda dose dopo la conclusione della gravidanza, eccezion fatta per i soggetti ad altro rischio.
  • le donne che allattano possono essere incluse nell'offerta vaccinale senza necessità di interrompere l'allattamento».

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