Guida gravidanza

13 Tredicesima settimana di gravidanza

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30 Giugno 2015 | Aggiornato il 02 Luglio 2015
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la tredicesima settimana di gravidanza. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.
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13 settimane di gravidanza
Ecco che cosa succede al tuo corpo e al tuo bambino durante la tredicesima settimana di gravidanza, che corrisponde all'incirca all'inizio del quarto mese. Con la consulenza scientifica della ginecologa Elisabetta Canitano, presidente dell'associazione onlus Vita di donna.

 

 

 

LA PRIMA ECOGRAFIA
L'esecuzione della prima ecografia è raccomandata entro la tredicesima settimana di gravidanza. Lo scopo di questo esame è accertare il numero degli embrioni (cioè stabilire se la gravidanza è gemellare o no), stabilire l’epoca esatta della gestazione, controllare la conformazione dell’utero e delle ovaie, verificare le dimensioni dell’embrione e la regolarità del suo battito cardiaco.
Se eseguita intorno alle 11-12 settimane (e in generale dopo le 10 settimane, come consigliato dal Royal College of Obstetricians and and Gynaecologists del Regno Unito) permette inoltre di fare una valutazione anatomica del feto già piuttosto accurata.

 

Consigli salute nella tredicesima settimana di gravidanza
Le carie In gravidanza, a causa del nuovo assetto ormonale, la saliva diventa più acida: questo aumenta il rischio di carie. Anche episodi ripetuti di vomito e nausea possono aumentare questo rischio, provocando la demineralizzazione dei denti, con erosione dello smalto. Da qui il vecchio detto “ogni figlio un dente in meno”.

 

In generale, la gravidanza è un periodo critico per quanto riguarda la salute orale: oltre alle carie, possono manifestarsi anche infiammazione delle gengive e malattia parodontale. Tutte condizioni che, oltre a provocare disagio (o dolore) alla futura mamma, potrebbero avere anche conseguenze negative per la salute del feto.

 

Leggi anche: DENTI E GENGIVE IN GRAVIDANZA. 7 COSE DA FARE SUBITO PER NON AVERE PROBLEMI

 

Il consiglio La prima cosa da fare per evitare il rischio di problemi a denti e gengive è seguire seguire una corretta igiene orale, che consiste anzitutto nel lavarsi i denti dopo ogni pasto e dopo aver assunto un alimento dolce. Inoltre, se sono passati più di sei mesi dall'ultimo controllo del dentista, è bene programmarne subito uno, con pulizia dei denti e ablazione del tartaro.

 

COSA FARE NELLA TREDICESIMA SETTIMANA DI GRAVIDANZA
1. Attenzione alla dieta Come abbiamo sottolineato anche nelle settimane precedenti, è molto importante in gravidanza seguire un'alimentazione sana ed equilibrata, possibilmente di stampo mediterraneo. E senza esagerare con l'aumento di peso.
A titolo del tutto indicativo, ecco un piccolo schema sulle calorie che si possono introdurre nei tre trimestri della gravidanza (Ma ricorda: in nessun caso, questi dati possono sostituirsi ai consigli del medico).
- Se inizi la gravidanza sottopeso, ogni giorno dovresti assumere da 1900 a 2100 kcal nel primo trimestre, da 2070 a 2370 kcal nel secondo trimestre e da 2300 a 2600 nel terzo trimestre.
- Se inizi la gravidanza normopeso, ogni giorno dovresti assumere da 1870 a 2070 kcal nel primo trimestre, da 2070 a 2250 kcal nel secondo trimestre e da 2200 a 2500 nel terzo trimestre.
- Se inizi la gravidanza in sovrappeso, ogni giorno dovresti assumere da 1850 a 2150 kcal nel primo trimestre, da 1900 a 2200 kcal nel secondo trimestre e da 1950 a 2250 nel terzo trimestre. 
IL MENU SETTIMANALE DELLA GRAVIDANZA DELLA NUTRIZIONISTA VALENTINA CHIOZZI
2. Se sei interessata al percorso per la diagnosi prenatale della sindrome di Down, questa è l'ultima settimana in cui è possibile partecipare ai test di screening. Le Linee guida per la gravidanza fisiologica del Ministero della salute dicono infatti che questo percorso deve essere offerto a tutte le donne entro la tredicesima settimana + 6 giorni (13+6).

 

 

Screening e diagnosi prenatale della sindrome di Down
Fino a pochi anni fa, l'unica possibilità per avere informazioni su un'eventuale presenza della sindrome di Down nel feto era eseguire l'esame del cariotipo, attraverso villocentesi o amniocentesi. Si tratta di un esame che consente la diagnosi vera e propria (cioè dice con certezza se il feto è sano o malato), ma può essere eseguito solo tramite una procedura invasiva, che comporta un rischio, seppur minimo, di aborto.
La villocentesi consiste nel prelievo dei villi coriali, da cui poi si svilupperà la placenta. Come l'amniocentesi, si effettua inserendo un ago sottile nell’addome, sotto la guida di un ecografo. Dopo l’esame è consigliato il riposo per due giorni, con sospensione dell’attività lavorativa e dei rapporti sessuali. In qualche caso, dopo la procedura viene prescritto un antibiotico o una medicina per prevenire le contrazioni dell’utero, ma non si tratta di una prassi applicata a tutte le donne, in quanto non ha dato evidenza di essere davvero efficace nel ridurre il rischio di aborto. Qualsiasi sintomo, dal dolore, al sanguinamento, va sottoposto tempestivamente all’attenzione della struttura in cui è stata effettuata l'indagine. Il vantaggio rispetto all’amniocentesi è che può essere eseguita a partire dall’undicesima settimana di gravidanza, mentre per l’amniocentesi si deve attendere le 15 settimana.
Villocentesi e amniocentesi sono offerte da Servizio sanitario nazionale alle pazienti per le quali esiste un elevato rischio di anomalie cromosomiche fetali, per esempio per: età materna avanzata; aumentato rischio di patologia cromosomica in base ai test di screening (o all'esito di ecografie); precedente figlio affetto da anomalia cromosomica; genitori portatori di alterazioni cromosomiche.
Oltre alla diagnosi prenatale invasiva, però, oggi sono disponibili altre opzioni, che permettono di effettuare uno screening del rischio di sindrome di Down. Significa che in questo caso non si ottiene un risultato certo, ma una stima (a dire il vero sempre più accurata e precisa) del rischio che il feto sia affetto. Tra le opzioni possibili figurano:
 - Translucenza nucale Misurazione ecografica dello spessore della nuca del feto;
- Bitest o Duotest. Analisi del sangue materno per misurare il livello di due sostanze, la Beta HCG e la PAPP-A, alterato nei bimbi colpiti dalla sindrome di Down;
- Test combinato Consiste in una combinazione di bitest e translucenza nucale;
- Test del DNA fetale su sangue materno.

 

Il feto nella tredicesima settimana di gravidanza
La placenta adesso ha assunto la sua forma a disco che rimarrà così fino alla fine della gravidanza. Il corpo del bambino via via diventa più proporzionato, per cui il ritmo di crescita della testa rallenta. Il feto comincia a produrre urina, che viene rilasciata nel liquido amniotico, mentre il fegato comincia a produrre globuli rossi. Al termine di questa settimana pesa circa 60-70 grammi ed è lungo circa 8-12 centimetri.

 

 

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