Vita di coppia

Sesso e intimità in gravidanza

Di Valentina Murelli
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9 marzo 2020

Cosa può cambiare nella vita sessuale della coppia con l'arrivo di una gravidanza, come affrontare i cambiamenti, come proteggere l'intimità tra i partner. In più: i casi in cui è meglio evitare

È del tutto normale che l'arrivo di una gravidanza, con il suo inevitabile cambiamento di prospettiva, gli sconvolgimenti ormonali e corporei, le eventuali preoccupazioni per la sicurezza del bambino, possa modificare temporaneamente la relazione di coppia, almeno sui piani dell'intimità e della sessualità. Come affrontare, dunque, il sesso in gravidanza? Come proteggere erotismo e intimità della coppia nel momento in cui si comincia a proiettarsi verso un futuro tutto nuovo? Ne abbiamo parlato in diretta social con la ginecologa e sessuologa Chiara Gregori. Ecco tutte le sue risposte alle nostre e vostre domande.

 

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Come cambia la sessualità della coppia con l'arrivo di una gravidanza

 

Dalla coppia alla famiglia

Se la gravidanza è cercata, appena ne arriva la conferma con il famoso test positivo l'attenzione della coppia si sposta subito su un piano di progettualità spiega la ginecologa e sessuologa Chiara Gregori. Si comincia a immaginare come saranno i mesi successivi e, soprattutto, come sarà la nuova vita a tre. Questo è del tutto normale, ma rischia di diventare problematico se il piano di progettualità ingloba tutte le altre dimensioni della vita di coppia.

 

"Immaginiamo la vita di coppia come un tavolino a tre gambe, che sono erotismo, progettualità e intimità" suggerisce la specialista. "Il tavolino sta in equilibrio se le tre gambe hanno la stessa altezza, altrimenti si sbilancia. È inevitabile un certo sbilanciamento sulla progettualità quando arriva tra le mani un test di gravidanza positivo, ma se c'è la volontà di tenere il tavolino in equilibrio, lavorando con intenzione sulle altre due 'gambe', la coppia rimane bella solida anche dal punto di vista sessuale".

 

Erotismo non è intimità

"A volte si confondono le cose, ma intimità non è erotismo, è piuttosto la familiarità, il sentirsi a proprio agio con il partner" spiega Gregori. Sottolineando che spesso si dà molta importanza alla familiarità ma che questo non è necessariamente un bene per la vita erotica. "Dirsi sempre tutto, essere completamente spontanei, non metterci intenzionalità nella cura di sé sono atteggiamenti che possono interferire con l'erotismo, portando a relazioni di tipo più fraterno che amoroso".

 

 

Tutti i fattori che possono interferire con la vita sessuale della coppia

 

Quando si scopre di aspettare un bambino, per molte coppie l'aspettativa più frequente è che il suo arrivo unirà la coppia stessa in modo inscindibile. Che, insomma, tutto andrà per forza bene. In realtà insieme a quell'esserino meraviglioso che è il bambino arrivano, fin dalla gravidanza, tante piccole o grandi interferenze che possono minare quello che Chiara Gregori definisce il cardine della sessualità di coppia che è l'aspetto ludico, giocoso. Vediamo quali sono questi fattori.

 

Sbilanciamento verso la progettualità

Come abbiamo già visto, l'euforia per il test positivo e lo sbilanciamento verso la dimensione progettuale della vita insieme possono ostacolare gli aspetti intimi ed erotici della vita di coppia.

 

Aspetti fisici e psicologici

Cambiamenti ormonali

Nel primo trimestre di gravidanza, i cambiamenti ormonali vissuti dalla donna possono portare a un calo del desiderio. Anche nausee, sonnolenza, ipersensibilità agli odori e forte tensione mammaria (che può rendere doloroso anche il semplice sfioramento del seno) possono remare contro il desiderio di attività sessuale.

 

Visite ginecologiche

"Anche le visite ginecologiche in presenza del partner, che in genere fino a questo momento è sempre rimasto fuori dallo studio del ginecologo, possono rappresentare un'interferenza all'intimità della coppia" sottolinea Gregori. "All'improvviso, il partner si trova a sentir parlare di nausee e problemi intestinali e si trova di fronte alla donna messa in posizione ginecologica, con qualcuno che si mette a 'trafficare' proprio lì. Può essere un piccolo shock".

Preoccupazioni per il proprio aspetto e la sicurezza del bambino

Nel terzo trimestre, invece, l'attività sessuale può essere frenata dal fatto che la donna si sente meno attraente ed impacciata o dalla preoccupazione – spesso anche maschile – di far male al bambino.

 

Come proteggere la vita sessuale della coppia in gravidanza

 

Prima di tutto l'intenzione

"In genere si da tantissima importanza alla spontaneità: molte coppie che vedo lamentano appunto che il sesso non venga più spontaneo come 'prima', ma in campo sessuale la spontaneità non è così fondamentale. Non possiamo pretendere che resti per sempre quel batticuore, quella voglia di 'saltare addosso' del primo anno o dei primissimi anni" afferma Gregori. "Quello che è importante invece è proteggere l'intenzione, avere voglia di continuare a nutrire la sessualità, nonostante le interferenze. Questo può portare a momenti intensi e meravigliosi quanto quelli dei primi incontri".

 

Viva la flessibilità

Se per Gregori "intenzionalità" è il primo cardine per proteggere la vita di coppia in gravidanza (ma in generale durante tutto l'arco di vita della coppia), "flessibilità" è il secondo. "Più la coppia riesce ad adattarsi alle condizioni che cambiano, meglio è". Per esempio, se ci sono controindicazioni alla penetrazione, questo non significa che non si possa comunque avere una vita sessuale appagante.

 

"Spesso ci si appiattisce sull'idea che 'sesso uguale a penetrazione', ma non è così. Il sesso è piacere fisico dato e ricevuto e questo può accadere in tanti modi diversi, oltre alla penetrazione. Ecco allora che una controindicazione può diventare occasione per ricordarsi di questo aspetto e metterlo in pratica".

 

Intimità, ma fino a un certo punto

Un altro consiglio di Gregori riguarda l'intimità, che come abbiamo visto potrebbe rappresentare un ostacolo all'erotismo. "Non bisogna pensare che condividere sempre tutto sia per forza sinonimo di solidità della coppia. Per esempio, durante la visita ginecologica non è 'obbligatorio' che il partner sia presente in prima fila... Può anche stare fuori in quel momento, se lui o la donna lo preferiscono, o può mettersi in una posizione più defilata".

Papà in sala parto, oppure no?

Secondo Chiara Gregori, l'esperienza della sala parto non deve essere condivisa per forza. "Dipende dal desiderio di entrambi, da come viene vissuta la possibilità non solo dalla coppia in quanto tale, ma da ciascun componente della coppia. Non dobbiamo mai fare l'errore di ritenerci due dolci metà: dobbiamo sempre cercare di essere due dolci interi, in cui ciascuno possa sentirsi livero di esprimere il proprio sentire senza temere il giudizio dell'altro".

 

Dunque, se il papà e la mamma lo desiderano, via libera al papà in sala parto, magari con qualche accortezza da parte del personale, che per esempio si potrebbe preoccupare di tenere il partner alle spalle della donna. Altrimenti si può tranquillamente evitare. 

 

Difficoltà temporanee

Di fronte ad alcune interferenze – le nausee, la sonnolenza, certe preoccupazioni – può anche valere la pena riflettere sul fatto che sono temporanee e si risolveranno da sole nel giro di qualche settimana (o poco più).

 

Ascoltarsi, parlarsi, non forzarsi

Il caso di Clio

Prendiamo un caso particolare, quello di mamma Clio che a cinque mesi di gravidanza ha un blocco psicologico nei confronti dei rapporti con il marito: non riesce ad averne perché ha paura che possano far male al bambino, anche se la ginecologa ha assicurato che non è così.

 

"Ecco: se c'è un blocco, un rifiuto, la prima cosa da fare non è cercare la ricetta rapida per superarlo, ma al contrario fermarsi ad ascoltarlo, perché può raccontare qualcosa di importante sulla propria storia e sul proprio vissuto. Poi parlarne insieme al partner, eventualmente con il supporto di uno specialista, se dovesse servire. Fondamentale, invece, è non forzarsi a fare cose che non si desiderano, né costringere il partner a fare cose che non desidera. Ricordando sempre l'importanza della flessibilità".

Cosa sente il bambino?

Alcune mamme e alcuni papà sono preoccupati che il bambino possa 'sentire' quello che accade durante un atto sessuale. E' davvero così? "In realtà quello che sente il bambino è il benessere - o malessere - della mamma, non certo l'atto in sé" spiega Gregori. "Se la mamma sta bene, allora va tutto bene. Nel caso del papà, però, quello che può succedere è una certa difficoltà a integrare dentro di sé l'immagine di un sé attivo sessualmente e di un sé tenero futuro padre. Questo non significa che non si possa far nulla per favorire questa integrazione: il primo passo, come sempre, è parlarne insieme". 

 

 

Sesso in gravidanza, come farlo in sicurezza

 

In generale fa bene alla gravidanza

"Se non ci sono particolari controindicazioni mediche, il sesso fa bene alla gravidanza" dichiara Chiara Gregori. "Aiuta a rinforzare il pavimento pelvico e le piccole contrazioni uterine che si verificano durante l'orgasmo non sono assolutamente pericolose. Anzi, aiutano l'utero a prepararsi al momento del parto".

 

È vero che negli ultimi mesi è meglio evitare i rapporti, perché lo sperma potrebbe stimolare le contrazioni?

"No, in generale non ci sono indicazioni in questo senso" precisa la specialista. "È vero che le prostaglandine contenute nel liquido spermatico possono stimolare piccole contrazioni, ma parliamo appunto di contrazioni di lieve entità, che sono anzi benefiche perché aiutano il corpo a prepararsi al parto. Non sono invece assolutamente in grado di innescare un travaglio che non stia già partendo per conto suo".

 

"Al contrario, i rapporti possono essere indicati negli ultimissimi giorni di gravidanza, perché in un momento in cui il corpo è già 'in bilico' verso l'avvio del travaglio e questo sta per partire spontaneamente, le prostaglandine del liquido spermatico possono dare un piccolo aiuto in più".

Le posizioni da preferire

"In realtà non ci sono posizioni considerate pericolose, anche se ovviamente alcune saranno più scomode di altre" afferma Gregori. Suggerendo che l'ideale è provare e trovare "posizioni che fanno stare meglio entrambi, che fanno sentire più piacere e che molto probabilmente saranno diverse da quelle più praticate prima della gravidanza". D'altra parte, ogni volta è sempre diversa "e questo dovrebbe ricordarci che non vale la pena spendere energie per cercare di 'essere come prima' e che invece è utile vedere più positivamente la diversità". 

Quando è meglio evitare

Possono esserci delle controindicazioni mediche al sesso in gravidanza. In particolare si tratta di tutte quelle situazioni nelle quali è necessario evitare un'eccessiva contrattilità uterine, per esempio:

 

In ogni caso sarà il ginecologo a indicare alle donne, caso per caso, come comportarsi rispetto a eventuali situazioni di rischio.

 

Per saperne di più: