Salute

Sette miti sulla gravidanza

mamma-voglie
18 Febbraio 2014 | Aggiornato il 06 Settembre 2017
Ci sono tanti luoghi comuni sull’arrivo del bebè: è vero che se si mangiano arachidi in gravidanza il bambino potrebbe sviluppare un'allergia? Le donne mangiano di più quando aspettano un maschietto? Sollevare pesi può mettere a rischio la placenta? Ecco la verità su sette miti che riguardano la gravidanza analizzati da Scientific American.
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Le donne mangiano di più quando aspettano un maschio? E sollevare pesi può provocare il distacco della placenta? Soffrire di pirosi (bruciore dietro lo sterno) durante la gravidanza significa che il bambino nascerà con tanti capelli? E ancora: è vero che se si mangiano arachidi in gravidanza il bambino potrebbe sviluppare un'allergia? E che se la pancia si sviluppa in avanti il bebè è un maschio? Scientific American ha analizzato sette miti sulla gravidanza, scoprendo che non proprio tutti sono lontani dalla realtà.

1 - Le donne mangiano di più se aspettano un maschio? Vero.

Nel 2003, ricorda la rivista, un gruppo di ricercatori americani ed europei ha studiato la dieta di 244 donne incinte, scoprendo che quelle che aspettavano un maschio assumevano, mediamente, 190 calorie al giorno in più di quelle che aspettavano una femmina. E quelle calorie in più non facevano ingrassare la madre ma servivano per nutrire maggiormente il feto, poiché i maschi, alla nascita, pesano mediamente più delle femmine. (Leggi anche: la dieta in gravidanza)

2 - Sollevare pesi può provocare il distacco della placenta? Falso.

Durante la gravidanza, sottolinea Scientific American, è sì sconsigliato alle donne di sollevare pesi, ma non per un pericolo di distacco della placenta. Il rischio, a causa della postura, è piuttosto quello di un aumento del pericolo di strappi muscolari alla schiena oppure di sbilanciarsi e cadere schiacciando la pancia, provocando danni al feto. (leggi anche: gravidanza e placenta previa)

3 - Se si soffre di pirosi il bebè avrà tanti capelli? Probabile.

Una ricerca della Johns Hopkins University di Baltimora, racconta la rivista scientifica, ha messo alla prova questo mito con uno studio, ma i risultati non sono stati quelli attesi. Perché l’82% delle donne che soffrivano del disturbo ha poi dato alla luce bambini con più capelli della media. Poiché lo studio non è stato abbastanza esteso, non è ancora definitiva la certezza che la pirosi e la quantità di capelli siano legati, ma l’indizio va sicuramente in questa direzione. Il sospetto è che “colpevoli” siano estrogeni e progesterone, che da un lato provocano la pirosi (rilassando anche lo sfintere esofageo), ma dall’altro stimolano la crescita dei capelli.

4 - Le donne incinte devono evitare di mangiare noccioline perché potrebbero sviluppare allergie nel bambino? Falso.

Per Scientific American, non c’è alcune prova che mangiare noccioline, crostacei o altri alimenti potenzialmente allergizzanti durante la gravidanza faccia aumentare il rischio che il bambino sviluppi un’allergia a quegli alimenti. Perché un allergene arrivi al feto, spiega Aziz Sheikh, allergologo all’Università di Edinburgo, “deve prima entrare nel circolo sanguigno della madre, e quindi attraversare la placenta mantenendo una forma che rimanga allergizzante”. Ma il metabolismo materno scinde i cibi allergici in componenti non allergici (come gli amminoacidi) prima che questi entrino nel circolo sanguigno.

5 - Se la pancia si sviluppa in avanti il bebè è un maschio? Falso.

Come si sviluppa il pancione, spiega George Saade, primario di Medicina materna e fetale all’Università del Texas, “dipende in gran parte da come e quanto i muscoli addominali si separano lasciando spazio all’utero per espandersi. E se la pancia è alta o bassa dipende da quanto le giunture pelviche si allentano, grazie all’azione dell’ormone relaxina, per lasciare spazio al feto”. Infine, incide anche la posizione assunta dal feto nel corso della gravidanza. (Leggi anche: maschio o femmina, ecco come scoprirlo)

6 - Le donne sovrappeso hanno figli sovrappeso? Vero.

Secondo Robert Zurawin, ostetrico e ginecologo al Baylor College of Medicine di Houston, le donne sovrappeso o obese hanno una maggiore possibilità di partorire bebè sovrappeso. La ragione, riporta la rivista, è che le donne in sovrappeso hanno un maggior rischio di sviluppare il diabete gestazionale, a causa del quale il sangue della donna contiene un eccesso di glucosio che passa al feto attraverso la placenta. “È come se il bebè mangiasse gelati in continuazione durante tutta la giornata”, spiega il medico. (Leggi anche: il peso in gravidanza)

7 - A contare è solo l’orologio biologico della madre? Falso.

Gli scienziati sanno da molto tempo che l’età avanzata della madre aumenta il tasso di infertilità e il rischio che il bebè abbia malattie cromosomiche come la sindrome di Down (l’incidenza è di 1/1000 per le donne inferiori a 30 anni, di 1/400 per le 35enni e di 1/60 per le 40enni). Ma anche l’età del padre conta, spiega a Scientific American Joshua Copel, ostetrico e ginecologo allo Yale Maternal-Fetal Medicine di New Haven, in Connecticut: secondo alcune ricerche, un padre 40enne ha una probabilità 6 volte maggiore rispetto a un 30enne di avere un figlio autistico, e un 50enne ha il triplo delle possibilità rispetto a un 20enne che il figlio sia schizofrenico. (Leggi: fertilità, come funziona la riproduzione maschile)

DA MAMMENELLARETE, LA STORIA - Errori ecografici

"Pensavo di volere un maschio, ma quando mi hanno messo la mia sorpresina sulla pancia ho capito che lei era la mia ragione di vita, 3,500gr di puro amore, la mia patatinaaaa!!! Era bellissima, profumava di bebè!!! Ora la guardo crescere, tutta la fatica che ho fatto a ” farla”. 15 ore di dolore, sono proprio valse la pena!"

Leggi la storia sugli errori ecografici