Salute in gravidanza

Vaccinazioni prima di diventare mamma

Di Grazia Garlando
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16 Settembre 2009
L'80% delle donne è informata sulle malattie infettive e i rischi durante la gestazione. Ma soltanto il 50% ha fatto il vaccino prima di intraprendere la gravidanza. Emerge da un'indagine condotta da Elma Research per Onda (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) e presentata a inizio settembre. Come comportarsi? I consigli degli specialisti.
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PREVENIRE E' SEMPRE MEGLIO CHE CURARE

“È opportuno che le donne conoscano preventivamente alla gravidanza il proprio stato immunologico - spiega Alessandra Kustermann, responsabile del Servizio di Diagnosi prenatale e del Centro soccorso violenza sessuale all’Ospedale Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano, nel corso di una conferenza a Milano che si è tenuta i primi di settembre * – eseguendo screening per le malattie infettive quali citomegalovirus, rosolia e toxoplasmosi in modo da evitare di concepire proprio mentre una di queste infezioni, rischiose durante la gestazione, è in corso.

Oltretutto nel caso della rosolia, la più pericolosa, se la donna non è già protetta da anticorpi, può eseguire la vaccinazione e intraprendere la gravidanza solo in un successivo momento. Il medico di base dovrebbe consigliare il vaccino a tutte le donne in età fertile insieme a quello per l’epatite B. Per altre infezioni come il citomegalovirus, invece, purtroppo, anche se sarebbe utile, il vaccino non è ancora disponibile. Ha un senso, infine, anche effettuare lo screening per sifilide e HIV, perché questo modifica la condotta ostetrica”.

QUALI SONO I RISCHI DELLE MALATTIE INFETTIVE

"I rischi dipendono dal tipo di infezione e dall’epoca gestazionale in cui questa viene contratta - spiega Kustermann -. Quelli che preoccupano di più le donne sono sicuramente i rischi teratogeni, che sono tuttavia spesso molto contenuti. La toxoplasmosi e la rosolia, per esempio, hanno conseguenze molto più gravi se vengono contratte all’inizio della gravidanza, periodo in cui, però, l’infezione viene trasmessa al feto in una percentuale più bassa di casi rispetto alle fasi più avanzate. Infezioni da considerarsi gravi in gravidanza, come la rosolia, possono provocare al feto malformazioni a molteplici organi anche vitali come il cuore".

"Infezioni, invece, come la varicella passano la placenta e provocano malformazioni (per esempio agli arti) in una percentuale di casi molto bassa, quasi trascurabile. Il citomegalovirus, invece, è un virus che passa la placenta piuttosto spesso (40%), ma provoca danni al feto in una percentuale di casi molto bassa anche se i danni possono essere, per una piccola quota di feti contagiati, molto gravi. Per altre infezioni, infine, come il parvovirus B, il rischio non è quello di avere un feto malformato, anche se è una condizione da monitorare con attenzione, ma può comportare (in una percentuale di casi modesta) un’anemia fetale che va riconosciuta in tempo utile per poter attuare delle terapie (trasfusioni intrauterine) che possono essere fondamentali per la sopravvivenza fetale".

SI' AL VACCINO CONTRO L'INFLUENZA A

“Il mio consiglio, soprattutto alle donne in gravidanza, è vaccinarsi contro l'ormai nota influenza AHINI, che tutti chiamano impropriamente “febbre suina”, anche perchè si tratta di un vaccino efficace e sicuro”: così suggerisce il prof. Giorgio Bartolozzi, docente di Pediatria all’Università di Firenze e membro della Commissione Nazionale Vaccini. Decisione presa anche dal Ministero stesso nei confronti delle categorie a rischio come appunto le future mamme, oltre a quelle cosiddette “essenziali” come pompieri, polizia e addetti alla sanità, e a bambini e adolescenti sani dai 2 ai 26 anni. L'ipotesi è quella di procedere tra gennaio e febbraio.

*La conferenza "Vaccinazione: cosa deve sapere una donna prima di diventare madre" si è tenuta il 3 settembre ed è stata organizzata da Onda in collaborazione con l'assessorato alla salute del comune di Milano. (Osservatorio nazionale sulla salute della donna),

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